{"id":35909,"date":"2023-12-03T09:00:00","date_gmt":"2023-12-03T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=35909"},"modified":"2023-11-30T10:33:38","modified_gmt":"2023-11-30T09:33:38","slug":"stefania-zocco-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/stefania-zocco-2\/","title":{"rendered":"Stefania Zocco"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ragusa 1980<br>Vive e lavora a Londra<br>Studio visit di Francesco Lucifora<br>3 dicembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello studio visit a Stefania Zocco, Daniela Bigi ha messo in rilievo lo sguardo dell\u2019artista verso il futuro, la ricerca di assetti sostenibili e di appartenenze consapevoli tra memoria, Storia, corpo e tecnologia. Un altro aspetto riguarda le battaglie condotte in progetti di portata collettiva, esperienze che danno vita, negli ultimi due anni, a una produzione parallela ancora embrionale. Riparto da qui e dalle parole di Stefania Zocco: \u00abla maternit\u00e0 ha stravolto la mia routine quotidiana, lo spazio di lavoro e la gestione del tempo\u00bb. Dichiarazione che mi fa pensare all\u2019equilibrio tra artista, madre e attivista in supporto a progetti che nascono dalle urgenze indotte dal global warming, dalla ricerca su nascita e metamorfosi e dalle energie di insorgenti comunit\u00e0 dell\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da una parte la ricerca sul futuro umano digitale e, dall\u2019altra, una riflessione sull\u2019infanzia come esistenza. Durante la pandemia sono nate piattaforme che hanno attratto produzioni parallele da parte degli artisti. In questa rotta \u00e8 possibile leggere la presenza di Stefania Zocco, nel 2020, in <em>Ti regalo un\u2019idea<\/em> a cura di Michela Eremita per il Children Art Museum, con il video <em>La mia idea sboccia in bagno<\/em>, una modalit\u00e0 situazionista che le permette di staccarsi dalla pittura e riavvicinarsi al videomaking. L\u2019attuale serie <em>Metamorfosi con vista <\/em>\u00e8 rivolta al flusso degli oggetti, giocattoli e vestiti per bambini che entrano velocemente in disuso. Intenzioni, oggetti e assemblaggi di questa serie, non soltanto sotto l\u2019aspetto formale, sono connessi al lavoro di Cosima Von Bonin, alle istanze di <em>More Love Hours than Can Ever Be Repaid and The Wages of Sin<\/em> di Mike Kelly e all\u2019educazione per contrasto di <em>Children\u2019s Anatomical Educational Figure<\/em> di Paul McCarthy.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Direi che l\u2019indipendenza e l\u2019autonomia delle donne, impegnate a vario titolo nell\u2019arte, sono un elemento significativo di questo studio visit di ritorno. Lo spazio di lavoro di Stefania Zocco si trova dentro MHS Mother House Studios nell\u2019area di Catford a Londra, parte di Procreate Project, progetto pioneristico, ideato da Dyana Gravina e codiretto da Paola Lucente, che nasce anche per ovviare all\u2019insufficienza di servizi e supporti agli artisti durante la maternit\u00e0 e nello stato genitoriale. Non \u00e8 mia intenzione entrare troppo nello specifico, ma rilevo aspetti con i quali Stefania Zocco \u00e8 entrata in contatto, cruciali nella sua ricerca perch\u00e9 si riferiscono al cambiamento epocale nella percezione della produzione artistica femminile e all\u2019attuale rivendicazione del corpo della donna all\u2019indomani delle conquiste portate da body art e performance. Lavorare in studio con il proprio bambino determina un legame tra spazio, vita, lavoro e comunit\u00e0, postura che investe l\u2019appartenenza a modelli di vita in continua evoluzione, problematiche di genere, ruoli prestabiliti e immobilit\u00e0 del pensiero globale relativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un cambio radicale nel rapporto con il presente, l\u2019ingombro di stoffe morbide, la gioia di appartenere al mondo e i fatti storici contingenti. Unificare questi lembi in un unico display \u00e8 l\u2019indice di forza della serie <em>Metamorfosi con vista<\/em>. Sculture che fanno eco a forme organiche attraverso diverse tecniche di tappezzeria. Il <em>frame<\/em> morbido incornicia paesaggi di albe, tramonti, tempeste, ma anche bombardamenti, nuvole minacciose e cieli di Palermo durante i recenti incendi. Nel divenire di questa serie, trova spazio il legno in quanto contenitore naturale di CO2 e non \u00e8 chiaro come questa riflessione entrer\u00e0 a far parte di una fase di produzione. Ho la sensazione che si tratti di una serie di lavori che l\u2019artista vuole proteggere in attesa che acquistino forza e autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla visione mediterranea e certa fascinazione tipicamente anglosassone, indicate come elementi di un equilibrio nel precedente studio visit, mi sento di aggiungere un punto di fragilit\u00e0 che vede Stefania Zocco in bilico tra produzione artistica, attivismo e riuso degli oggetti. Un attivismo reale, non meramente teorico, anche questo da gestire tra rischi e potenzialit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attuale ricerca si nutre del contrasto tra sfera privata e realt\u00e0 storica. Se considero la produzione legata ai comuni gesti digitali che persiste come progetto principale, annoto in <em>Metamorfosi con vista<\/em> l\u2019intenzione di esporre un contrasto ancora pi\u00f9 solido, una volont\u00e0 precisa di presentare la contingenza storica di un\u2019esistenza continuamente emergenziale in un formato che parla di vita e al contempo visualizza il rischio di viverla.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_StefaniaZocco.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"769\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_StefaniaZocco-769x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35918\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_StefaniaZocco-769x1024.jpg 769w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_StefaniaZocco-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_StefaniaZocco-768x1023.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_StefaniaZocco-1153x1536.jpg 1153w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_StefaniaZocco.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_StefaniaZocco.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"769\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_StefaniaZocco-769x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35920\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_StefaniaZocco-769x1024.jpg 769w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_StefaniaZocco-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_StefaniaZocco-768x1022.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_StefaniaZocco-1154x1536.jpg 1154w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_StefaniaZocco.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ragusa 1980Vive e lavora a LondraStudio visit di Francesco Lucifora3 dicembre 2023 Nello studio visit a Stefania Zocco, Daniela Bigi ha messo in rilievo lo sguardo dell\u2019artista verso il futuro, la ricerca di assetti sostenibili e di appartenenze consapevoli tra memoria, Storia, corpo e tecnologia. 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