{"id":33432,"date":"2023-06-06T10:04:11","date_gmt":"2023-06-06T08:04:11","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=33432"},"modified":"2023-06-06T10:09:31","modified_gmt":"2023-06-06T08:09:31","slug":"claudio-coltorti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/claudio-coltorti\/","title":{"rendered":"Claudio Coltorti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Napoli 1989<br>Vive e lavora ad Atene<br>Studio visit di Alessandra Troncone<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nato a Napoli, dove ha inizialmente intrapreso studi in lettere classiche e moderne, Claudio Coltorti si \u00e8 formato come pittore a Parigi all\u2019\u00c9cole Nationale Sup\u00e9rieure des Beaux-Arts. Dopo dieci anni nella capitale francese si \u00e8 trasferito ad Atene, dove tuttora vive. Il suo curriculum espositivo include una serie di personali presso le gallerie con cui ha collaborato negli anni: Galerie Maia Muller (2019) e poi Galerie Hussenot (2023) a Parigi, Acappella a Napoli (2020 e 2022). Nella sua citt\u00e0 d\u2019origine ha inoltre preso parte alla collettiva <em>There Is No Time to Enjoy the Sun <\/em>alla Fondazione Morra Greco nel 2021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tenendo salda la pratica costante del disegno, che torna nella produzione a carboncino, il lavoro di Coltorti declina verso il <em>medium<\/em> pittorico indirizzandosi inizialmente alla rappresentazione di oggetti che conservano tracce del passaggio della presenza umana. La scelta del piccolo formato amplifica il risvolto intimista del lavoro, che acquista ulteriore risonanza quando soggetto privilegiato diventa la figura umana. Catturati in situazioni di intimit\u00e0, spesso in rapporto con altri oggetti che ne mettono in evidenza alcune parti del corpo, questi personaggi dai tratti fisiognomici solo accennati e dal genere non ben definito sembrano rinchiudersi in mondi privati, circoscritti dai loro stessi lineamenti. La stesura pittorica procede dal colore alla forma, che emerge in maniera quasi casuale e istintiva dal fondo. La tecnica a olio permette all\u2019artista di ritornare pi\u00f9 volte sul soggetto, per cui ogni opera vive delle sue stratificazioni non solo concettuali, ma anche materiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Coltorti si inserisce in una tendenza internazionale che guarda al lato introspettivo ed esistenziale: anche quando rimandano a situazioni che includono riferimenti all\u2019attualit\u00e0 cronachistica o politica, le immagini da lui create sono sempre filtrate attraverso esperienze e sensazioni individuali perch\u00e9, come afferma l\u2019artista, \u00abDipingo quello che vivo\u00bb. Il lavoro si configura cos\u00ec non per cicli ordinati ma ogni dipinto rinvia agli altri, e tutti insieme si presentano come tasselli di un unico racconto non lineare nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento di questo studio visit si \u00e8 chiusa da poco la mostra personale alla Galerie Hussenot a Parigi, nella quale ha presentato una serie di dipinti anche di medio e grande formato. Accomunate dalla gamma cromatica, le opere esposte mettono in risalto visi e mani delle figure ritratte, spesso sproporzionate e dunque cariche di una forte valenza espressiva. Nella ricerca pi\u00f9 recente di Coltorti torna, inoltre, il tema del doppio che d\u00e0 origine a composizioni ambigue, nelle quali non \u00e8 immediatamente intuibile se le figure siano personaggi in stretta intimit\u00e0 o lo sdoppiamento di un\u2019unica persona. Tra le mostre in programma, una nuova personale alla galleria Acappella, a Napoli, per l\u2019inizio del 2024.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019impostazione chiara e riconoscibile del lavoro pu\u00f2 andare incontro a una ripetizione di schemi compositivi che, reiterati nel tempo, corrono il rischio di cristallizzarsi. In tal senso, risulta promettente una direzione pi\u00f9 narrativo-cinematografica che l\u2019artista intende esplorare nel prossimo futuro. La pittura di Coltorti presenta originalit\u00e0 nella scelta di un figurativismo che mantiene accenni all\u2019astrazione, in particolare nell\u2019utilizzo di grandi macchie di colore dai contorni non ben delineati. Tale discostarsi da una tendenza figurativo-iperrealista conserva un\u2019interessante ambivalenza che si trasferisce alle sensazioni provocate nello spettatore, invitato a esperire atmosfere sempre al limite tra una dimensione reale e una pi\u00f9 onirica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_ClaudioColtorti_foto-Regis-Colin-Berthelier.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_ClaudioColtorti_foto-Regis-Colin-Berthelier-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33434\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_ClaudioColtorti_foto-Regis-Colin-Berthelier-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_ClaudioColtorti_foto-Regis-Colin-Berthelier-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_ClaudioColtorti_foto-Regis-Colin-Berthelier-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/b_ClaudioColtorti_foto-Regis-Colin-Berthelier.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">foto Regis Colin Berthelier<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_ClaudioColtorti.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_ClaudioColtorti-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33436\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_ClaudioColtorti-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_ClaudioColtorti-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_ClaudioColtorti-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/c_ClaudioColtorti.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli 1989Vive e lavora ad AteneStudio visit di Alessandra Troncone Nato a Napoli, dove ha inizialmente intrapreso studi in lettere classiche e moderne, Claudio Coltorti si \u00e8 formato come pittore a Parigi all\u2019\u00c9cole Nationale Sup\u00e9rieure des Beaux-Arts. 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