{"id":36035,"date":"2023-12-10T09:00:00","date_gmt":"2023-12-10T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36035"},"modified":"2023-12-06T09:37:14","modified_gmt":"2023-12-06T08:37:14","slug":"juan-pablo-macias-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/juan-pablo-macias-2\/","title":{"rendered":"Juan Pablo Mac\u00edas"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Puebla 1974<br>Vive e lavora a Livorno<br>Studio visit di Angel Moya Garcia<br>10 dicembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La percezione dell\u2019immagine come oggetto per indagare la gerarchizzazione e le strutture di potere sociali, il pensiero anarchico come attivatore di relazioni tra essere umani e natura e i processi di condivisione e diffusione del sapere, che emergono nello studio visit realizzato precedentemente da Marco Trulli, mi hanno spinto a tornare da Juan Pablo Mac\u00edas per scrutare come queste narrazioni si sviluppino formalmente e quanto possano essere incisive all\u2019interno di un sistema dell\u2019arte liberista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attenta lettura di alcuni pensatori dei margini, Spinoza e Deleuze <em>in primis<\/em>, che nella loro riflessione hanno affrontato in maniera critica le strutture di potere, hanno portato l\u2019artista a concentrarsi sulla diversit\u00e0 come connettore sociale. Allo stesso tempo, il tentativo di osservare la societ\u00e0 dall\u2019interno per sottolinearne le discrepanze, collega la ricerca di Mac\u00edas a quella di artisti che indagano l\u2019omologazione delle strutture di potere, indipendentemente dalla loro origine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, il lavoro di Juan Pablo Mac\u00edas si colloca come un processo di ricerca sull\u2019anarchismo che deriva da una critica alla rappresentazione e che si declina in progetti editoriali, poesia, video, installazioni o performance. Ambiti molto diversi tra di loro che vengono elaborati o sviluppati come istanti insurrezionali o come atti sovversivi verso i sistemi di rappresentazione in generale. Nella maggior parte dei lavori, emerge soprattutto la necessit\u00e0 di smilitarizzare il linguaggio, rendendolo incomprensibile, corrodendo l\u2019uniformit\u00e0 dell\u2019esercito composto dalla sintassi, per dirla con Cage, in modo da mettere in discussione il concetto di normalit\u00e0 e come delimitazione tra quella parte morta e quella viva<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo momento sta lavorando, tra l\u2019altro, alla progettazione di <em>Society for Improbable Rehearsals on Music Theater and Poetry<\/em>, un progetto artistico collaborativo basato sulla sperimentazione e sulla disgregazione di formati e contesti di grammatiche diverse attraverso la produzione di performance improbabili di musica, teatro e poesia. Ispirato nella Verein f\u00fcr musikalische Privatauff\u00fchrungen (Societ\u00e0 per spettacoli musicali privati), fondata a Vienna nell\u2019autunno del 1918 da Arnold Sch\u00f6nberg, l\u2019idea \u00e8 quella di riunire una serie di musicisti su un palco allestito sotto un cavalcavia (lo stesso dove era ubicata la galleria Salvator Rosa) in cui arbitrariet\u00e0, casualit\u00e0, dilettantismo e rischio articoleranno le sessioni performative, sempre concepite come prove e mai come presentazioni finali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se \u00e8 vero che il pensiero di Mac\u00edas trova la sua sede pi\u00f9 appropriata in processi aperti, condivisi e imprevedibili, \u00e8 altrettanto vero che la maggior parte dei lavori tende a sacrificare una formalizzazione compiuta o un\u2019estetica scevra di riferimenti politici o sociali in relazione alla propria cultura o al pensiero anarchico a favore di un\u2019apertura verso nuovi formati di presentazione o verso una collettivizzazione autoriale. In questo caso, la soglia tra arti visive, letteratura e attivismo politico diventa talmente sottile da poter essere fraintesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi possibili fraintendimenti vengono, tuttavia, sfruttati dall\u2019artista messicano attraverso meccanismi che traggono beneficio proprio dalle regole strutturali ed economiche del sistema dell\u2019arte o dalle aspettative di chi ne fa parte. Deviando i fondi raccolti per mostre, facendo esplodere le possibilit\u00e0 di divulgazione, socializzazione e impatto politico di ogni progetto e cogliendo le alternative possibili, tutto il suo lavoro si orienta verso le dinamiche contraddittorie che caratterizzano il sistema capitalista a cui l\u2019arte \u00e8 assoggettata per cercare contesti, contenuti, pubblici o modalit\u00e0 di fruizione completamente insolite rispetto a ci\u00f2 a cui ormai siamo abituati.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_JPMacias.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_JPMacias-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36052\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_JPMacias-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_JPMacias-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_JPMacias-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_JPMacias.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_JPMacias.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_JPMacias-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36054\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_JPMacias-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_JPMacias-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_JPMacias-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_JPMacias.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Puebla 1974Vive e lavora a LivornoStudio visit di Angel Moya Garcia10 dicembre 2023 La percezione dell\u2019immagine come oggetto per indagare la gerarchizzazione e le strutture di potere sociali, il pensiero anarchico come attivatore di relazioni tra essere umani e natura e i processi di condivisione e diffusione del sapere, che emergono nello studio visit realizzato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":36056,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-36035","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36035","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36035"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36035\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36035"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36035"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36035"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}