{"id":35898,"date":"2023-12-01T09:00:00","date_gmt":"2023-12-01T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=35898"},"modified":"2023-11-30T10:21:10","modified_gmt":"2023-11-30T09:21:10","slug":"silvia-capuzzo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/silvia-capuzzo-2\/","title":{"rendered":"Silvia Capuzzo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Merano 1996<br>Vive e lavora a Merano<br>Studio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi, Federico Palumbo)<br>1 dicembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio visit di Angel Moya Garcia a Silvia Capuzzo si focalizza, tra gli altri aspetti, sulla tecnica e sulla materia pittorica utilizzata, elemento da cui ripartiamo per la nostra analisi critica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attraverso stratificazioni trasparenti di allumina e amido di mais, che con il passare del tempo creano cristallizzazioni e ingiallimenti visibili in alcune porzioni di tela, i lavori dell\u2019artista cambiano e si modificano. In un arco di tempo che varia a seconda dello spessore della pittura, si crea dunque un moto generativo o distruttivo che cancella o mette in risalto alcuni elementi dell\u2019opera. Non si tratta tuttavia di un processo casuale o incerto: Capuzzo \u00e8 ben consapevole di questi micro e macro cambiamenti, che portano la pittura iniziale \u2500 dolce, ondulata e caratterizzata da colori relativamente saturi \u2500 a svelare contorni frastagliati e taglienti dai colori cupi e scarni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa atmosfera, che rimanda all\u2019aggressiva consapevolezza del cambiamento repentino, si riflette anche nella scelta dei temi. Nonostante alcuni soggetti possano apparire buffi e ingenui, celano in realt\u00e0 una storia pi\u00f9 complessa, spesso ambigua. \u00c8 il caso della pianta di Ailanto (<em>Ailanti<\/em>, 2022), unico verde presente nelle opere di Capuzzo, una pianta ornamentale introdotta in Europa che si scopre, nel corso dei secoli successivi, essere infestante; o ancora delle allodole, che sono in realt\u00e0 trofei di caccia (<em>Lana due<\/em>, 2022).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio nell\u2019ultimo periodo, l\u2019artista si \u00e8 trovata a riflettere sulla sua vicinanza ad alcuni pittori, come ad esempio Micha\u00ebl Borremans o, andando indietro nel tempo, Felice Casorati, Mario Sironi (in modo particolare per la stratificazione materica) e El Greco. Si tratta di autori da cui Capuzzo seleziona elementi specifici per riportarli, in una personale rielaborazione, nelle sue opere. E per quanto riguarda gli artisti italiani contemporanei: Oscar Giaconia, con il quale sente un\u2019affinit\u00e0 nel modo di trattare la pittura; Yuri Ancarani, Christian Jankowski e il collettivo Forensic Architecture, artisti che hanno poco a che fare con la pittura ma che, forse, hanno in comune con lei la stessa aggressivit\u00e0 celata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Capuzzo porta avanti un\u2019originale lettura della pratica pittorica, che diventa mezzo e materia per la creazione di immagini ambigue e mai innocenti, cariche di significati altri. Si tratta dunque di un discorso legato al fare e alla composizione dell\u2019immagine, attraverso i suoi elementi primari. Queste riflessioni si traducono in ci\u00f2 che lei definisce un \u00abmodo astratto di fare figurazione\u00bb; riflessioni che non sono mai da intendere come un autoreferenziale feticismo legato alla pittura bens\u00ec riflettono una padronanza del mezzo che l\u2019artista apprezza anche quando riscontrabile in altri <em>media<\/em>, ad esempio, nel cinema. Questo passaggio di senso, fa s\u00ec che Capuzzo non cada mai in un accademismo fine a s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le opere realizzate nell\u2019ultimo anno \u2500 a tutti gli effetti un ciclo pittorico \u2500 sono legate dalla medesima tecnica trasformativa sopra descritta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Capuzzo si trova ora in un momento di ricerca, che la sta portando a ragionare su altri soggetti e nuovi approcci pittorici. L\u2019artista vorrebbe iniziare un ciclo pi\u00f9 ampio con l\u2019aspirazione di soffermarsi su meno elementi, ma pi\u00f9 precisi. Anche il disegno, attualmente usato solo in fase progettuale, potrebbe trovare una nuova ragion d\u2019essere, probabilmente con una maggiore autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mancanza di una documentazione in grado di raccontare e rendere pi\u00f9 evidente tutte le fasi di mutazione dell\u2019opera, potrebbe essere considerata una lacuna nella produzione dell\u2019artista, nonch\u00e9 un punto critico sul quale prestare maggiore attenzione in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La consapevolezza tecnica \u2500 anche di fronte a materiali insoliti e difficilmente prevedibili \u2500 sia cromatica sia compositiva, sono per noi evidenti punti di forza, che rendono la ricerca dell\u2019artista solida e riconoscibile nel vivace contesto contemporaneo. Interessante sar\u00e0 capire come evolver\u00e0 ulteriormente in futuro, soprattutto alla luce della sua attuale ridefinizione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_SilviaCapuzzo.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_SilviaCapuzzo-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35901\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_SilviaCapuzzo-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_SilviaCapuzzo-300x169.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_SilviaCapuzzo-768x432.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2_SilviaCapuzzo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_-SilviaCapuzzo.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_-SilviaCapuzzo-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35903\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_-SilviaCapuzzo-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_-SilviaCapuzzo-300x169.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_-SilviaCapuzzo-768x432.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3_-SilviaCapuzzo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Merano 1996Vive e lavora a MeranoStudio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi, Federico Palumbo)1 dicembre 2023 Lo studio visit di Angel Moya Garcia a Silvia Capuzzo si focalizza, tra gli altri aspetti, sulla tecnica e sulla materia pittorica utilizzata, elemento da cui ripartiamo per la nostra analisi critica. 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