{"id":34967,"date":"2023-10-10T09:00:00","date_gmt":"2023-10-10T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=34967"},"modified":"2023-10-16T16:19:20","modified_gmt":"2023-10-16T14:19:20","slug":"valentina-furian-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/valentina-furian-2\/","title":{"rendered":"Valentina Furian"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Italia 1989<br>Vive e lavora a Milano e a Bologna<br>Studio visit di Elena Forin<br>10 ottobre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Laureata allo IUAV di Venezia, Valentina Furian lavora in studio e nei luoghi in cui nascono e si sviluppano i suoi progetti. Spesso identificata come un\u2019artista video, si dedica in realt\u00e0 anche ad altri linguaggi. Come Marco Scotti, che ha gi\u00e0 scritto di lei (e che ha restituito con cura la sua produzione video), l\u2019ho incontrata a giugno a Bologna durante la residenza del Nuovo Forno del Pane &#8211; Outdoor Edition organizzata dal MAMbo. Qualche mese dopo, per questo studio visit 2.0, ci siamo viste nel suo studio di Milano. Tra questi due momenti ha inaugurato <em>Stormi<\/em> a Latronico nell\u2019ambito del festival A cielo aperto, e <em>Axel Island<\/em>, il progetto per Living Room a Cuneo: con questo secondo dialogo abbiamo fatto il punto sugli ultimi lavori scultorei, performativi, e sui disegni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei nodi critici della sua indagine risiede nell\u2019analisi del rapporto tra componente umana e animale, che sta approfondendo anche attraverso studi legati alle ritualit\u00e0 popolari, all\u2019arte medica e alla stregoneria. Un fronte di ricerca questo, che sta interessando in maniera trasversale il mondo della cultura sociologica, filosofica, medico-scientifica e visiva su scala internazionale. Questa stessa trasversalit\u00e0 di discipline, di sguardi e di sfumature \u00e8 presente nelle sue opere, che restituiscono prospettive sempre nuove sulla natura degli individui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La residenza a Bologna ha favorito la sperimentazione dei materiali e delle loro possibilit\u00e0, la connessione con molteplici realt\u00e0 del territorio ha nutrito alcuni aspetti specifici della sua ricerca: in particolare l\u2019incontro con Bologna Magica e gli itinerari sull\u2019idea di mistero hanno fornito una cornice di studio delle erbe e del fenomeno culturale e antropologico della stregoneria. Coniugando queste visioni con la contaminazione tra mondo animale e umano, \u00e8 nato <em>Stormi<\/em>, la cui natura si radica anche nell\u2019esperienza immersiva con il territorio di Latronico e nel successivo e necessario distacco da esso. La tradizione dei miti connessi a piante e animali si \u00e8 quindi unita a temi sociali legati alla migrazione e al ritorno, e da questi elementi Furian ha realizzato delle sculture che riprendono il becco di un uccello migratore e che oggi sono a tutti gli effetti un\u2019opera pubblica per chi vuole vivere la propria metamorfosi in un essere ibrido, umano e animale. Questa esperienza viene attivata sia dall\u2019assimilazione di un liquido creato con erbe spontanee, sia portando la scultura-becco alla bocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre al rapporto tra queste due dimensioni, un altro nodo critico del suo lavoro risiede nello scarto tra luce e ombra. La tensione tra questi poli \u00e8 presente in tutti i suoi video e si pu\u00f2 rintracciare anche in <em>Lucignolo<\/em>, prodotto da Recontemporary di Torino, una protesi in ottone da infilare nelle dita che ricorda un artiglio. Avendo per\u00f2 a disposizione una parete e una fonte luminosa, l\u2019opera attiva una riflessione sullo scarto tra realt\u00e0 e finzione: nel gioco delle ombre, infatti, la mano non proietta le fattezze di una belva ma di un asino. Ad avere un ruolo cruciale in questa dimensione sono anche i disegni. Il segno in questi lavori spesso si interrompe lasciando che il vuoto subentri tra le linee: la lettura dell\u2019insieme \u00e8 per\u00f2 cos\u00ec completa da far pensare a qualcosa che non ferma fisicamente l\u2019artista nel tracciare la forma, ma a qualcosa che, come un lampo di luce accecante, interrompe la percezione. Non stupisce quindi che Furian abbia messo alla prova queste opere su scala ambientale, stampandole su pellicole da applicare al vetro in modo che la luce, infrangendosi contro le superfici, crei delle proiezioni nello spazio, amplificando le proporzioni e facendo diventare questi animali disegnati delle bestie spaventose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a queste, durante il nostro primo incontro abbiamo visto anche opere che coniugano fotografia, disegno e metamorfosi umano\/animale: qui la parte visiva non \u00e8 ancora del tutto a fuoco. Come \u00e8 accaduto con le sculture di Latronico per\u00f2, Furian si sta confrontando con quella trasversalit\u00e0 che le appartiene e al prossimo incontro misurer\u00f2 la crescita anche di questo percorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forza della sua indagine risiede (paradossalmente, dato che il buio \u00e8 una dimensione evidente) nella chiarezza delle sue visioni e delle direzioni che percorre. La parte visiva traduce con immediatezza la densit\u00e0 dei suoi ragionamenti, mentre l\u2019aspetto performativo aggiunge intensit\u00e0 agli ultimi lavori che coinvolgono lo spettatore in metamorfosi inaspettate.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_ValentinaFurian.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"878\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_ValentinaFurian-878x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34974\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_ValentinaFurian-878x1024.jpg 878w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_ValentinaFurian-257x300.jpg 257w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_ValentinaFurian-768x896.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/b_ValentinaFurian.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 878px) 100vw, 878px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Federico Landi e Valentina Cafarotti (MCE)<br><br><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_ValentinaFurian.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"878\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_ValentinaFurian-878x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34976\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_ValentinaFurian-878x1024.jpg 878w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_ValentinaFurian-257x300.jpg 257w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_ValentinaFurian-768x896.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/c_ValentinaFurian.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 878px) 100vw, 878px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italia 1989Vive e lavora a Milano e a BolognaStudio visit di Elena Forin10 ottobre 2023 Laureata allo IUAV di Venezia, Valentina Furian lavora in studio e nei luoghi in cui nascono e si sviluppano i suoi progetti. 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