{"id":35662,"date":"2023-11-19T09:00:00","date_gmt":"2023-11-19T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=35662"},"modified":"2023-11-14T11:18:27","modified_gmt":"2023-11-14T10:18:27","slug":"chiara-camoni-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/chiara-camoni-2\/","title":{"rendered":"Chiara Camoni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piacenza 1974<br>Vive e lavora a Fabbiano<br>Studio visit di Edoardo De Cobelli<br>19 novembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Angel Moya Garcia ben racconta la natura della pratica collettiva di Chiara Camoni nel primo studio visit a Fabbiano, un piccolo paese alla base delle Alpi Apuane. Paesino di appena ottanta abitanti dove l\u2019artista vive la maggior parte del tempo, Fabbiano si anima spesso delle numerose persone che vanno ad aiutare Chiara e che diventano parte del processo di creazione, entrando a far parte del Centro di sperimentazione, la rete dei suoi collaboratori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le opere prendono forma e contenuto attraverso esperienze collettive, come risultato di un processo di condivisione creativa e conviviale. Nascendo di sovente dalla ricerca di oggetti trovati e materiali naturali, rispecchiano anche l\u2019ambiente circostante e si fondano su pratiche relazionali, che spesso si ritrovano in mostra. La personale del 2022 intitolata <em>La distruzione bella<\/em>, presso SpazioA, presentava al centro della galleria un forno in attesa di bruciare oggetti e gioielli di valore, che le persone potevano portare per trasformarli in qualcos\u2019altro o semplicemente distruggerli, come operazione di liberazione catartica. Quando una mostra, o un progetto inaugura, tuttavia, il momento di generazione dell\u2019opera \u00e8 generalmente concluso. La ritualit\u00e0 del fare insieme si manifesta come espressione di collaborazione nel tempo condiviso, quello di produzione e di co-creazione. Questa forma di ritualit\u00e0 collettiva ha una natura contestuale e immanente, che si distingue dalla dimensione spirituale e trascendente che altri artisti e artiste abbracciano sulla scena internazionale, pur partendo da simili premesse. Tabita Rezaire, ad esempio, nel suo centro Amakaba in Guyana francese, evoca l\u2019idea della condivisione e dell\u2019interdipendenza partendo dal territorio, ma la pone al crocevia tra arte, agricoltura e filosofia spirituale. Gli artisti che coinvolgono ampie reti di collaboratori nel processo creativo delle loro opere, inoltre, non sono molti, se non per specifici progetti, mentre nella maggior parte dei casi tendono a formarsi come collettivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La coralit\u00e0 che si manifesta durante la nascita dell\u2019opera \u00e8, nel caso di Camoni, la potenza creatrice di un collettivo mutevole. L\u2019installazione <em>Kabira<\/em>, ad esempio, nasce durante un workshop avvenuto al Museo Carlo Zauli, mentre in occasione di altre mostre, salvo stretti collaboratori, le persone coinvolte sono sempre diverse. La sensibilit\u00e0 verso questo approccio aperto alla creazione artistica \u00e8 tanto presente in Italia quanto in Francia, dove l\u2019artista ha spesso esposto e dove \u00e8 ancor pi\u00f9 presente una particolare attenzione verso l\u2019uso degli elementi naturali, come ad esempio i fiori, tema di una collettiva al MAMAC di Nizza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli elementi naturali sono d\u2019altronde il filo conduttore della sua intera produzione artistica, che sembra far emergere, come delle epifanie, manifestazioni scultoree all\u2019interno del ciclo di vita del paesaggio, che ricordano l\u2019evolvere delle stagioni, oltre che un\u2019antica semplicit\u00e0 premoderna, alchemica ed evocativa. Il senso di appartenenza delle opere al contesto \u00e8 tale da dare l\u2019idea che questo, un giorno, avr\u00e0 modo di riprendersi le opere composte di erba, foglie, ceramiche, fiori, cotoni e che queste torneranno a far parte del contesto naturale da cui provengono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra la fine di quest\u2019anno e l\u2019anno prossimo Camoni \u00e8 coinvolta in numerosi progetti, dal Mart di Rovereto ad A Tale of a Tub, Rotterdam, fino a una mostra personale in Hangar Bicocca, in cui si cimenter\u00e0 con un esteso spazio espositivo. Qui, la grandezza e l\u2019impatto delle opere implicitamente richiesti dal luogo non verranno raggiunti con una moltiplicazione in scala dei lavori, ma con l\u2019idea di intervenire direttamente sullo spazio espositivo, cambiando il rapporto tra i due. L\u2019artista non ama infatti operare in una dimensione monumentale e sar\u00e0 interessante vedere come user\u00e0 l\u2019estensione dell\u2019Hangar.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riprendendo infine la questione dell\u2019autorialit\u00e0 intorno al lavoro dell\u2019artista, che sollevava Moya Garcia e che rimane parzialmente una questione aperta, almeno all\u2019interno della sua riflessione, io credo che questa si possa superare nel momento in cui Camoni \u00e8 ideatrice, voce e canale mediatore di una serie di espressioni che, anche quando non le appartengono, si manifestano per e attraverso il suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_CCamoni.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"695\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_CCamoni-1024x695.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35679\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_CCamoni-1024x695.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_CCamoni-300x204.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_CCamoni-768x521.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_CCamoni.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_CCamoni.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"695\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_CCamoni-1024x695.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35681\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_CCamoni-1024x695.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_CCamoni-300x204.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_CCamoni-768x521.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_CCamoni.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piacenza 1974Vive e lavora a FabbianoStudio visit di Edoardo De Cobelli19 novembre 2023 Angel Moya Garcia ben racconta la natura della pratica collettiva di Chiara Camoni nel primo studio visit a Fabbiano, un piccolo paese alla base delle Alpi Apuane. 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