{"id":34597,"date":"2023-09-15T09:00:00","date_gmt":"2023-09-15T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=34597"},"modified":"2023-09-15T07:13:59","modified_gmt":"2023-09-15T05:13:59","slug":"paolo-assenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/paolo-assenza\/","title":{"rendered":"Paolo Assenza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1974<br>Vive a lavora a Roma<br>Studio visit di Nicolas Martino<br>15 settembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paolo Assenza ha studiato Scenografia all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma dove ha avuto la possibilit\u00e0 di seguire le lezioni di Alberto Boatto, particolarmente importanti nella sua formazione, cos\u00ec come fondamentale \u00e8 stata la frequentazione dell\u2019ambiente artistico romano, soprattutto degli artisti dello storico gruppo Uno e quelli della Nuova scuola romana (secondo la definizione di Italo Mussa), o Scuola di San Lorenzo. Determinante anche l\u2019incontro, in anni pi\u00f9 recenti, con il gallerista Franz Paludetto e quindi tutte le attivit\u00e0 del Castello di Rivara. Al suo lavoro di artista visivo Assenza ha sempre affiancato anche quello di organizzatore di eventi e, in questo senso, \u00e8 importante ricordare che nel 2014 \u00e8 stato uno dei fondatori di SpazioY, una delle realt\u00e0 pi\u00f9 interessanti della scena romana indipendente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur avendo sempre lavorato anche con l\u2019installazione e il video, Assenza ha praticato prevalentemente la pittura. Partito da un lavoro figurativo sull\u2019uomo e le sue crisi esistenziali, dalla seconda met\u00e0 del primo decennio del XXI secolo, ha iniziato a lavorare su una pittura di paesaggio realizzata a olio su carte e\/o tele di piccole, medie e grandi dimensioni, che costituiscono ormai la cifra caratteristica di questo artista. Si tratta di paesaggi interiori, per lo pi\u00f9 notturni, dipinti con colori scuri, vedute che piuttosto che riprodurre ci\u00f2 che sta al di l\u00e0 di una finestra ideale (invenzione tutta occidentale e figlia di una cultura strutturalmente antropocentrica) cercano di restituire i sommovimenti tellurici della sfera inconscia dell\u2019artista, ma anche di ciascuno di noi, spettatori e osservatori partecipi di questi panorami sognati. Si tratta anche di un lavoro sul tempo, quello sospeso dell\u2019immaginazione e non quello cronologico scandito quotidianamente dagli orologi. Non il tempo della vita quotidiana catturata dal lavoro che ormai invade tutta la sfera dell\u2019esistenza, ma quello denso, molteplice e contraddittorio della sfera onirica, grazie al quale possiamo probabilmente intuire in cosa consista l\u2019eternit\u00e0, ovvero l\u2019assenza di un inizio e di una fine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assenza crede fortemente nella pittura come linguaggio capace di esprimere la nostra condizione e, pur avendo realizzato lavori interessanti fin da giovane, sembra aver raggiunto la sua piena maturit\u00e0 solo adesso. Paradossalmente, attraverso un linguaggio che appartiene pi\u00f9 alle generazioni successive (ne abbiamo parlato diverse volte in <em>Panorama<\/em> e anche nei \u201cQuaderni d\u2019arte italiana\u201d) o a quelle precedenti (per esempio la Scuola di San Lorenzo a cui accennavo all\u2019inizio) piuttosto che alla sua. In questo senso, \u00e8 un artista non allineato con le tendenze e temporalmente \u2013 torna anche qui la stessa questione intorno alla quale ruota la sua poetica \u2013 incoerente, ma in perfetta consonanza con il proprio lavoro. Insomma, pur appartenendo alla generazione dei cinquantenni, Paolo Assenza \u00e8 protagonista di una pittura esistenziale che oggi rappresenta una delle tendenze pi\u00f9 interessanti della scena contemporanea, declinandola in una maniera personale che rende i suoi lavori inconfondibili e particolarmente interessanti nella proposta di una reinterpretazione della tradizione paesaggistica moderna che certamente passa anche attraverso la lezione di William Turner.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello studio, oltre a lavori di grandi dimensioni realizzati alcuni anni fa e gi\u00e0 esposti in pi\u00f9 occasioni, \u00e8 presente una serie di lavori nuovi di piccole dimensioni \u2013 come anche gli studi e i disegni sul vulcano Stromboli \u2012 e di profonda intensit\u00e0 poetica che sembrano aprire una nuova line di ispirazione particolarmente interessante nella produzione di Assenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, se uno dei punti di forza di questo lavoro consiste proprio nella sua asincronicit\u00e0 \u2013 senza che questo lo precipiti negli accenti stucchevoli e kitsch di certo anacronismo di moda negli anni Ottanta \u2013 un punto di debolezza, nel complesso, pu\u00f2 essere ravvisato nella mancanza, negli ultimi anni, di una serie di mostre personali di un certo rilievo, indispensabili per portare dentro il dibattito contemporaneo una posizione matura e allo stesso tempo originale e controcorrente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_Paolo-Assenza_Foto-Paolo-Assenza.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" 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