{"id":36024,"date":"2023-12-07T09:00:00","date_gmt":"2023-12-07T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36024"},"modified":"2023-12-06T09:38:26","modified_gmt":"2023-12-06T08:38:26","slug":"giuliana-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/giuliana-rosso\/","title":{"rendered":"Giuliana Rosso"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chivasso 1992<br>Vive e lavora a Torino<br>Studio visit di Edoardo De Cobelli<br>7 dicembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho incontrato Giuliana Rosso mentre stava terminando le ultime tele per Artissima, poco prima del trasferimento nel suo nuovo studio. Non aveva ancora iniziato a riempire le scatole e le pareti erano dense degli oggetti che hanno corredato il suo studio nel tempo: maschere, giocattoli, galline gonfiabili, scheletri, alieni\u2026 un ricco corollario di bizzarri spunti visivi a cui si ispira quotidianamente per la sua pittura, dove il colore spesso dominante \u00e8 un verde pallido, che insieme al rosso, al giallo intenso e alle scale di violetti domina pitture dalle atmosfere fredde e leggermente stranianti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono questi colori primari e complementari che nelle mostre gradualmente conquistano le pareti, colano sui pavimenti e riempiono le imperfezioni architettoniche fino a esplodere nello spazio. Giuliana Rosso \u00e8 infatti una pittrice che si esprime ben oltre i limiti della tela, arrivando a occupare lo spazio ambientale come fosse parte della rappresentazione. Nelle sue opere usa molto la carta, che si trasforma nell\u2019estensione del quadro e diventa oggetto dipinto, a cavallo tra rappresentazione e scultura. Non \u00e8 a quel punto determinante capire cosa \u00e8 pittura e cosa no, perch\u00e9 l\u2019intervento crea una dimensione narrativa che trasforma completamente lo spazio, dove tutto fa parte della rappresentazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Finch\u00e9 quel che fantastichiamo \u00e8 stato<\/em>, opera presentata al Castello di Rivoli nel 2020, \u00e8 forse il miglior esempio della forza centrifuga cui sono talvolta soggette le composizioni. In <em>Bored Bones<\/em>, l\u2019ultima mostra personale, Rosso interpreta la dimensione spaziale della vecchia banca in cui ha sede la galleria The Address creando vere e proprie scenografie di cartapesta e disegni, che sfruttano le volte come cornici, i separ\u00e9 come mobilio e delimitano stanze riempite di letti, lavandini e una stufa disegnati a carboncino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A colpire \u00e8 la plasticit\u00e0 della carta e la capacit\u00e0 dell\u2019artista di far entrare, sovvertendo l\u2019ordine, lo spazio dentro la pittura. L\u2019osservatore cammina tra gli oggetti ed entra nelle possibili storie narrate dalle opere disposte. Sono racconti che parlano dell\u2019irrequietezza e delle incertezze dell\u2019interiorit\u00e0, tipiche della fase dell\u2019adolescenza, a cui corrispondono i soggetti che si muovono in bilico tra realt\u00e0 e immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fragilit\u00e0 e le paure si mescolano a un immaginario popolare e ad atmosfere fiabesche, alterate e talvolta spiritiche. Ambienti pi\u00f9 accoglienti, abitati da stufe e altalene, si alternano spesso a paesaggi tossici dai colori acidi. Ma anche quando l\u2019opera immagina luoghi inospitali, come lo sfondo del dipinto vincitore dell\u2019ultima edizione del Premio Cairo, <em>Stiamo bene negli acquitrini<\/em>, i soggetti si rifugiano nella dimensione serena e privata della solitudine, magari ascoltando musica, che si oppone al disagio esistenziale che li accompagna. In questa perenne condizione di indeterminatezza, che emerge dalla pittura, guardare la serie di esposizioni realizzate da Giuliana Rosso negli anni \u00e8 come di sfogliare le pagine di un unico fumetto con personaggi ricorrenti e scene e storie intrecciate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei due lavori quasi terminati in studio, il gioco tra tridimensionalit\u00e0 e aderenza alla parete del disegno \u00e8 evidente. Per la prima volta l\u2019opera, che nasce da due tele unite ad angolo, include una terza superficie, in questo caso il pavimento. La scena si estende a mostrare uno spaccato di interno, che si apre sull\u2019immaginario dell\u2019artista e si adatta perfettamente alle pareti. L\u2019angolo \u00e8 d\u2019altronde, per lei, il punto d\u2019origine. A partire da l\u00ec \u00abla pittura\/disegno diventa come un libro che si apre al racconto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019universo narrativo di Giuliana Rosso non \u00e8 facile da comprendere. L\u2019irrequietezza traspare, i colori e le forme, di una figurativit\u00e0 a tratti incompiuta, inizialmente respingono lo sguardo. Una volta superato il primo impatto visivo, la storia prevale sull\u2019immagine e diventa coinvolgente e persuasiva. La capacit\u00e0 dell\u2019artista di creare atmosfere, usando luce, architetture e dettagli esistenti, oltre scenografie delicate e complesse, crea installazioni ben riuscite e trasmette una visione molto personale, che proietta una dimensione stilistica fantastica e \u2018cartoonesca\u2019.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_GiulianaRosso.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_GiulianaRosso-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36027\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_GiulianaRosso-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_GiulianaRosso-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_GiulianaRosso-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/b_GiulianaRosso.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_GiulianaRosso.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_GiulianaRosso-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36029\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_GiulianaRosso-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_GiulianaRosso-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_GiulianaRosso-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/c_GiulianaRosso.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chivasso 1992Vive e lavora a TorinoStudio visit di Edoardo De Cobelli7 dicembre 2023 Ho incontrato Giuliana Rosso mentre stava terminando le ultime tele per Artissima, poco prima del trasferimento nel suo nuovo studio. Non aveva ancora iniziato a riempire le scatole e le pareti erano dense degli oggetti che hanno corredato il suo studio nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":36031,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-36024","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36024","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36024"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36024\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36031"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36024"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36024"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36024"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}