{"id":33301,"date":"2023-05-30T09:30:08","date_gmt":"2023-05-30T07:30:08","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=33301"},"modified":"2023-05-30T09:31:08","modified_gmt":"2023-05-30T07:31:08","slug":"andrea-galvani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/andrea-galvani\/","title":{"rendered":"Andrea Galvani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Verona 1973<br>Vive e lavora a New York e a Citt\u00e0 del Messico <br>Studio visit di Angel Moya Garc\u00eda<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca di Andrea Galvanisi nutre di trasformazioni sociali, politiche, ideologiche, tecnologiche e scientifiche nello sviluppo di progetti complessi che sono spesso frutto di collaborazioni con istituzioni, universit\u00e0 e laboratori di ricerca. Il suo istinto nomade lo ha portato a vivere e lavorare negli Stati Uniti e in Messico gi\u00e0 nei primi anni del 2000. Nel corso di oltre vent\u2019anni di carriera ha partecipato a biennali, triennali e a esposizioni in importanti spazi istituzionali (in Italia ricordiamo la sua recente partecipazione alla 23esima Triennale di Milano 2022-2023). Nel 2010 ha fondato <em>The Skull Sessions<\/em>, piattaforma curatoriale internazionale e magazine sperimentale distribuito dal MoMA PS1, attivo a New York fino al 2015. La sua pratica attinge a concetti e a strumenti provenienti da diverse discipline, assumendo spesso linguaggi e metodologie di carattere scientifico. L\u2019artista documenta azioni collettive, esperimenti visionari e fenomeni di carattere fisico la cui spettacolare monumentalit\u00e0 \u00e8 paradossalmente instabile ed effimera. La sua ricerca concettualesi avvale di scultura, fotografia, video, audio, performance, neon, disegno, materiali d\u2019archivio e grandi installazioni che vengono sviluppate intorno all\u2019architettura degli spazi espositivi. Indagine, studio, progettazione, intersezione interdisciplinare e collaborazione con istituzioni, rivestono un ruolo primario per progetti che richiedono mesi, a volte anni di ricerca e ai quali l\u2019artista si dedica con determinazione e disciplina. Emerge, in questo modo, una professionalit\u00e0 peculiare, anomala nel sistema italiano, e una pratica artistica che si estende ad altri ambiti della conoscenza umana, allontanandola da qualunque possibile autoreferenzialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento in cui avviene questo studio visit l\u2019artista \u00e8 appena tornato nel suo studio di Brooklyn dopo aver presentato una personale a Parigi e una monumentale installazione site-specific a Chicago curata da Claudia Segura. Parallelamente alla continua e intensa attivit\u00e0 espositiva internazionale l\u2019artista \u00e8 stato impegnato in diversi progetti: lo sviluppo progettuale di un intervento pubblico a New York, due grandi installazioni site-specific per collezioni private a Miami e a Citt\u00e0 del Messico e, di recente, ha ottenuto il sostegno di un\u2019importante fondazione di Los Angeles per lo sviluppo di un nuovo corpo di lavori che realizzer\u00e0 in collaborazione con l\u2019American Museum of Natural History e con un dipartimento di Entomologia in North Carolina. In quest\u2019ultimo progetto il tempo diventa un prisma che rifrange i concetti di vita, morte, estinzione, diversit\u00e0, migrazione, ecologia, geopolitica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo studio \u00e8 minimalista, appare come uno spazio museale convertito in un living-working space; vi sono installate alcune grandi sculture in neon e metallo su basi in cemento (<em>Study on Black Hole Evaporation<\/em>, <em>Graham&#8217;s Number, Study on Leptoquark<\/em>, tutte del 2022-2023), prototipi su cui ha lavorato nei mesi scorsi per preparare il suo recente intervento per la 23esima Triennale di Milano e, in fondo, una parete grigia con calcoli e grafici, tracce per la performance <em>The Subtleties of Elevated Things <\/em>(2019 &#8211; in corso) davanti alla quale si staglia <em>The End [Action #5] <\/em>(un pilastro di cemento che sorregge un laptop, videoscultura recentemente entrata nella collezione permanente dell\u2019High Museum di Atlanta e dellaFundaci\u00f3n la Caixa in Spagna). Uno spazio flessibile, in continuo mutamento, ossia che modifica la sua funzione a seconda del momento e delle esigenze: \u00e8 una palestra, un laboratorio in cui esegue test di materiali e tecnologie, a volte \u00e8 semplicemente un magazzino dove stazionano opere dirette a collezioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La profonda simbiosi di alcuni lavori di Galvani con l\u2019ambito scientifico potrebbe portare a un\u2019interpretazione unidirezionale, far pensare che il suo lavoro sia la traduzione in immagine di processi complessi che rischiano di essere semplificati, o che il suo linguaggio possa diventare tautologico e reiterato nella formalizzazione di formule matematiche che diventano cifra stilistica. Tuttavia, la sua vasta, articolata e diversificata produzione di questi anni, l\u2019attraversamento di molteplici discipline e linguaggi, cos\u00ec come la proiezione internazionale, la professionalit\u00e0 del suo approccio e l\u2019approfondita conoscenza dei processi da lui adottati, uniti alla capacit\u00e0 di sintetizzare formalmente e concettualmente problematiche astratte e inafferrabili, lo portano a essere uno degli artisti pi\u00f9 singolari e interessanti dell\u2019attuale panorama artistico italiano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_\u00a9Andrea-Galvani-Studio.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"966\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_\u00a9Andrea-Galvani-Studio-1024x966.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33303\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_\u00a9Andrea-Galvani-Studio-1024x966.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_\u00a9Andrea-Galvani-Studio-300x283.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_\u00a9Andrea-Galvani-Studio-768x724.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_\u00a9Andrea-Galvani-Studio.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">\u00a9Andrea Galvani Studio<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_\u00a9Andrea-Galvani-Studio.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"966\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_\u00a9Andrea-Galvani-Studio-1024x966.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33310\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_\u00a9Andrea-Galvani-Studio-1024x966.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_\u00a9Andrea-Galvani-Studio-300x283.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_\u00a9Andrea-Galvani-Studio-768x724.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_\u00a9Andrea-Galvani-Studio.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">\u00a9Andrea Galvani Studio<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona 1973Vive e lavora a New York e a Citt\u00e0 del Messico Studio visit di Angel Moya Garc\u00eda La ricerca di Andrea Galvanisi nutre di trasformazioni sociali, politiche, ideologiche, tecnologiche e scientifiche nello sviluppo di progetti complessi che sono spesso frutto di collaborazioni con istituzioni, universit\u00e0 e laboratori di ricerca. 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