{"id":35643,"date":"2023-11-17T09:00:00","date_gmt":"2023-11-17T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=35643"},"modified":"2023-11-14T11:11:26","modified_gmt":"2023-11-14T10:11:26","slug":"roberto-pugliese-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/roberto-pugliese-2\/","title":{"rendered":"Roberto Pugliese"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Napoli 1982<br>Vive e lavora a Napoli<br>Studio visit di Angel Moya Garcia<br>17 novembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La contaminazione fra arti visive e composizione sonora, le continue collaborazioni con professionisti di altri settori e l\u2019insistente sperimentazione tecnologica all\u2019interno del processo produttivo dell\u2019opera, emersi nello studio visit realizzato da Chiara Pirozzi, mi portano a tornare da Roberto Pugliese per approfondire come si \u00e8 sviluppato il suo lavoro negli anni trascorsi, da quando abbiamo fatto l\u2019ultima mostra insieme o da quando abbiamo discusso l\u2019ultimo dei progetti a cui si stava dedicando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua ricerca si concentra su processi sistemici in cui interazione, composizione e interdisciplinarit\u00e0 evidenziano il ruolo teoreticamente centrale dell\u2019osservatore, attraverso l\u2019indagine sulle relazioni che intercorrono tra spazio, suono e individuo. I suoi lavori, invece, agiscono sulle percezioni sensoriali attraverso componenti cinetiche che si avvalgono di particolari tecnologie e software e che hanno come esito installazioni complesse nelle quali si evince una particolare attenzione ai processi di estetizzazione del suono. Questi aspetti inseriscono Pugliese in una scena nazionale e, soprattutto, internazionale, in cui l\u2019utilizzo delle nuove tecnologie non \u00e8 pi\u00f9 solo uno dei vari aspetti periferici nella composizione o nella presentazione dei lavori, bens\u00ec diventa centro nevralgico sia nell\u2019ideazione che nella formalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sappiamo che la sound art \u00e8 esplosa negli ultimi decenni come linguaggio all\u2019interno delle arti visive, ma spesso troviamo compositori che si approcciano a una formalizzazione estetica del suono o ad artisti visivi che usano il suono all\u2019interno delle proprie opere, non sempre con la consapevolezza o con la conoscenza necessaria. In questo ambito, l\u2019aspetto concettuale, quello tecnico e quello estetico devono trovare un equilibrio che possa, da una parte, seguire le inclinazioni visive e, dall\u2019altro, non screditare la componente sonora. In questo senso, vediamo come l\u2019intenzione di Pugliese sia sempre stata quella di cercare questo equilibrio, in cui aspetto compositivo ed estetico seguono binari paralleli che si intrecciano senza soluzione di continuit\u00e0 e senza gerarchie di nessun tipo grazie agli elementi concettuali di congiunzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tanti aspetti della sua ricerca sono andati avanti per un <em>upgrade<\/em> dovuto allo sviluppo di tecnologie come la stampa 3d o l\u2019intelligenza artificiale. In termini embrionali le esigenze legate al processo di determinate tecnologie erano gi\u00e0 presenti, motivo per cui alcuni lavori sembrano versioni aggiornate di lavori passati. Pensiamo per esempio a <strong><em>Equilibrium Variant<\/em><\/strong>, composto da due piccoli bracci meccanici che interagiscono mediante un sistema di feedback sonori rispetto alla nuova versione realizzata con bracci meccanici industriali prelevati dalle catene di montaggio della Kawasaki; oppure alle tessiture bidimensionali rispetto alle partiture grafiche cui sta lavorando ora, attraverso la giustapposizione di spartiti tradizionali ed elementi stampati in 3d che diventano scultorei e non solo grafici. In questi lavori troviamo una corrispondenza logico-matematica tra ci\u00f2 che vediamo e ci\u00f2 che ascoltiamo, attraverso un algoritmo creato dall\u2019artista in cui ogni forma pu\u00f2 essere tradotta in suono. Lo stesso approccio si pu\u00f2 intravedere nell\u2019ideazione di strumenti musicali aumentati, in cui vengono utilizzati inserti o inneschi di elementi stampati in 3d per potenziare le sonorit\u00e0 e scoprirne di inedite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente nella formalizzazione degli ultimi anni emerge l\u2019esigenza di trovare un appiglio visivo e intuitivo che consenta al fruitore di decodificare il lavoro in modo immediato. Riferimenti fin troppo chiari o evidenti in cui l\u2019estetica rischia di diventare sostituta o feticcio dei contenuti e che possono delimitare o circoscrivere fin troppo l\u2019interpretazione delle opere. Allo stesso tempo, negli ultimi lavori, Pugliese continua a sentire il bisogno di un\u2019iconografia classica come sottofondo, nonostante l\u2019utilizzo di mezzi tecnologici contemporanei possa prescindere da essa e, anzi, il suo superamento sia ormai inarrestabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, nel lavoro dell\u2019artista non c\u2019\u00e8 un intento iconografico nell\u2019utilizzo di riferimenti classici, bens\u00ec tecnologico, poich\u00e9 sfrutta le caratteristiche fisiche di ogni strumento. La sua ricerca sembra essere di fatto in una fase di transizione: la ricerca archeologica del suono, evidente nell\u2019incisivit\u00e0 dei primi lavori dove la sintesi formale e musicale era eclatante e di rottura, cede il passo a una sorta di continuit\u00e0 con il passato, di sedimentazione sonora in cui il presente non pu\u00f2 prescindere del passato per arrivare a una vera e propria innovazione. La lacerazione compiuta nei primi anni, quasi una forma di insubordinazione nei confronti degli studi accademici, sembra ora ricomporsi, in attesa che nei nuovi lavori l\u2019artista possa raccogliere tutta la maturit\u00e0 sonora e tecnologica accumulata in questi anni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_RPugliese.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_RPugliese-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35663\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_RPugliese-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_RPugliese-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_RPugliese-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_RPugliese.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_Rpugliese.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_Rpugliese-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35665\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_Rpugliese-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_Rpugliese-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_Rpugliese-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_Rpugliese.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli 1982Vive e lavora a NapoliStudio visit di Angel Moya Garcia17 novembre 2023 La contaminazione fra arti visive e composizione sonora, le continue collaborazioni con professionisti di altri settori e l\u2019insistente sperimentazione tecnologica all\u2019interno del processo produttivo dell\u2019opera, emersi nello studio visit realizzato da Chiara Pirozzi, mi portano a tornare da Roberto Pugliese per approfondire [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":35667,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-35643","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35643","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35643"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35643\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}