{"id":32991,"date":"2023-05-16T09:00:00","date_gmt":"2023-05-16T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=32991"},"modified":"2023-05-16T10:31:07","modified_gmt":"2023-05-16T08:31:07","slug":"paolo-bufalini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/paolo-bufalini\/","title":{"rendered":"Paolo Bufalini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1994<br>Vive e lavora a Bologna<br>Studio visit di Marco Scotti<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer me lo studio \u00e8 un luogo dove conservare i lavori, lavorare sugli allestimenti. La produzione manuale spesso avviene altrove\u00bb. Nel grande spazio recuperato da un passato industriale da Alessandro Brighetti, e ora condiviso anche con Valentina Furian grazie al progetto del Nuovo forno del pane del Comune di Bologna e del MAMbo, i lavori di Paolo Bufalini sono allestiti sparsi, offrendo al visitatore spaccati di un\u2019indagine sull\u2019immagine contemporanea, su rituali magici e alterit\u00e0 tecnologiche, su inquietudini collettive e dimensioni personali. Tra i suoi primi lavori, due cuscini che simulano un respiro sincronizzato, una riflessione su una sorta di \u201canimismo tecnologico\u201d. L\u2019estrema semplicit\u00e0 \u00e8 ottenuta grazie a due batterie e due schede <em>wireless<\/em> nascoste all\u2019interno: \u00abPer me era essenziale averli perfettamente silenziosi. Ho lavorato con diversi tecnici da quando ho iniziato a pensare il lavoro, in occasione della mia residenza al MAMbo per la prima edizione del Nuovo forno del pane. Mi interessava l\u2019idea di questo respiro che dal corpo si trasmette all\u2019oggetto, lasciandolo come abitato da una presenza. Lavoro sull\u2019aspetto pi\u00f9 intimistico, cos\u00ec come su quello pi\u00f9 metariflessivo. L\u2019idea del dispositivo che anima un corpo\u00bb. Attualmente poi, la ricerca dell\u2019artista si sta aprendo all\u2019utilizzo di materiali biografici, elementi personali che restituiscono umanit\u00e0, autenticit\u00e0 a discorsi pi\u00f9 ampi sugli elementi tecnologici e sulla natura dell\u2019immagine. Quasi una verifica, portata avanti su materiali dalla valenza personale. <em>Land of Nod<\/em> \u00e8 uno dei progetti pi\u00f9 recenti di Bufalini. Curato da Matteo Mottin e Ramona Ponzini di Treti Galaxie e realizzato come risposta alla commissione OmniArtVerse, laboratorio al debutto dedicato all\u2019arte digitale \u2013 una serie di linguaggi ancora inesplorati per l\u2019artista \u2013, lavora sulla registrazione dei dati biometrici della compagna di Bufalini durante il sonno: \u00abFederica ha dormito indossando un body dotato di elettrodi tessili, uno strumento biomedicale la cui funzione \u00e8 quella di generare data report. Durante un\u2019intera notte l\u2019azione \u00e8 stata quella di realizzare un ritratto attraverso i dati biometrici (respiro, battito cardiaco, movimenti del corpo), e questa \u00e8 l\u2019opera digitale, mentre la volont\u00e0 di raccontare ha avuto come esito una fotografia, uno dei miei primi lavori con l\u2019immagine bidimensionale, che ritrae appunto il suo sonno da una prospettiva zenitale\u00bb. Il tema \u00e8 sempre l\u2019indagine del rapporto con la tecnologia, coadiuvata da una tecnologia dell\u2019immagine ottocentesca come la fotografia, per arrivare poi a un NFT. \u00ab\u00c8 un modo per spostare il contenuto altrove, per tematizzare lo strumento che si utilizza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo lavoro \u00e8 stato esposto nella recente mostra nell\u2019artist-run space bolognese Gelateria Sogni di Ghiaccio, <em>Beloved<\/em>, curata da Condylura, a fianco di una serie di piccole sculture in stagno, nate dal ricordo infantile di una pratica rituale provata durante un Capodanno a Salisburgo: gettare stagno fuso nell\u2019acqua fredda, generando forme casuali da cui prende le mosse una sorta di divinazione in vista del nuovo anno; \u00abmi interessava che queste forme diventassero un testo leggibile, quasi un geroglifico\u00bb. La terza opera in mostra, <em>Tricksters<\/em>, era invece un frigorifero contenente 240 lattine di energy drink, personalizzate grazie alla stampa di una foto, sempre della compagna, ritratta bambina durante un carnevale a Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riflessioni sul tempo, sull\u2019identit\u00e0 e sull\u2019inafferrabilit\u00e0 di alcuni elementi. Il lavoro di Paolo Bufalini si muove in equilibrio tra una messa in discussione del passato, e delle sue modalit\u00e0 di documentazione, e la consapevolezza dell\u2019impossibilit\u00e0 di prevedere il futuro in ogni sua forma. \u00abIn tutti i miei lavori c\u2019\u00e8 una componente di virtualit\u00e0\u00bb. Ritornano allo stesso modo estrazioni di dati, confronti con logiche astratte, approcci analitici e ribaltamenti di prospettive: una continua tensione tra polarit\u00e0 opposte, con improvvisi momenti di tranquillit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_PaoloBufalini.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_PaoloBufalini-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32993\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_PaoloBufalini-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_PaoloBufalini-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_PaoloBufalini-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_PaoloBufalini.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_PaoloBufalini.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_PaoloBufalini-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32995\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_PaoloBufalini-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_PaoloBufalini-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_PaoloBufalini-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_PaoloBufalini.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma 1994Vive e lavora a BolognaStudio visit di Marco Scotti \u00abPer me lo studio \u00e8 un luogo dove conservare i lavori, lavorare sugli allestimenti. 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