{"id":32685,"date":"2023-05-05T08:59:24","date_gmt":"2023-05-05T06:59:24","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=32685"},"modified":"2023-05-05T09:10:35","modified_gmt":"2023-05-05T07:10:35","slug":"mrzb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/mrzb\/","title":{"rendered":"MRZB"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Collettivo fondato nel 2014 da Andrea Parenti, D\u00e9sir\u00e9e Nakouzi De Monte, Filippo Tocchi, Pietro Cortona<br>Studio visit di Alessandra Franetovich<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nome MRZB \u00e8 una contrazione che mantiene le sole consonanti di Merzbau, il noto progetto avanguardista di spazio-abitazione e studio di Kurt Schwitters, da cui il collettivo deriva la vocazione all\u2019assemblaggio. Dal 2019 alcuni membri del gruppo vivono a Torino. Dopo un iniziale incontro su premesse musicali, la collaborazione artistica si \u00e8 sviluppata nel formato fanzine per spostarsi progressivamente verso dimensioni installative ed espositive. Nel corso di questo processo le sedimentazioni e contaminazioni tra diverse matrici e fonti estetiche si sono sommate e il lavoro si presenta oggi come un <em>pastiche<\/em> post-post-moderno di estetiche trash, glam, gotiche, pulp, horror e hardcore. Estetiche rimasticate dalle periferie odierne e realizzate con gli scarti del consumismo globale, realizzate secondo i principi del DIY ma alla luce di una crisi economica senza sosta e del climate change, pertanto da contestualizzare in uno scenario post-apocalittico che si reitera a decenni di distanza dall\u2019immaginario allarmistico della guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;opera di MRZB affronta tematiche comuni in Italia, quali la marginalit\u00e0 e l&#8217;underground, per\u00f2 elaborando un&#8217;estetica di respiro internazionale ricercata e decisamente attenta al cinema, alla letteratura e alla moda. L&#8217;interesse alla marginalit\u00e0 \u00e8 differente dalla ben radicata discussione sull&#8217;arte pubblica, men che meno il collettivo si propone di avanzare dinamiche relazionali o di riflettere criticamente sui propri metodi operativi. Piuttosto si configura come una modalit\u00e0 di vivere direttamente e con il proprio corpo i margini, coinvolgendo chi abita nelle medesime aree occupate, proponendo progetti che ne inglobano solo in parte aspetti peculiari, innestandovi lavori e citazioni di altri autori provenienti da diverse discipline ed epoche per dare vita a un&#8217;espressione collettiva di resistenza e insubordinazione alla normativit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A inizio 2020 MRZB ha costruito uno studio\/baracca con materiali di recupero \u2013 trovati in edifici disabitati come note ex-discoteche torinesi o raccolti da case non pi\u00f9 abitate \u2013 in zona Stura Lazio, un&#8217;area industriale ai margini della citt\u00e0 dove si trovano aree abitative auto-costruite e dove un tempo era collocato un campo informale rom, smantellato nel 2015. In questo spazio di produzione sono stati ambientati alcuni progetti, tra cui <em>La giostra di Lulu<\/em>, episodi XLI-XLIV di <em>Stili drama<\/em>, un progetto para-cinematografico in progress che, sulla base di una sceneggiatura autoriale, racconta le vicende di diversi personaggi come un clown e un gruppo di manichini cui \u00e8 riconosciuta una propria personalit\u00e0 \u2013 con nome, abbigliamento e un proprio storytelling. Il margine \u00e8 quindi un tema di confronto reale ma assume anche i connotati di <em>escamotage<\/em> narrativo per confrontarsi con le vicende storiche dell&#8217;emarginazione, dove le figure del clown, il manichino, gli oggetti fetish e le situazioni orrorifiche inscenano un teatro delle maschere che parla dell&#8217;essere freak, della fragilit\u00e0 e della frammentariet\u00e0 dell&#8217;esistenza oggi, ricollegandosi a una stagione di rinnovamento delle forme e dei contenuti dell&#8217;arte quale quella delle avanguardie storiche che passa attraverso la scena indipendente del secondo dopoguerra, basti pensare al cinema di John Waters.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;aspetto pi\u00f9 complesso del lavoro risiede nel rapporto che intesse con la difficile realt\u00e0 di chi vive in aree marginali, a maggior ragione in un periodo in cui si susseguono attenzioni e sensibilit\u00e0 per l&#8217;inclusivit\u00e0 e si assiste all&#8217;ascesa del politically correct. Il progetto pu\u00f2 risultare controverso e problematico ed essere accusato di appropriazionismo, ma \u00e8 un&#8217;osservazione parziale non perch\u00e9 disvela un&#8217;opinione, bens\u00ec perch\u00e9 si ferma a osservare solo un aspetto superficiale di un insieme pi\u00f9 profondo che appunto mescola arte e vita, per costruire un proprio e personale percorso \u2013 collettivo ma autoriale \u2013 non solo dando la propria opinione su aspetti cruciali del nostro tempo ma costruendo una visione alternativa alla narrazione dominante.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_MRZB_021_foto-di-scena-da-La-Giostra-di-Lulu_-Lungo-Stura-Lazio_Torino.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_MRZB_021_foto-di-scena-da-La-Giostra-di-Lulu_-Lungo-Stura-Lazio_Torino-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32689\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_MRZB_021_foto-di-scena-da-La-Giostra-di-Lulu_-Lungo-Stura-Lazio_Torino-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_MRZB_021_foto-di-scena-da-La-Giostra-di-Lulu_-Lungo-Stura-Lazio_Torino-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_MRZB_021_foto-di-scena-da-La-Giostra-di-Lulu_-Lungo-Stura-Lazio_Torino-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/b_MRZB_021_foto-di-scena-da-La-Giostra-di-Lulu_-Lungo-Stura-Lazio_Torino.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_MRZB_2021-foto-dallo-studio-Lungo-Stura-Lazio_-Torino.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_MRZB_2021-foto-dallo-studio-Lungo-Stura-Lazio_-Torino-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32691\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_MRZB_2021-foto-dallo-studio-Lungo-Stura-Lazio_-Torino-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_MRZB_2021-foto-dallo-studio-Lungo-Stura-Lazio_-Torino-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_MRZB_2021-foto-dallo-studio-Lungo-Stura-Lazio_-Torino-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/c_MRZB_2021-foto-dallo-studio-Lungo-Stura-Lazio_-Torino.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Collettivo fondato nel 2014 da Andrea Parenti, D\u00e9sir\u00e9e Nakouzi De Monte, Filippo Tocchi, Pietro CortonaStudio visit di Alessandra Franetovich Il nome MRZB \u00e8 una contrazione che mantiene le sole consonanti di Merzbau, il noto progetto avanguardista di spazio-abitazione e studio di Kurt Schwitters, da cui il collettivo deriva la vocazione all\u2019assemblaggio. 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