{"id":33625,"date":"2023-06-14T10:09:24","date_gmt":"2023-06-14T08:09:24","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=33625"},"modified":"2023-06-14T10:09:30","modified_gmt":"2023-06-14T08:09:30","slug":"simone-carraro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/simone-carraro\/","title":{"rendered":"Simone Carraro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Treviso 1995<br>Vive e lavora a Venezia<br>Studio visit di Stefano Coletto<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simone Carraro cresce in un paese nella provincia di Treviso. A tre anni, nella sua casa di campagna, comincia a guardare disegnando. Ecco, la cosa che ti colpisce di un suo poster, come di una maglietta, di un suo quaderno \u00e8 questo talento sorprendente. Si appassiona alla cultura punk, quindi alle fanzine, all\u2019autoproduzione e a quell\u2019energia che la musica riesce a darti per uscire da un ambiente asfittico. Eppure, negli anni del liceo artistico porta con s\u00e9 quegli appunti, erbari, taccuini dove trovi insetti, fiori, erbe, elementi di quel paesaggio in cui \u00e8 cresciuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il diploma all\u2019Accademia di Venezia nel 2018 e poi uno studio per un anno a Palazzo Carminati, che riempie di oggetti, strumenti musicali, carte e dove lavora producendo mappe, progettando residenze secondo un nomadismo che lo porta a realizzare murales in luoghi decentrati. Partecipa a svariate mostre e interventi urbani a livello nazionale e internazionale. Il suo studio ora \u00e8 una stanza in un appartamento di Sestiere Castello a Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le sue passioni sono le forme della natura che diventano impaginati complessi di testo e immagine, dai contorni marcati, quasi aggressivi. Approfondisce quindi la contaminazione tra elementi del paesaggio e i materiali abbandonati dalle attivit\u00e0 umane (<em>Di certe bestie possiamo fare a meno<\/em>). Negli ultimi due anni espone nello spazio di Alma Zevi; nel 2020 l\u2019<em>Almanacco organico lagunare &#8211; A proposito di erbe, bestie e genti<\/em>, lavori su tessuto di cotone e vernice acrilica e poi, l\u2019anno successive,<em> Il canzoniere dei pezzenti<\/em>, vernice acrilica su carta. Simone \u00e8 attratto dalle comunit\u00e0 dei contadini, dai cantastorie, dai proverbi, da racconti che confortano e che esorcizzano le paure ataviche di chi abita le campagne e i piccoli borghi, prima che la tecnologia consolasse le nostre serate. Mi mostra almanacchi, calendari contadini, esempi di stampa popolare, vecchi ritagli di giornale dove il retino, la stampa su carta sedimentano l\u2019immagine nel tempo. Cos\u00ec per l\u2019arcano o l\u2019arcaico dal sapore novecentesco, come l\u2019immagine della sua ultima mostra <em>Paesaggi invisibili<\/em>, in cui si avvicina al microcosmo degli organismi che abitano materiali e oggetti abbandonati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Discutiamo sulla street art che disegna animali, mondi, cose, paesaggi, scene organiche e linee curve, quindi artisti incredibili come Ericailcane, Blu, Guido 108. Il suo lavoro potrebbe approdare nel mondo straordinario dell\u2019illustrazione contemporanea; accenniamo al lavoro bellissimo dell\u2019associazione Hamelin a Bologna. Prende appunti. Simone \u00e8 affascinato dal muralismo, la superficie di pietra ancorata negli spazi urbani, abitati e abbandonati, che diventa schermo per messaggi antropologici ed ecologici insieme; comunicare, interpretare, partecipare. Si accenna a Diego Rivera e al movimento messicano con le sue istanze rivoluzionarie. Ecco, Simone \u00e8 uno spirito libero; gli chiedi un progetto ma se non lo sente, se non lo percepisce come parte delle sue attitudini non lo accoglie, non gli interessa; per\u00f2 \u00e8 curioso, si interroga. La sua ricerca \u00e8 speciale, individuale, come deve essere per chi naviga nel mondo dell\u2019arte, contemporanea o meno, e sta cercando una sua direzione. Ma esiste una direzione? I rischi sono di chiudersi in una visione identitaria, che rinforza e nobilita stereotipi culturali, oppure che il lavoro sulla natura e gli esseri viventi assuma le caratteristiche di una mera didattica, caratteristica di tanti manuali o delle vecchie enciclopedie. Lo sa. Ci sta lavorando. Il suo progetto pi\u00f9 recente \u00e8 <em>Circo ritual sonante<\/em>, una performance per il teatro di figura con musica dal vivo, realizzato con Ornella Cardillo e che \u00e8 in finale alla Biennale College. Nello studio, Simone mi mostra queste marionette sonanti che interpretano il microcosmo degli insetti secondo gerarchie e ruoli. In sintesi, con le sue parole: \u00abIn un gioco metaforico e parodico, i vari personaggi indossano allegoricamente i segni dell\u2019epoca, rappresentati nell\u2019omologazione, nella fretta, nell\u2019ossessione per il controllo e nella menzogna strumentale. Come un alveare o un formicaio, questo circo brulica di figure che, attratte dalla luce dei riflettori, si mostrano in tutta la loro essenza di fronte a un pubblico giudicante\u00bb. Parliamo della residenza <em>Una boccata d\u2019arte<\/em> nel borgo di Petracamela in Abruzzo, per la quale sta realizzando strumenti musicali zoomorfi quasi apotropaici e me ne mostra i disegni. Citiamo artisti che lavorano nei piccoli abitati, nelle comunit\u00e0, per immaginare possibili sviluppi, tra i quali Marinella Senatore. Sabato 20 maggio gli mando un whatsapp con una immagine della copertina dell\u2019inserto de <em>la Lettura<\/em> del \u00ab Corriere della Sera\u00bb con disegni collage proprio di Marinella Senatore: risponde \u00abMolto bello! Approfondisco!\u00bb. Simone \u00e8 in cammino.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_SimoneCarraro.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_SimoneCarraro-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33627\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_SimoneCarraro-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_SimoneCarraro-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_SimoneCarraro-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_SimoneCarraro.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_SimoneCarraro.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_SimoneCarraro-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33629\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_SimoneCarraro-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_SimoneCarraro-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_SimoneCarraro-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_SimoneCarraro.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Treviso 1995Vive e lavora a VeneziaStudio visit di Stefano Coletto Simone Carraro cresce in un paese nella provincia di Treviso. A tre anni, nella sua casa di campagna, comincia a guardare disegnando. Ecco, la cosa che ti colpisce di un suo poster, come di una maglietta, di un suo quaderno \u00e8 questo talento sorprendente. Si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":33631,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-33625","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33625"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33625\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}