{"id":33042,"date":"2023-05-18T09:30:08","date_gmt":"2023-05-18T07:30:08","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=33042"},"modified":"2023-05-19T10:43:55","modified_gmt":"2023-05-19T08:43:55","slug":"iulia-ghita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/iulia-ghita\/","title":{"rendered":"Iulia Ghi\u0163\u0103"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Olteni\u0163a (Romania), 1986<br>Vive e lavora a Roma e a Catignano<br>Studio visit di Daniela Trincia<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immersa nel silenzio dei vigneti, la limonaia dell\u2019azienda agricola Terre di Varano di Elena Petruzzi ospita una parte dello studio Iulia Ghi\u0163\u0103: qui, i lavori di grandi dimensioni; nella sua abitazione, quelli di misure pi\u00f9 contenute. Laureata all\u2019universit\u00e0 d\u2019arte di Bucarest, nel 2009 si \u00e8 trasferita a Roma per frequentare l\u2019Accademia delle Belle Arti. Con mostre anche al di fuori del territorio italiano, sono le esposizioni per il <em>Premio Roma Centro Storico<\/em> e <em>Romance <\/em>alla Temple University che hanno un particolare senso. Mentre nella prima ha realizzato un\u2019installazione con anfore di vetro e acqua, con elementi che creavano delle reazioni, attestando come nella sua produzione si senta libera di spaziare tra media diversi, nella seconda, composta da una serie di acquarelli (<em>Space is blu and birds are flying in it<\/em>), avvalorava, invece, un certo scarto artistico: infatti, anche se utilizza media differenti (dal video alla fotografia, all\u2019installazione), la pittura \u00e8 il mezzo pi\u00f9 rapido che le consente di azzerare il tempo tra il ragionare e il sentire. Attraverso essa esprime le proprie ricerche, traduce le immagini della mente, traspone qualcosa di molto pi\u00f9 interiore. Bench\u00e9 avverta una certa indipendenza dei propri sentimenti rispetto alla vita esterna, come se fosse un\u2019esistenza parallela, nei suoi lavori contrappone sempre la velocit\u00e0 del quotidiano alla fermezza delle emozioni, spesso confinate in una parte periferica della percezione, quando, invece, sono una via di conoscenza e di una scoperta interiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contraria all\u2019inseguimento di \u201cun\u2019idea nuova\u201d, Iulia Ghi\u0163\u0103 si pone in quell\u2019ampio filone di riflessione sulla pittura quale mezzo artistico e comunicativo, sperimentandolo in forme diverse per portarlo alle estreme conseguenze. A partire proprio dalla tecnica nonch\u00e9 dal supporto e, non da ultimo, dalle dimensioni. Di base utilizza l\u2019acquarello, su una carta particolare, che le consente di stendere contemporaneamente anche l\u2019olio o la tempera su grandi formati. Puntando tutto sul colore, mette in relazione immagini in movimento (grande \u00e8 l\u2019influenza del cinema, basti vedere <em>Abstract Life<\/em>) per arrivare all\u2019essenzialit\u00e0, all\u2019immagine unica, alla staticit\u00e0, avendo, come punto di arrivo, l\u2019astrazione. Mentre, nella doppia videoproiezione sincronizzata di <em>Running Angle<\/em>, Ghi\u0163\u0103 sperimenta come utilizzare l\u2019arte anche in campi diversi, per superarne i limiti e, nello stesso momento, raccontando molto di s\u00e9, della sua vita familiare. Ad essere ripreso durante la vestizione e svestizione rituale, infatti, \u00e8 suo padre, nella solitudine dell\u2019altare. L\u2019artista tende ad alternare periodi di totale immersione nella pittura a momenti di sperimentazione dell\u2019immagine con altri media. Attualmente, infatti, \u00e8 impegnata nella serie <em>Paesaggi<\/em>, realizzati attraverso il video. Dopo <em>Paesaggio 1<\/em> e <em>2<\/em>, nei quali pone il suo sguardo su diversi dettagli della natura presentati in una videoinstallazione nella quale alcuni frammenti si sovrappongono a disegni (<em>Life from Herself<\/em>), in questo specifico periodo sta effettuando delle riprese in una riserva di lupi nel Parco Nazionale d\u2019Abruzzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ritraendo soggetti familiari, quali bambini o fiori, con tonalit\u00e0 armoniose, senza cesure e contrasti, la sua pittura pu\u00f2 apparire squisitamente contemplativa, finanche decorativa. Ma sono proprio questi \u201cpaesaggi dell\u2019anima\u201d che innescano una connessione pi\u00f9 ampia, un riconoscimento, un\u2019identificazione con quelle emozioni che appartengono a ognuno di noi. Dando espressione al sentire, crea atmosfere senza tempo, in un costante presente, dove si mescolano e amalgamano ricordi personali con memorie collettive. \u00c8 bloccare, cristallizzare quell\u2019attimo, quell\u2019emozione, quel dettaglio, affinch\u00e9 non si perdano nel flusso dell\u2019esistenza, ma anche dare importanza e attenzione a quelle quotidiane ed essenziali sfumature, che, altrimenti, passerebbero inosservate.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_iuliaghita.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_iuliaghita-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33044\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_iuliaghita-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_iuliaghita-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_iuliaghita-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_iuliaghita.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_iuliaghita.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_iuliaghita-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33046\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_iuliaghita-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_iuliaghita-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_iuliaghita-768x513.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_iuliaghita.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Olteni\u0163a (Romania), 1986Vive e lavora a Roma e a CatignanoStudio visit di Daniela Trincia Immersa nel silenzio dei vigneti, la limonaia dell\u2019azienda agricola Terre di Varano di Elena Petruzzi ospita una parte dello studio Iulia Ghi\u0163\u0103: qui, i lavori di grandi dimensioni; nella sua abitazione, quelli di misure pi\u00f9 contenute. 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