{"id":36258,"date":"2023-12-22T09:14:09","date_gmt":"2023-12-22T08:14:09","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36258"},"modified":"2023-12-22T09:14:11","modified_gmt":"2023-12-22T08:14:11","slug":"marco-pariani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/marco-pariani\/","title":{"rendered":"Marco Pariani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Busto Arsizio 1986<br>Vive e lavora a Brooklyn<br>Studio visit di Elisa Carollo<br>22 dicembre 2023<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco Pariani \u00e8 uno di quegli artisti italiani che ha cercato e trovato all\u2019estero una piattaforma di sviluppo per la propria carriera. Cresciuto nell\u2019hinterland milanese, dopo gli studi all\u2019Accademia di Brera e le prime esperienze perlopi\u00f9 deludenti sul suolo nazionale, Pariani ha poi deciso di rischiare ed \u00e8 riuscito a trasferirsi stabilmente negli States, dove ha trovato il suo vero riconoscimento. Qui \u00e8 stato infatti notato dal gallerista e collezionista John Cheim, coproprietario della galleria Cheim&amp;Read, che l\u2019ha poi introdotto nel suo circolo, portando progressivamente l\u2019arte di Pariani a un apprezzamento internazionale e a quotazioni che pochi artisti italiani della sua generazione hanno raggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come lui stesso ammette all\u2019inizio del nostro incontro nel suo studio a Bushwick, Brooklyn, la sua pittura si focalizza sul momento, tradotto tramite l\u2019immediatezza del gesto e del segno. Nel suo approccio alla pittura non c\u2019\u00e8 alcun intento narrativo o figurativo, solo un rapporto diretto con la tela e la materia pittorica, in un\u2019esplorazione delle infinite possibilit\u00e0 di relazione fra forma e colore. La pittura di Pariani \u00e8, infatti, innanzitutto fisica, pi\u00f9 che mentale, e questo approccio \u00e8 per l\u2019artista anche uno strumento di volontaria emancipazione da ogni codice tradizionale, per trovare un linguaggio del tutto indipendente. Tale allontanamento dalla tradizione si lega concettualmente ed emotivamente anche alla necessit\u00e0 di allontanarsi dall\u2019Italia e dalle tracce di una tradizione artistica disseminate pressoch\u00e9 ovunque, per passare a un contesto completamente diverso, come quello dell\u2019estetica industriale di Brooklyn. Sebbene l\u2019artista prenda le distanze dalla classificazione di street art, \u00e8 chiaro come il suo linguaggio abbia assorbito molti di quei segni disseminati nel quartiere fra muri e veicoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento della nostra visita l\u2019artista stava lavorando a un nuovo gruppo di opere destinate alla sua personale a New York. Nel mostrarmi le varie tele presenti in studio a diversi livelli di lavorazione, l\u2019artista mi ha accompagnato nella comprensione del processo di formalizzazione dei suoi lavori. Capisco che in realt\u00e0 vi coesistono due ritmi, un po\u2019 come in un componimento musicale: la preparazione della tela prevede infatti un andamento lento, in un laborioso accumulo di strati di gesso e acrilico che pu\u00f2 durare settimane e con cui l\u2019artista crea la superficie di azione, connettendosi fisicamente e in modo profondo a essa. A questo segue poi un adrenalinico sprigionarsi istintuale dell\u2019immaginario riversato sulla tela con masse di colore acrilico che si sovrappongono, si intersecano e vengono poi attraversate da altrettante tracce di movimenti di spray.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contempo, \u00e8 interessante notare come questa vitalit\u00e0 segnica e cromatica sia poi rigorosamente contenuta all\u2019interno di una sorta di rettangolo, in una regola autoimposta che finisce di condensare il caotico accumulo di masse e tracce cromatiche in una zona centrale di intensa vibrazione, che va allo stesso tempo a nutrire e a dissolvere ogni riferimento formale specifico in una continua tensione fra figurazione e astrazione, finito e non finito. Le forme esistono in un limbo, in cui l\u2019artista si pronuncia fra spazio e colore in potenza: la pittura di Pariani \u00e8, infatti, materia che rimane in ebollizione, come una massa magmatica di suggestioni e sensazioni che lasciano all\u2019osservatore ogni tentativo di decodificazione razionale e di interpretazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante questo rifiuto di ogni interpretazione letterale, alcuni <em>moodboard<\/em> alle pareti rivelano in realt\u00e0 come di base ci sia un immaginario che lo ispira e che trae nutrimento da un vasto repertorio di immagini e <em>screenshots<\/em> afferente a una cultura del consumismo americano che spesso spinge il senso estetico al paradosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo cos\u00ec comprendere come, resistendo alla familiarit\u00e0 e alla coerenza dell\u2019immagine, la pittura di Pariani possa essere letta anche come un atto di resistenza non solo alla tradizione alta dell\u2019arte, ma anche alla banalit\u00e0 e al cattivo gusto di molta della cultura visiva legata al materialismo e al consumismo che domina lo scenario urbano americano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello scenario contemporaneo, la pittura di Pariani si pone con estrema consapevolezza in un\u2019interessante posizione di resistenza sia ai codici tradizionali che a quelli attuali della cultura visiva, rendendo unico il suo linguaggio pittorico. D\u2019altra parte, le fonti che ispirano e nutrono questa esplorazione di forma e colore, racchiudono in realt\u00e0 un interessante commento non solo estetico, ma anche politico sulla societ\u00e0 di oggi e sui metodi di comunicazione e rappresentazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, questa continua lotta fra figurazione e astrazione vive in un delicato e rischioso limbo fra equilibrio estetico e caos, in una pittura spesso dissonante, che preclude molti degli elementi che permettono un\u2019agevole familiarizzazione e apprezzamento del pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_MarcoPariani.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_MarcoPariani-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36260\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_MarcoPariani-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_MarcoPariani-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_MarcoPariani-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_MarcoPariani.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_MarcoPariani_SnowmanIgloo_2022_oil_acrylic-and-spray-paint-on-linen_85x66-in.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_MarcoPariani_SnowmanIgloo_2022_oil_acrylic-and-spray-paint-on-linen_85x66-in-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36262\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_MarcoPariani_SnowmanIgloo_2022_oil_acrylic-and-spray-paint-on-linen_85x66-in-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_MarcoPariani_SnowmanIgloo_2022_oil_acrylic-and-spray-paint-on-linen_85x66-in-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_MarcoPariani_SnowmanIgloo_2022_oil_acrylic-and-spray-paint-on-linen_85x66-in-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_MarcoPariani_SnowmanIgloo_2022_oil_acrylic-and-spray-paint-on-linen_85x66-in.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Busto Arsizio 1986Vive e lavora a BrooklynStudio visit di Elisa Carollo22 dicembre 2023 Marco Pariani \u00e8 uno di quegli artisti italiani che ha cercato e trovato all\u2019estero una piattaforma di sviluppo per la propria carriera. 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