{"id":35602,"date":"2023-11-12T09:00:00","date_gmt":"2023-11-12T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=35602"},"modified":"2023-11-14T09:19:29","modified_gmt":"2023-11-14T08:19:29","slug":"lucia-canto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/lucia-canto-2\/","title":{"rendered":"Lucia Cant\u00f2"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pescara 1995<br>Vive e lavora a Pescara<br>Studio visit di Marco Bassan<br>12 novembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio visit di Marco Trulli, che si \u00e8 svolto ad aprile del 2022, ha mostrato un\u2019interessante prospettiva di sviluppo all\u2019interno del lavoro di Lucia Cant\u00f2, che vede contrapporsi a un lento processo di ricerca analitica, testuale e poetica una forte immediatezza e potenza visiva della forma scultorea. Un processo dialettico di forze contrapposte che \u00e8 il punto di partenza per il secondo studio visit con l\u2019artista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa stessa tensione si evince in una frase misteriosa di Clarice Lispector che ispira la pratica di Cant\u00f2: \u00abUn mondo interamente vivo \u00e8 forte come l\u2019inferno\u00bb e la spinge a indagare il sottile confine tra ci\u00f2 che consideriamo come vivo e invece \u00e8 illusorio e ci\u00f2 che \u00e8 invisibile ma invece vive e comanda con prepotenza le nostre vite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dai 19 ai 23 anni a Venezia si \u00e8 nutrita di scultura nelle grandi collezioni come la Peggy Guggenheim Collection, la collezione delle Gallerie dell\u2019Accademia e la collezione di C\u00e0 Pesaro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo lavoro intreccia alcuni dei grandi nomi della scultura dal Novecento, iniziando a leggere la spazialit\u00e0 e i processi energetici legati all\u2019uso dei materiali in artisti come Richard Serra, Joseph Beuys, fino all\u2019approfondimento attraverso la fruizione di grandi mostre e la raccolta di scritte e interviste (<em>Distruzione del padre \\ Ricostruzione del padre<\/em>) del lavoro di Louise Bourgeois in cui identifica un\u2019energia con cui alimenta il proprio processo creativo. Un processo che nasce da una fase di disgregazione caotica e si sviluppa attraverso un certo rigore rielaborativo ed analitico profondamente libero. Louise Bourgeois apre una porta che le permette di leggere le ricerche di voci femminili nelle storie dell\u2019arte, voci di artiste che operano attraverso grandi installazioni spaziali come Jenny Holzer, Mona Hatoum e Doris Salcedo fino a lavori di profonda rielaborazione dell\u2019intangibile come nel caso di Sophie Calle. Nei lunghi periodi passati a Pescara, sua citt\u00e0 natale, ha fatto propria inconsciamente la visione lirica di Spalletti per il paesaggio e, successivamente, gli incontri con le opere di Christo e Anne Imhof sono stati funzionali per comprendere la rottura del reale che pu\u00f2 nascere dal gesto artistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cant\u00f2 ha la rara capacit\u00e0 di dialogare contemporaneamente con la storia della scultura e con il pubblico, prendendo le mosse dalla grande tradizione scultorea monumentale italiana (quella che lei definisce delle tre \u2018M\u2019, Manz\u00f9, Marini, Martini) e trovando un punto di incontro e di dialogo con il pubblico attraverso forme e immagini che parlano della sua intimit\u00e0. La poesia, costante fonte di ispirazione, \u00e8 un sottofondo costante della sua produzione, in grado di essere percepito nell\u2019incontro con l\u2019altro in modo sintetico e solo apparentemente impenetrabile: Alda Merini, Anne Sexton, i lunghi flussi di coscienza di Clarice Lispector e Edith Stein, Antonia Pozzi, Mario Luzi, Cesare Pavese. Un lavoro che si ispira alla vita e che sfida alcune delle pi\u00f9 importanti contraddizioni della contemporaneit\u00e0, con i suoi ritmi disfasici, tra la \u2018moviola\u2019 della provincia e delle piccole cose e la dinamicit\u00e0 e ipervelocit\u00e0 della vita altrove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 5 ottobre Cant\u00f2 ha inaugurato la mostra <em>Stelle che sorreggono altre stelle<\/em>, curata da Giovanni Paolin e Sara Maggioni presso la Fondazione Elpis di Milano: un processo ancora aperto visto che ci sar\u00e0 un secondo opening il 30 novembre 2023, in cui saranno restituiti i risultati del workshop attualmente in corso, ispirati agli esercizi corporali del teatro degli oppressi di Augusto Boal. La mostra indaga la ciclicit\u00e0 delle forme e la trasformazione della materia organica e interiore, grazie al coinvolgimento di undici persone dai 14 ai 65 anni che entrano nel processo produttivo della mostra. L\u2019artista ha inoltre da poco partecipato a una residenza artistica all\u2019universit\u00e0 dei muratori di Gubbio, in occasione della Biennale di Gubbio, dove ha avuto l\u2019opportunit\u00e0 di sperimentare nuove tecniche e materiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene la sua pratica scultorea sia estremamente generosa dal punto di vista plastico e visivo, il suo \u00e8 un lavoro concettuale sulla scultura che nasce da intuizioni ed emozioni ma che passa attraverso processi mentali e analitici di filtraggio e codifica per poi esprimersi nuovamente in forme visive che hanno il potere di essere autoesplicative. In questo processo, Cant\u00f2 deve porre molta attenzione ad equilibrare gli aspetti concettuali, emotivi e intuitivi del suo lavoro. Quando questo equilibrio funziona, le sculture di Cant\u00f2 risultano poetiche, intime e allo stesso tempo potenti e muscolari, si ispirano alla vita trascinando fuori dalla quotidianit\u00e0 sentimenti umani, spesso scontati e tuttavia dando a essi fisicit\u00e0 ed esistenza. In un mondo sempre pi\u00f9 evanescente e intangibile, Cant\u00f2 ristruttura e stabilizza pensieri e visioni fragili, portando in superficie e sanando una complessit\u00e0 sentimentale spesso troppo gravosa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_LuciaCanto_sliderfoto-Camilla-Glorioso.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_LuciaCanto_sliderfoto-Camilla-Glorioso-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35604\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_LuciaCanto_sliderfoto-Camilla-Glorioso-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_LuciaCanto_sliderfoto-Camilla-Glorioso-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_LuciaCanto_sliderfoto-Camilla-Glorioso-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/b_LuciaCanto_sliderfoto-Camilla-Glorioso.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Camilla Glorioso<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_LuciaCanto_foto-Pierluigi-Fabrizio.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_LuciaCanto_foto-Pierluigi-Fabrizio-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35606\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_LuciaCanto_foto-Pierluigi-Fabrizio-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_LuciaCanto_foto-Pierluigi-Fabrizio-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_LuciaCanto_foto-Pierluigi-Fabrizio-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/c_LuciaCanto_foto-Pierluigi-Fabrizio.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Pierluigi Fabrizio<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pescara 1995Vive e lavora a PescaraStudio visit di Marco Bassan12 novembre 2023 Lo studio visit di Marco Trulli, che si \u00e8 svolto ad aprile del 2022, ha mostrato un\u2019interessante prospettiva di sviluppo all\u2019interno del lavoro di Lucia Cant\u00f2, che vede contrapporsi a un lento processo di ricerca analitica, testuale e poetica una forte immediatezza e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":35639,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-35602","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35602","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35602"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35602\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35602"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}