{"id":32849,"date":"2023-05-09T10:19:19","date_gmt":"2023-05-09T08:19:19","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=32849"},"modified":"2023-05-09T10:51:15","modified_gmt":"2023-05-09T08:51:15","slug":"federica-francesconi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/federica-francesconi\/","title":{"rendered":"Federica Francesconi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Brescia 1994<br>Vive e lavora a Brescia <br>Studio visit di Edoardo De Cobelli<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Federica Francesconi \u00e8 un\u2019artista bresciana diplomata all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha fatto da assistente ad alcuni artisti internazionali, come Adrian Piper e Maria Eichhorn, in occasione della Biennale, per poi tornare nella sua citt\u00e0. Insieme ad altri due artisti, da alcuni anni, ha aperto a Brescia Spazio ORR, uno spazio interessante di esposizione e ricerca, oltre che di vendita, ma dalla natura ambigua: non ha una sede se non dei capannoni industriali noleggiati sporadicamente e due sale raramente visitabili. Le mostre sono pensate per la fruizione social di un pubblico digitale, l\u2019arena di giudizio ormai imprescindibile e preponderante nel sistema dell\u2019arte. Se questo meccanismo funziona nel caso di una galleria, che diventa un piccolo palco virtuale, quando ben congegnato, diverso \u00e8 il caso dell\u2019artista, dove l\u2019attenzione torna a concentrarsi sull\u2019opera e i dettagli fanno la differenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francesconi \u00e8 un\u2019artista che sta definendo, nel corso degli anni, un percorso artistico di approccio minimale: le opere sono pitture su tele o tessuti, che emergono attraverso leggere colorazioni su grandi campiture. La serie di opere pi\u00f9 compiuta, <em>Untitled<\/em>, \u00e8 un gioco di luci e ombre, che a seconda dell\u2019illuminazione lascia scorgere, su uno sfondo uniforme, ombre pi\u00f9 o meno definite, nel segno di un\u2019astrazione che accenna al figurativo. Un\u2019altra serie senza titolo, dedicata al disegno, porta invece al minimo il segno del tratto, che sfiora la pagina quasi casualmente, riducendo il disegno a una riflessione concettuale. La ricerca di Francesconi non \u00e8 tuttavia facile da inquadrare. Da una parte, questa \u00e8 rivolta al mezzo tradizionale della pittura e si potrebbe dunque approfondire attraverso la tecnica e l\u2019idea che vi \u00e8 alla base. Dall\u2019altra, la pittura rientra nell\u2019uso pi\u00f9 ampio che essa fa dell\u2019immagine, dentro e fuori il digitale, e che la rende interessante per la sua generazione. La capacit\u00e0 pi\u00f9 spiccata \u00e8 infatti quella di costruire aspettative e identit\u00e0 \u2013 artistica, spaziale, digitale \u2013 attraverso le debolezze del sistema dell\u2019arte. Il valore di un\u2019opera, una mostra o una ricerca si basa, nell\u2019arte, su un consenso condiviso, che oggi si pu\u00f2 attentamente costruire. L\u2019\u201catto di fiducia\u201d che l\u2019artista chiede al fruitore nei confronti dell\u2019onest\u00e0 dell\u2019opera \u00e8 determinato collettivamente, in base a meccanismi diversi dal passato. L\u2019artista usa questo spazio di consenso in maniera intelligente, consapevole, pi\u00f9 dell\u2019osservatore esterno, dei mezzi che lo dominano. Non a caso, il suo ultimo progetto, mostrato da Apparatus Project a Chicago, si intitola <em>Fake It until You Make It<\/em>, un\u2019espressione oggi diffusa che significa \u201cfingi finch\u00e9 non ce la fai\u201d. In questo progetto, Francesconi ha usato le immagini di un annuncio immobiliare al posto delle installation views della sua mostra, creando un cortocircuito con il visitatore, che si aspettava di vedere le sale e ha invece trovato una macchina fotografica. Ora l\u2019artista sta lavorando a una nuova serie, intitolata <em>Clickbait<\/em>, monocromi arancioni che attirano l\u2019attenzione come i titoli di giornale o le invitanti notizie del web \u2013 che spesso si rivelano essere prive dei contenuti corrispondenti, usati come trappola per lo sguardo. Monocromi tecnicamente imperfetti, che lasciano intendere la priorit\u00e0 attribuita al concetto, piuttosto che alla qualit\u00e0 pittorica. Come la serie <em>Clickbait<\/em>, viene da interrogarsi sulla misura dell\u2019inganno e sulla presenza di contenuti nelle serie di essenziali opere pittoriche e di disegno, che portano al minimo la manualit\u00e0. Certamente la filosofia dell\u2019artista, che si esprime al meglio intorno a ci\u00f2 che sembra, piuttosto che a ci\u00f2 che \u00e8, richiede un \u2018atto di fiducia\u2019 all\u2019osservatore sul valore del contenuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, la serie <em>Untitled<\/em>, la prima di una ricerca pittorica, in fondo, agli inizi, mostra una tecnica virtuosa, in cui il colore \u00e8 steso senza mostrare i segni del tratto nei passaggi chiaroscurali, rivelando una capacit\u00e0 potenziale ancora da esprimere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_FedericaFrancesconi.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_FedericaFrancesconi-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32853\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_FedericaFrancesconi-683x1024.jpg 683w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_FedericaFrancesconi-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_FedericaFrancesconi-768x1152.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_FedericaFrancesconi-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_FedericaFrancesconi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_FedericaFrancesconi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_FedericaFrancesconi-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32855\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_FedericaFrancesconi-683x1024.jpg 683w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_FedericaFrancesconi-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_FedericaFrancesconi-768x1152.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_FedericaFrancesconi-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_FedericaFrancesconi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brescia 1994Vive e lavora a Brescia Studio visit di Edoardo De Cobelli Federica Francesconi \u00e8 un\u2019artista bresciana diplomata all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha fatto da assistente ad alcuni artisti internazionali, come Adrian Piper e Maria Eichhorn, in occasione della Biennale, per poi tornare nella sua citt\u00e0. 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