{"id":34564,"date":"2023-09-12T09:00:00","date_gmt":"2023-09-12T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=34564"},"modified":"2023-09-11T11:33:37","modified_gmt":"2023-09-11T09:33:37","slug":"lulu-nuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/lulu-nuti\/","title":{"rendered":"Lul\u00f9 Nuti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Levallois-Perret (Francia) 1988<br>Vive e lavora a Roma e a Parigi<br>Studio visit di Daniela Trincia<br>12 settembre 2023<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un\u2019ex carrozzeria di uno squadrato palazzo bianco di Centocelle, dal 2020, insieme ad altri sei artisti, Lul\u00f9 Nuti ha organizzato il suo studio, nello spazio condiviso del vivace Post Ex, di cui \u00e8 cofondatrice. Nata in un comune alle porte di Parigi ha sempre vissuto a Roma fino all\u2019inizio degli studi all\u2019\u00c9cole Nationale Sup\u00e9rieure des Beaux Arts. Dopo l\u2019avvio della sua collaborazione con le gallerie Chlo\u00e9 Salgado (Parigi) e Alessandra Bonomo (Roma), nel 2019 decide di ritornare nella Capitale, perch\u00e9 percepita pi\u00f9 incline ad accogliere i suoi lavori e, al contempo, per avvalersi di una migliore cooperazione con quegli artigiani che l\u2019assistono nella realizzazione dei suoi progetti. Tra le diverse mostre organizzate in Italia e all\u2019estero, in spazi pubblici e privati, vi sono <em>Sistema <\/em>(Case del Celio, Roma 2015), <em>Calcare il mondo <\/em>(Galerie Chlo\u00e9 Salgado, Parigi 2018) e la sesta edizione della collettiva <em>There Is No Place Like Home <\/em>(ex fabbrica Chinotto Neri, Roma 2021), che maggiormente rappresentano particolari passaggi personali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se la sua formazione \u2500 nonch\u00e9 il suo ingresso in Accademia \u2500 \u00e8 come pittrice, si \u00e8 ben presto dedicata alla scultura saldamente inserita nello spazio, senza tralasciare il disegno. Utilizzando vari materiali, molti di scarto, quali cemento, gesso, plastiche e metalli, mescolati a elementi naturali, il suo lavoro desidera dare forma al \u00absenso di responsabilit\u00e0 e di impotenza\u00bb che contraddistinguono la nostra epoca, esplorando la materia affinch\u00e9 veicoli questi sentimenti e possa raccontarsi. Nelle sue opere c\u2019\u00e8, quindi, la costante ricerca di equilibrio tra tendenze antinomiche: fragilit\u00e0 e solidit\u00e0, armonia e frattura, fissando e congelando un momento. <em>Calcare il mondo in sette parti<\/em>, sebbene appaia come una serie di sezioni della Luna, \u00e8 un calco in cemento del pianeta, che non abbandona quell\u2019attenzione al \u201ccome\u201d e al \u201cperch\u00e9\u201d sia stato creato, avendo cura di non produrre elementi di risulta: per realizzare il cemento viene utilizzata la sabbia, scavata nei fondali marini; pertanto, per costruire, si svuota e si erode il Pianeta, che diviene una sorta di scatola, di contenitore vuoto. <em>Titolo sospeso (radicanti)<\/em>, \u00e8 costituita da sottili \u2018pilastri\u2019 tubolari di foglie di platano (da lei definiti come meccanismo di \u201cnostalgia preventiva\u201d), galvanizzate in rame, montate su tubi di metallo industriali, degli impossibili sostegni del soffitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da sempre preoccupata dal tema della sovraproduzione nonch\u00e9 delle conseguenze dell\u2019Antropocene, \u00e8 alla continua ricerca dell\u2019essenziale (da non confondere col minimalismo), ancor pi\u00f9 perch\u00e9 il fare artistico, fisiologicamente, genera oggetti. Dunque, \u00e8 una condizione, un\u2019attitudine, quella di avere attenzione e sensibilit\u00e0 ecocompatibili, cui le \u00e8 impossibile sottrarsi. Propensione unita a quei sentimenti di responsabilit\u00e0 e di impotenza nei confronti dell\u2019ambiente (non a caso la sua tesi era incentrata sul tema del nucleare al cinema) che definiscono ogni suo lavoro. Opere che sono \u201cdialoghi sospesi\u201d, che si nutrono degli eventi, degli incontri, che attraversano la sua quotidianit\u00e0 e si esauriscono quando trovano una completa rappresentazione formale, dopo un approfondito studio sulle possibilit\u00e0 del materiale col quale sono create, cercando di rendere evidente quello che c\u2019\u00e8 sopra e sotto l\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto il titolo <em>Autoproduzione <\/em>ha raccolto tutti i resti delle sculture realizzate ponendo all\u2019interno di essi un diario scritto nel 2018, una sorta di \u00abeconomia interna dello studio, e di rapporto di memoria degli oggetti\u00bb: sono le immagini di alcuni gioielli di famiglia portati al Monte dei Pegni e che si accompagnano al disegno dell\u2019opera definitiva. Al contempo, un altro diario registra il percorso inverso, annotando l\u2019opera che le ha permesso di recuperare quel determinato gioiello. Attualmente, oltre a dedicarsi al disegno, \u00e8 impegnata nella realizzazione di <em>Autoritratto<\/em> per il quale ha utilizzato ed esaurito tutti gli scarti di altri lavori, nonch\u00e9 nella realizzazione di sculture in ferro di serpenti, che traggono ispirazione dall\u2019iconografia di San Giorgio e il drago.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un lavoro fortemente personale e intimo, tradotto con una pratica profondamente concettuale che, al primo contatto, lascia, come sistema di decodificazione, quello strettamente estetico e che non consente l\u2019accesso al generale sentire di Lul\u00f9 Nuti. Tuttavia, l\u2019impiego di tecniche tradizionali, il suo approccio fisico con esse, in una sorta di corpo a corpo, fa emergere tutta la forza e la potenza del gesto\/azione. Un gesto a cui consegnare il suo \u201cpotenziale irreversibile\u201d e che sottintende anche il rapporto col tempo, con la sua elasticit\u00e0: \u00abfacciamo lievitare il tempo\u00bb, usando un\u2019espressione utilizzata dal padre. La connaturata sensibilit\u00e0 ambientale la pone pienamente nell\u2019attuale dibattito sulla responsabilit\u00e0 dell\u2019artista all\u2019interno della societ\u00e0, su come il suo agire possa attivare riflessioni e consapevolezza nella collettivit\u00e0, realizzando opere che possano far emergere le potenzialit\u00e0 dei materiali e che l\u2019uso comune non fa emergere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34560\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/b_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">foto Eleonora Cerri Pecorella<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34562\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/c_LuluNutir_foto-Eleonora-Cerri-Pecorella.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">foto Eleonora Cerri Pecorella<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Levallois-Perret (Francia) 1988Vive e lavora a Roma e a ParigiStudio visit di Daniela Trincia12 settembre 2023 In un\u2019ex carrozzeria di uno squadrato palazzo bianco di Centocelle, dal 2020, insieme ad altri sei artisti, Lul\u00f9 Nuti ha organizzato il suo studio, nello spazio condiviso del vivace Post Ex, di cui \u00e8 cofondatrice. 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