{"id":35172,"date":"2023-10-25T09:00:00","date_gmt":"2023-10-25T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=35172"},"modified":"2023-10-23T11:18:37","modified_gmt":"2023-10-23T09:18:37","slug":"ryts-monet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/ryts-monet\/","title":{"rendered":"Ryts Monet"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bari 1982<br>Vive e lavora a Vienna<br>Studio visit di Elena Forin<br>25 ottobre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ryts Monet si \u00e8 laureato in Arti visive nel 2007 e, nel 2011, in Comunicazioni visive e multimediali allo IUAV di Venezia. Il suo lavoro si origina da esperienze di connessione con i luoghi e le loro culture e con aspetti radicati nella storia delle comunit\u00e0 ma destinati a un inevitabile oblio. Le ragioni di questi processi sono economiche, geopolitiche e storiche, e dalle frizioni tra i loro diversi pesi derivano fenomeni di erosione della memoria di cui raramente la collettivit\u00e0 ha consapevolezza. Sono proprio questi fenomeni ad essere al centro dei suoi interessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso il suo lavoro viene definito politico, ma lui non \u00e8 pienamente a proprio agio con questa definizione. Attraverso oggetti evocativi (monete, francobolli, cartoline) la sua ricerca riflette sui concetti di identit\u00e0 e di marginalit\u00e0, su storie che si sono perse e su scelte istituzionali spesso non condivise \u2500 e questo certamente connota in senso politico la sua pratica. Va detto per\u00f2 che non sono i fatti della politica a essere il soggetto delle sue opere: la politica in Ryts Monet \u00e8 data dall\u2019analisi del meccanismo della scelta. Le sue opere raccontano questi cortocircuiti e le loro conseguenze nella vita pubblica e nell\u2019immaginario collettivo. In altre parole, la sua indagine ha a che fare con la messa in evidenza della non neutralit\u00e0 delle immagini e degli oggetti, di ci\u00f2 che nascondono, e del loro potere di rappresentazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di recente si \u00e8 dedicato alle motivazioni che portano i tagli delle banconote a divenire fuori corso, che possono dipendere dalle strategie di uno Stato contro le irregolarit\u00e0 fiscali (i 500 euro in Italia) o dal declino di un sistema politico, come nel caso dei pesos cubani. Questo secondo fenomeno \u00e8 raccontato in <em>Buscando al Comandante <\/em>(2022), composto da un video realizzato a Cuba e da un ciclo di serigrafie. Nel video Ryts Monet diventa protagonista di un\u2019attivit\u00e0 di cambio in strada: il suo obiettivo \u00e8 recuperare cinquanta banconote da 3 pesos in cambio di 10 euro. Un\u2019operazione questa, monetaria e culturale in senso ampio: tutte le banconote cubane celebrano un diverso padre fondatore della patria e quel taglio sempre pi\u00f9 raro riporta l\u2019effige del Che. Con questa richiesta quindi, l\u2019artista rimette nelle mani della persona che accetta la sua sfida, un simbolo culturale che sta scomparendo a causa dell\u2019inflazione generata dal Covid e dall\u2019inasprimento dell\u2019embargo. Insieme alla documentazione di questa azione, l\u2019opera presenta cinquanta serigrafie con il ritratto del Che, le banconote cubane da 3 pesos recuperate durante l\u2019intervento in strada, e il relativo numero di serie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se con <em>Buscando al Comandante<\/em> l\u2019artista mette in circolazione una banconota ormai obsoleta come il sistema economico che l\u2019ha generata, in altri lavori il denaro \u00e8 analizzato dal punto di vista del suo valore. Partendo dal presupposto che uno Stato comunica s\u00e9 stesso attraverso le immagini che imprime sulle monete, \u00e8 interessante l\u2019analisi compiuta sull\u2019euro, il cui compito \u00e8 stato (anche) quello di costruire una identit\u00e0 visiva sulla base di un\u2019unit\u00e0 inesistente. Non potendo favorire una cultura piuttosto che un\u2019altra, sull\u2019euro sono ritratte architetture nate dalla sintesi di modelli esistenti, ma non riconducibili a luoghi specifici. Nella videoinstallazione <em>Der Euro des Kaukasus<\/em> (2019) l\u2019artista intervista Robert Kalina, il disegnatore dell\u2019euro e del manat (valuta ufficiale dell&#8217;Azerbaigian volutamente somigliante all\u2019euro) e, contemporaneamente, mostra monumenti abbandonati dell&#8217;ex blocco sovietico. Nell\u2019affiancare la creazione di nuovi valori al decadimento del passato, l\u2019artista avvia quindi una riflessione sulle forme di rappresentazione del potere e sul valore del tempo: guardando questa installazione \u00e8 inevitabile chiedersi quale durata abbia l\u2019efficacia di un messaggio e quale ruolo giochi la mediazione tra stato e comunit\u00e0 nella sua persistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sempre \u00e8 facile rintracciare tutti i livelli racchiusi nelle sue opere, anche se va detto che l\u2019aspetto concettuale non fagocita mai l\u2019opera rendendo percorribili, per chi ha l\u2019indole del viaggiatore, i percorsi che si aprono nei suoi lavori. La forza di questa ricerca consiste quindi non solo nell\u2019interesse delle tematiche che sviluppa e nelle modalit\u00e0 progettuale con cui le indaga, ma anche nel saper coniugare aspetti concettuali e visivi in un linguaggio coerente: alla base di questa efficacia c\u2019\u00e8 la capacit\u00e0 di Ryts Monet di mantenere, all\u2019interno di una forte complessit\u00e0, un piano visivo tanto semplice quanto potente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_RytsMonet.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_RytsMonet-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35181\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_RytsMonet-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_RytsMonet-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_RytsMonet-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_RytsMonet.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_RytsMonet.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"769\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_RytsMonet-1024x769.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35183\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_RytsMonet-1024x769.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_RytsMonet-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_RytsMonet-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_RytsMonet.jpg 1199w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari 1982Vive e lavora a ViennaStudio visit di Elena Forin25 ottobre 2023 Ryts Monet si \u00e8 laureato in Arti visive nel 2007 e, nel 2011, in Comunicazioni visive e multimediali allo IUAV di Venezia. Il suo lavoro si origina da esperienze di connessione con i luoghi e le loro culture e con aspetti radicati nella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":35185,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-35172","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35172","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35172"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35172\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35172"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35172"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35172"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}