{"id":34691,"date":"2023-09-22T09:00:00","date_gmt":"2023-09-22T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=34691"},"modified":"2023-09-19T10:28:10","modified_gmt":"2023-09-19T08:28:10","slug":"paolo-pretolani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/paolo-pretolani\/","title":{"rendered":"Paolo Pretolani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assisi 1991<br>Vive e lavora a Venezia<br>Studio visit di Stefano Coletto<br>22 settembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paolo Pretolani si trasferisce a Venezia nel 2011 e si laurea all\u2019Accademia di Belle Arti nel 2020 all\u2019interno del famoso Atelier F del docente Carlo Diraco, riconosciuto come fucina di talenti da almeno vent\u2019anni. Artista sensibile e colto, libero e critico, attento alle parole, accoglie suggerimenti e riflette sulle pratiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo percorso interseca presto l\u2019attivit\u00e0 della Fondazione Bevilacqua La Masa, tanto da vedersi assegnato un atelier nel 2018 e successivamente vince il premio acquisto nella 102a Collettiva. Tantissime le mostre tra il 2019 e il 2020, negli spazi veneziani, on e off: Galleria Michela Rizzo, Galleria A+A, Spazio Punch. Si succedono altre importanti occasioni di visibilit\u00e0 alla Galleria Monitor con il gruppo Fondazione Maluta, alla GAM di Torino a cura di Ilaria Bonacossa, a Trieste presso lo spazio Tommaseo e a Napoli, da Annarumma Gallery. Quindi arriva la collaborazione con la galleria di Marina Bastianello e la significativa presenza alle fiere di Artissima, a Torino, e di Verona, con stand a lui dedicati. Nel 2020 vince il premio Casarini Due Torri Hotel per le giovani promesse della pittura con Guglielmo Castelli. Quindi, nel 2021, la sua prima personale, proprio negli spazi di Marina Bastianello, curata da Andrea Bruciati, in un momento in cui il nostro Paese viene bloccato dall\u2019epidemia di Covid 19.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paolo lo incontro per la prima volta nel 2018, negli studi della Giudecca e ricordo tre episodi che lo riguardano; vederlo camminare sulle sue tele mentre dipinge, con un dispositivo meccanico per lavorare in orizzontale; la partecipazione al concorso per la grafica della Collettiva (e un inaspettato premio) con una foto che riproduce un piccolo granchio che cammina mimetizzato sulla sabbia e dal destino incerto; una grande stampa fotografica, non sua, di un pesce morto spiaggiato che guarda il mare, in un malinconico e grigio paesaggio. Mettiamo insieme: spazi vastissimi in cui si perdono esseri viventi, ironia, atmosfere ombrose e malinconiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra il 2015 e il 2018 trovi nelle sue opere scarabei, gamberi, insetti, salamandre, in tele molto grandi, caotiche, pervase da forze magiche, quasi occulte. Ripensi alle classiche nature morte della pittura fiamminga, al fosco paesaggismo nordico, ma senza l\u2019impaginato prospettico. Tra particolarissime luminescenze trovi tante linee curve emergere e riaffondare in uno spazio che non pu\u00f2 contenere le tensioni formali e tutto \u00e8 ribaltato verso di noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Poltergeist<\/em> \u00e8 il titolo di una sua tela; la parola allude a quel particolare fenomeno in cui uno spirito pare manifestarsi facendo rumore. Ecco, molti suoi lavori sembrano nascere da suggestioni all\u2019interno di questi curiosi fenomeni paranormali che agitano gli oggetti e lo spazio. Cos\u00ec la visionaria personale ispirata alla pittura di Van Gogh, l\u2019artista che pi\u00f9 di tutti trasfigur\u00f2 in luce e materia pittorica tutto il reale, ricondotta alle proprie tensioni interiori. Struggenti i lavori ispirati ai fiori, con colori che bruciano o corrodono, natura che trapassa e si spegne nell\u2019incurvarsi di un gambo che pi\u00f9 non sostiene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paolo cammina sopra un filo rischioso. Il salto nel buio della notte deve produrre un rimbalzo di luce come la luce delle stelle morte che non ci sono pi\u00f9 ma stanno l\u00ec per i nostri occhi. I traumi possono far soccombere l\u2019immaginario, oppure possono viaggiare con te, alimentare il tuo percorso espressivo. In alcuni lavori il disegno \u00e8 assorbito dal colore, i paesaggi paiono spegnersi, senza luce, perdendo tracce vitali; sembrano prodotti da un rifiuto per il mondo, da un abbandono, e questo non sembra giovare alla sua pittura, perch\u00e9 all\u2019artista si chiede di illuminare anche la dimensione pi\u00f9 tragica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora il suo studio si trova nel sestiere di Cannaregio. Negli ultimi lavori, Paolo sperimenta acrilici e olio fluorescenti che introducono una strada nuova all\u2019interno del suo percorso: \u00abTutto nasce da un\u2019esperienza fisica in una cattedrale sconsacrata, in cui gli affreschi interagivano con un una illuminazione ipertecnologica che svelava nuovi aspetti percettivi dei colori e delle forme\u00bb. Ecco opere per ambientazioni e illuminazioni specifiche con luce di Wood o RGB; forme di esseri viventi che emanano luce propria come avviene con gli abitanti degli abissi negli oceani, deformati dalla pressione dell\u2019acqua, dal buio quasi assoluto che si incontra in quelle profondit\u00e0. <em>Orde<\/em>, <em>Kapricci,<\/em> tracce bruegeliane, con iconografie degli spettri yokai reimpastate: <em>Vermi e stelle. <\/em>Paolo sa mettere insieme scenograficamente spazi siderali o ambienti sommersi, i due livelli della nostra percezione che ci scuotono tra visibile e invisibile, spaesamento e sopravvivenza. E poi questa fluorescenza, potente, radicale che reinventa il disegno. Ti interroghi sulla natura simbolica di questa luce ribelle, in un universo buio animato da fantasmi in cui siamo immersi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_PaoloPretolani.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_PaoloPretolani-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34700\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_PaoloPretolani-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_PaoloPretolani-300x169.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_PaoloPretolani-768x432.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_PaoloPretolani.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_PaoloPretolani.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_PaoloPretolani-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34702\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_PaoloPretolani-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_PaoloPretolani-300x169.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_PaoloPretolani-768x432.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_PaoloPretolani.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assisi 1991Vive e lavora a VeneziaStudio visit di Stefano Coletto22 settembre 2023 Paolo Pretolani si trasferisce a Venezia nel 2011 e si laurea all\u2019Accademia di Belle Arti nel 2020 all\u2019interno del famoso Atelier F del docente Carlo Diraco, riconosciuto come fucina di talenti da almeno vent\u2019anni. 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