{"id":36023,"date":"2023-12-08T09:00:00","date_gmt":"2023-12-08T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36023"},"modified":"2023-12-06T09:36:33","modified_gmt":"2023-12-06T08:36:33","slug":"marta-pierobon-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/marta-pierobon-2\/","title":{"rendered":"Marta Pierobon"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Brescia 1979<br>Vive e lavora a Milano<br>Studio Visit di Elena Forin<br>8 dicembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta Pierobon si \u00e8 laureata all\u2019Accaddemia di Belle Arti di Firenze, ha vissuto a New York, e da anni ha trovato il suo universo di ricerca e produzione tra Milano e la Maremma. \u00c8 da almeno un anno che voglio incontrarla: mi piace il suo immaginario e mi interessa la scultura, che per molto tempo \u00e8 stata sostituta dall\u2019universo dell\u2019installazione, tralasciando l\u2019idea del togliere e del formare che si accompagna allo sviluppo plastico. Il precedente studio visit di Marco Scotti si \u00e8 soffermato in maniera emozionale e attenta sulla sua visione e sul suo fare: prover\u00f2 a restituire altre sfumature di questa indagine tanto ricca e articolata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle prime domande che le ho rivolto riguarda un concetto diffuso in questi ultimi anni, quello di ibridazione. In realt\u00e0 non penso che nel suo lavoro si compia una metamorfosi tra immaginario umano e animale, o tra reale e fantastico allo scopo di creare identit\u00e0 terze: credo piuttosto che Pierobon ci mostri come ogni cosa sia composta da parti necessarie che conservano qualcosa di animale (un istinto), di fanciullesco (non infantile), e di fortemente oggettuale e tattile. Questi elementi creano la forma e l\u2019architettura di opere che spesso si costruiscono intorno a uno spazio vuoto \u2500 che \u00e8 un rifugio fisico e dell\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occhi, lingue e dita sono immagini ricorrenti nei suoi lavori: per capirne i motivi basta pensare che tre dita appoggiate su una superficie sono la forma primordiale di un palazzo, che gli occhi servono a vedere, la lingua a conoscere e a scoprire l\u2019universo del sapore. Modellare, scolpire e colorare questi e altri oggetti \u00e8 quindi un modo per comporre la grammatica con cui raccontare la sua esperienza del mondo. La parola in questa prospettiva ha un ruolo cruciale: i titoli dei suoi lavori (dagli <em>Eyerchive <\/em>alle <em>Creature manine <\/em>fino alle <em>Grotto Hands<\/em>) lasciano trapelare l\u2019ironia giocosa e intelligente con cui affronta ogni viaggio dentro la forma e la materia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019argilla, la ceramica e la terra cruda le consentono di lavorare sui codici della manualit\u00e0, dell\u2019architettura, dello spazio, dei mondi immaginati e di quelli che abbracciano forme naturali e costruite: negli ultimi mesi ha declinato tutti questi aspetti in un ciclo ancora inedito e <em>in fieri <\/em>strettamente legato a Milano e al suo paesaggio urbano. Questo gruppo di sculture reinterpreta, infatti, una certa variet\u00e0 di modelli architettonici: l\u2019alfabeto visivo della citt\u00e0 \u00e8 per\u00f2 trasformato nei colori, manipolato nelle forme e ripensato in termini di dimensioni. Pierobon declina infatti gli edifici in chiave oggettuale facendo diventare i palazzi corpi strutturati, ma a grandezza da tavolo, senza per\u00f2 correre il rischio di farli sembrare delle <em>maquettes<\/em>. L\u2019insieme degli elementi di ogni opera risponde inoltre a un principio organico che intende le singole parti come elementi fluidi e in reciproca continuit\u00e0: l\u2019artista sospende ogni rapporto funzionale alla logica della costruzione e fa prevalere quello della narrazione e dell\u2019immaginazione. In questa prospettiva, ogni cosa non \u00e8 mai solo \u2018quella\u2019 cosa: una colonna \u00e8 un dito, un vuoto \u00e8 una grotta, una catena \u00e8 una linea chiusa, un volume \u00e8 una faccia. Ogni opera \u00e8 un luogo fisico da visitare, uno spazio da abitare, una fantasia da vivere, un rifugio per il silenzio: ed \u00e8 in questi incessanti movimenti che si libera la potente monumentalit\u00e0 della sua scultura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste caratteristiche si possono riscontrare in tanti cicli di opere diverse: anche quando il mondo animale e fantastico sono predominanti, il meccanismo \u00e8 lo stesso. Questa peculiarit\u00e0 deriva senz\u2019altro dall\u2019uso della materia, che approda a inganni percettivi sempre nuovi: la resistenza alla temperatura, la metamorfosi e la trasformazione dei colori in cottura, o la persistenza all\u2019aria con la terra cruda, non sono mai certe, e ci\u00f2 imprime alle forme una vocazione all\u2019instabilit\u00e0. \u00c8 proprio in questo aspetto che si libera quella vibrante e gioiosa poesia che appartiene alla sua ricerca, una poesia che per\u00f2 perde molta della sua capacit\u00e0 comunicativa nelle <em>Paoline<\/em> fuse in bronzo, in cui la forma, pur mossa, non \u00e8 scossa dallo stesso fremito impresso dalle mani che modellano, e dalla perdita del controllo che necessariamente si ha in cottura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso suoi lavori sono pensati per essere collocati direttamente a terra, senza troppe strutture a enfatizzare la dimensione espositiva o formale. Ogni serie pu\u00f2 essere tra l\u2019altro combinata al proprio interno \u2500 e nel dialogo con le altre \u2500 muovendo gli elementi per trovare narrazioni sempre diverse: sarebbe bello vedere un allestimento di tutte le sue opere, per farne dieci, cento, mille, diecimila, milioni di racconti differenti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_MartaPierobon.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"772\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_MartaPierobon-772x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36036\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_MartaPierobon-772x1024.jpg 772w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_MartaPierobon-226x300.jpg 226w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_MartaPierobon-768x1018.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_MartaPierobon-1159x1536.jpg 1159w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/2_MartaPierobon.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 772px) 100vw, 772px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_MartaPierobon.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"772\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_MartaPierobon-772x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36038\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_MartaPierobon-772x1024.jpg 772w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_MartaPierobon-226x300.jpg 226w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_MartaPierobon-768x1018.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_MartaPierobon-1159x1536.jpg 1159w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/3_MartaPierobon.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 772px) 100vw, 772px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brescia 1979Vive e lavora a MilanoStudio Visit di Elena Forin8 dicembre 2023 Marta Pierobon si \u00e8 laureata all\u2019Accaddemia di Belle Arti di Firenze, ha vissuto a New York, e da anni ha trovato il suo universo di ricerca e produzione tra Milano e la Maremma. \u00c8 da almeno un anno che voglio incontrarla: mi piace [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":36040,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-36023","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36023","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36023"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36023\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36023"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36023"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36023"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}