{"id":33865,"date":"2023-06-28T09:00:00","date_gmt":"2023-06-28T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=33865"},"modified":"2023-06-27T16:21:01","modified_gmt":"2023-06-27T14:21:01","slug":"alice-schivardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/alice-schivardi\/","title":{"rendered":"Alice Schivardi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erba 1976<br>Vive e lavora a Roma<br>Studio visit di Nicolas Martino<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alice Schivardi ha studiato all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera con Alberto Garutti, per poi trasferirsi a Roma. Prima di dedicarsi completamente alla sua attivit\u00e0 artistica ha maturato diverse esperienze lavorative in ambito cinematografico, teatrale e artistico, e ha soggiornato e lavorato a New York come artista ospite in residenze artistiche internazionali. La sua ricerca rientra in quella che Nicolas Bourriaud ha chiamato \u201carte relazionale\u201d, con un\u2019attenzione particolare ai legami e quindi ai ponti affettivi tra le persone, ma anche tra queste e gli altri viventi a noi pi\u00f9 o meno vicini, le cose e gli ambienti. La sua opera pi\u00f9 famosa \u00e8 senz\u2019altro quella tuttora in progress dal titolo significativo <em>Ero figlia unica<\/em>, con la quale ha tenuto una mostra personale particolarmente importante nel 2015 al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro (2015), a cura di Ludovico Pratesi e Paola Ugolini. Si tratta di una sorta di \u201cinchiesta partecipata\u201d \u2012 cos\u00ec dovrebbe chiamarsi in termini antropologici \u2013 condotta con il mezzo fotografico, attraverso la quale Schivardi, in giro per il mondo, entra in relazione con diverse famiglie appartenenti a culture e contesti linguistici disparati, entrando poco a poco dentro le loro vite quotidiane fino a farne parte. La sua partecipazione \u201caffettiva\u201d al contesto familiare di turno \u00e8 testimoniata da una serie di scatti fotografici nei quali l\u2019artista \u00e8 vestita e truccata secondo gli usi e i costumi del caso, facendo ormai parte dell\u2019album di ricordi della famiglia. Si tratta di un\u2019operazione che, se da un lato testimonia il bisogno universale di cura e affetto, dall\u2019altro origina da un\u2019esperienza biografica di Schivardi e da un suo bisogno intimo di costruire relazioni. I legami e i ponti affettivi, del resto, sono \u2013 come dicevamo \u2013 al centro di una ricerca che si sviluppa attraverso la fotografia, il video, la performance, il disegno ma anche \u2013 e forse soprattutto e non a caso \u2013 il ricamo, come produzione di un concatenamento tra microstorie personali e affetti, correlazione che costituisce la trama stessa di quel tessuto che \u00e8 il mondo nel quale viviamo. Cos\u00ec, nello studio \u00e8 possibile vedere le opere pi\u00f9 recenti e appena prodotte, una serie di piccoli ed eleganti ricami ovali incorniciati nella cera che riproducono scene familiari o il mondo delle api, insetto comunitario per eccellenza. A caratterizzare la ricerca di Schivardi \u00e8 anche un\u2019attenzione particolare al lato oscuro delle relazioni, ovvero a quei \u201cdoppi legami\u201d che incatenano morbosamente la vittima e il carnefice che non riescono pi\u00f9 a slegarsi. Cos\u00ec, per esempio, nella recente performance <em>Narciso<\/em>, tenuta nello studio dell\u2019artista, in cui due amanti \u2012 ma potrebbero essere anche padre e figlia \u2012 rimangono prigionieri delle catene con le quali hanno liberamente e dolorosamente deciso di legarsi. Probabilmente in questa attenzione per l\u2019ambivalenza naturale dei legami \u2013 gioiosi e tossici a seconda dei casi \u2013 sta l\u2019aspetto pi\u00f9 originale della ricerca di questa artista nel contesto della scena artistica contemporanea. In questo senso viene in mente l\u2019opera di Giordano Bruno <em>De vinculis in genere<\/em>, nella quale la capacit\u00e0 erotica di vincolare pu\u00f2 essere allo stesso tempo strumento di assoggettamento e di liberazione, sia a livello individuale che collettivo. Come la magia, del resto. E alla magia rimandano anche le \u201cmetamorfosi\u201d in cui consistono altre opere performative dell\u2019artista, come quelle in cui si trasforma nel suo cane ormai scomparso (<em>Abito Blanco<\/em>) o in un volatile (<em>The Sound of the Wings<\/em>), o quella in cui assume le sembianze di Mario Fiorentini \u2013 celebre partigiano romano \u2013 ripercorrendo una delle sue azioni contro gli occupanti tedeschi compiuta in bicicletta (<em>La vita \u00e8 una ruota<\/em>). Quello della Schivardi \u00e8 quindi un lavoro artistico-politico fortemente attraversato dallo sguardo del femminismo, teso com\u2019\u00e8 a sottolineare la dimensione fondamentale delle passioni e degli affetti, che forse potrebbe crescere ulteriormente se decidesse di indagare anche quella dimensione virtuale nella quale si costruiscono legami non meno \u201cveri\u201d, liberatori e morbosi, di quelli a cui siamo stati abituati fino a non molto tempo fa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_AliceSchivardi_Foto-di-Mino-Togna.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_AliceSchivardi_Foto-di-Mino-Togna-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33867\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_AliceSchivardi_Foto-di-Mino-Togna-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_AliceSchivardi_Foto-di-Mino-Togna-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_AliceSchivardi_Foto-di-Mino-Togna-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_AliceSchivardi_Foto-di-Mino-Togna.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Mino Togna<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_AliceSchivardi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_AliceSchivardi-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33869\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_AliceSchivardi-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_AliceSchivardi-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_AliceSchivardi-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_AliceSchivardi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erba 1976Vive e lavora a RomaStudio visit di Nicolas Martino Alice Schivardi ha studiato all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera con Alberto Garutti, per poi trasferirsi a Roma. 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