{"id":36289,"date":"2023-12-27T09:00:00","date_gmt":"2023-12-27T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36289"},"modified":"2023-12-27T06:16:47","modified_gmt":"2023-12-27T05:16:47","slug":"leonardo-meoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/leonardo-meoni\/","title":{"rendered":"Leonardo Meoni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Firenze 1994<br>Vive e lavora a Firenze e a New York<br>Studio visit di Edoardo De Cobelli<br>27 dicembre 2023<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a che punto un materiale soffice pu\u00f2 essere oggetto di un messaggio violento? Possono le trame del velluto ospitare il trauma, il travaglio o il fallimento di un\u2019opera? Queste sono le domande che pongono le opere di Leonardo Meoni, dietro uno sguardo tattile che avvolge l\u2019osservatore con la matericit\u00e0 del tessuto. Nel suo studio di Prato, Meoni passa le sue giornate a fare e disfare, cancellando continuamente i disegni fatti sulla tela, che da alcuni anni tende il suo materiale privilegiato, il velluto, un tessuto pregiato rispetto alle normali tele, che lui stesso definisce \u2018viziato\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul vello le tracce impresse sono frutto dei movimenti eseguiti in pelo e contropelo, ma anche in altre direzioni, che a loro volta si moltiplicano spostando il punto di vista di osservazione, a seconda dei riflessi che la superficie restituisce. \u00c8 cos\u00ec che l\u2019immagine sembra sfuggire a un suo pieno impossessamento, rendendo il rimando di ombre e lucentezze parte integrante dell\u2019opera. Leonardo tende, liscia, raschia e modula il velluto fino a creare un rebus di tracce e figure, una combinazione tra immagini e segni al limite tra riconoscibilit\u00e0 ed evocazione. L\u2019opera <em>A Snare,<\/em> esposta nell\u2019ultima collettiva, intreccia forme appuntite, spuntoni e speroni, che compongono una raffigurazione tutt\u2019altro che mite, a tratti violenta: lampadari, catene e asperit\u00e0 provengono da un paesaggio mentale americano, sede della sua galleria. L\u2019immagine \u00e8 articolata e mai banale; cancellando e rifacendo Meoni reinventa un processo di stratificazione che nasce dalla pittura e, bench\u00e9 non ne resti traccia evidente, esso si coglie nella complessit\u00e0 della composizione, che gioca sui livelli del tratto e del segno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meoni viene da un passato di pittura e tende, infatti, a definire le sue opere in tessuto tele. Comprato per la prima volta in un mercato di Prato, con il desiderio di \u00abfare qualcosa di intoccabile\u00bb, il tessuto \u00e8 inizialmente solo la superficie di un disegno dove nulla si toglie e si aggiunge, dove la rappresentazione nasce da un semplice spostamento, \u00e8 effimera, quasi temporanea. Se in un primo momento lo spostamento \u00e8 l\u2019unica azione intrapresa sulla tela, con pennelli o oggetti diversi, in un secondo momento le tele diventano bicromi e, in occasione della fiera d\u2019arte di Torino, Meoni comincia a intervenire sul velluto con la candeggina, creando delle striature scolorite che mutano il tessuto senza consumarlo. Ogni personale mostra l\u2019evoluzione di una ricerca che, come un domino, aggiunge un elemento al precedente senza creare discontinuit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mondo e il mercato dell\u2019arte tendono ad affezionarsi all\u2019espressione di riconoscibilit\u00e0 di un\u2019artista, ingabbiandolo in un universo chiuso, spesso riferito a una serie o a una tipologia di lavori. Questo \u00e8 un ostacolo per molti, e Meoni decide di eludere mutando, gradualmente ma costantemente, il risultato del suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La natura del suo rapporto con la superficie nasce da una condizione di inadeguatezza e di continui fallimenti nel processo di creazione e procede per tentativi, per cancellazioni, per errori dovuti al superamento di limiti che l\u2019artista, man mano si trova a riconoscere e ad ammettere. Meoni non si \u00e8 mai trovato a suo agio con la pittura a olio, troppo indiretta e mediata, e ha cos\u00ec trovato una superficie pi\u00f9 reattiva agli stimoli e alle sue necessit\u00e0. Dietro all\u2019uso di un materiale che certamente va incontro a un apprezzamento estetico di tipo classico, si cela per\u00f2 un continuo scontro con la forma della rappresentazione e soprattutto dell\u2019artista con s\u00e9 stesso, un contrasto che \u00e8 fulcro della matrice creativa e della spinta a seguire nuove strade. Se non si pu\u00f2 parlare di \u00abtematizzazione del fallimento tecnico\u00bb, come per la pittura di Tuymans secondo alcuni storici, il fallimento tecnico (l\u2019errore, le scelte inopportune), le cancellazioni, i continui rifacimenti, al limite dell\u2019esorcismo nei confronti della rappresentazione, sono il processo artistico da cui emergono le delicate articolazioni di tratteggi delle tele di Meoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_LeonardoMeoni.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_LeonardoMeoni-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36292\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_LeonardoMeoni-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_LeonardoMeoni-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_LeonardoMeoni-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_LeonardoMeoni.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_LeonardoMeoni.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_LeonardoMeoni-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36294\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_LeonardoMeoni-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_LeonardoMeoni-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_LeonardoMeoni-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_LeonardoMeoni.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze 1994Vive e lavora a Firenze e a New YorkStudio visit di Edoardo De Cobelli27 dicembre 2023 Fino a che punto un materiale soffice pu\u00f2 essere oggetto di un messaggio violento? 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