{"id":36311,"date":"2023-12-30T09:00:00","date_gmt":"2023-12-30T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36311"},"modified":"2023-12-27T09:31:32","modified_gmt":"2023-12-27T08:31:32","slug":"francesco-bertele-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/francesco-bertele-2\/","title":{"rendered":"Francesco Bertel\u00e9"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cant\u00f9 1978<br>Vive e lavora a Canzo e a Biha\u0107<br>Studio visit di Chiara Pirozzi realizzato il 6 novembre 2023<br>30 dicembre 2023<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francesco Bertel\u00e9 vive a Canzo, dove ha il suo studio\/archivio, e nella citt\u00e0 di Biha\u0107, in Bosnia Erzegovina, dove da qualche anno ha avviato una collaborazione con il programma per rifugiati e migranti <em>Mediterranean Hope<\/em>,ideando il progetto <em>Flamingo Loophole, <\/em>una palestra gratuita per l\u2019arrampicata concepita come occasione d\u2019incontro fra popolazione locale e migranti in transito<em>.<\/em> La complessit\u00e0 dei temi indagati da Bertel\u00e9 e la sua capacit\u00e0 di fondere la ricerca e la pratica artistica con una reale attivit\u00e0 umanitaria, come evidenziato nel precedente studio visit, rappresentano uno stimolo a indagare ulteriormente gli sviluppi dei suoi progetti in corso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro dell\u2019indagine di Bertel\u00e9 c\u2019\u00e8 il corpo umano inteso come materia sensibile in grado di conformarsi all\u2019ambiente o di influenzarlo nella sua declinazione fisica e tangibile o virtuale e smaterializzata. L\u2019artista attraversa <em>media<\/em> differenti concependo continui passaggi di stato che, come una traduzione e spostando il significato, generano alterazioni dell\u2019esperienza originata dall\u2019opera stessa. Il corpo in Francesco Bertel\u00e9 rappresenta un cardine intorno al quale si aprono una serie di temi fra i pi\u00f9 urgenti e attuali indagati dagli artisti, in Italia come all\u2019estero. A titolo d\u2019esempio, in opere come <em>Hic sunt dracones<\/em> (2020) Bertel\u00e9 crea un ambiente immersivo, ipertecnologico e iperconnesso che si espande oltre lo spazio fisico per trattare temi come la geopolitica del confine, la spettacolarizzazione del concetto di frontiera e l\u2019impatto della tecnologia digitale sulla dimensione biopolitica della societ\u00e0 contemporanea, proponendo un\u2019esperienza totalizzante e multi-prospettica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca di Francesco Bertel\u00e9 risulta particolarmente significativa per la sua capacit\u00e0 di utilizzare sia i <em>media<\/em> tradizionali, che vengono costantemente ibridati con un immaginario sintetico generato dalle realt\u00e0 virtuali, aumentate e <em>mixed<\/em>, sia i <em>media<\/em> digitali, che l\u2019artista utilizza al fine di indagarne limiti e potenziali a partire dall\u2019esperienza sensibile dell\u2019individuo. Attraverso un processo di attualizzazione dei contenuti e di acquisizione di nuovi modelli, Bertel\u00e9 applica processi legati a metodi partecipativi sia in riferimento alla produzione delle sue opere, che vedono coinvolti professionisti di altre discipline, sia nelle forme dell\u2019incontro e della relazione con il fruitore dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A novembre l\u2019artista ha realizzato il secondo evento, dopo quello al Museo Madre del 2022, del progetto intitolato <em>Else Space<\/em> presso ilJonas Psychoanalytic Clinic Center di Trento che consiste in un dialogo, fruibile attraverso un visore VR e da remoto, tra il sociologo Andrea Mubi Brighenti e lo psicanalista Mauro Milanaccio, chiamati dall\u2019artista a riflettere sul tema: \u00abessere presenti in un altrove\u00bb. Bertel\u00e9 ha da poco presentato il libro <em>Flamingo Loophole<\/em>, parte dell\u2019omonimo progetto, che raccoglie una serie di contributi, fra cui quelli di Pasquale Campanella e Alessandra Pioselli, sulla relazione fra pratica artistica, dinamiche umanitarie e committenza civica. Unitamente al libro, una mostra presso la Galleria Civica di Bihac espone gli esiti, i processi e le visioni dell\u2019intero progetto in analisi. Nel mese di gennaio l\u2019artista presenter\u00e0 il film <em>Centocapre \u2500 <\/em>nato dall\u2019omonimo progetto site specificrealizzato a Latronico nel 2014 nell\u2019ambito del programma <em>A cielo aperto \u2500<\/em> presso il Bulevard Art and Media Institute di Tirana all\u2019interno del programma <em>Kafe Kokoshka<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I progetti di Francesco Bertel\u00e9 sono il frutto di un\u2019incessante ricerca teorica che attraversa sia i temi indagati sia i media utilizzati. Le sue opere risultano complesse e stratificate rinunciando a esiti formali evocativi o simbolici in grado di coinvolgere in modo immediato lo spettatore ma richiedendo piuttosto maggior tempo per una comprensione profonda. In un\u2019epoca che obbliga a forme di repentina interpretazione, le opere di Bertel\u00e9 sembrano sfidare tali ritmi sfuggendo a una sintesi di forme e contenuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pratica artistica e vissuto personale non sembrano avere in lui soluzione di continuit\u00e0, la sua partecipazione attiva in operazioni umanitarie, da Lampedusa alla Bosnia, riesce a potenziare il valore e il significato delle sue opere che si mostrano prive di retorica e anti-simboliche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_FrancescoBertele.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_FrancescoBertele-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36321\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_FrancescoBertele-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_FrancescoBertele-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_FrancescoBertele-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_FrancescoBertele.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_FrancescoBertele.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_FrancescoBertele-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36323\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_FrancescoBertele-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_FrancescoBertele-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_FrancescoBertele-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_FrancescoBertele.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cant\u00f9 1978Vive e lavora a Canzo e a Biha\u0107Studio visit di Chiara Pirozzi realizzato il 6 novembre 202330 dicembre 2023 Francesco Bertel\u00e9 vive a Canzo, dove ha il suo studio\/archivio, e nella citt\u00e0 di Biha\u0107, in Bosnia Erzegovina, dove da qualche anno ha avviato una collaborazione con il programma per rifugiati e migranti Mediterranean Hope,ideando [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":36325,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-36311","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36311","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36311"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36311\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36311"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36311"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36311"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}