{"id":32420,"date":"2023-04-28T09:05:18","date_gmt":"2023-04-28T07:05:18","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=32420"},"modified":"2023-04-28T09:12:06","modified_gmt":"2023-04-28T07:12:06","slug":"silvia-capuzzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/silvia-capuzzo\/","title":{"rendered":"Silvia Capuzzo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Merano 1996<br>Vive e lavora a Milano<br>Studio visit di Angel Moya Garcia<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Laureata in Pittura e arti visive contemporanee all\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino e con un\u2019esperienza di Erasmus all\u2019Akademie der Bildenden K\u00fcnste di Norimberga, Silvia Capuzzo ha vinto il premio Surprize al Centro Arti visive Pescheria di Pesaro nel 2020 e il premio Lissone per la pittura del MAC nel 2021. L\u2019esperienza in Germania, avvenuta durante il lockdown, ha portato a una trasformazione della tecnica tradizionale dell\u2019olio su tela verso una pratica pi\u00f9 personale, in cui l\u2019olio viene saturato con ingenti quantit\u00e0 di allumina o di amido di mais, dipingendo in orizzontale e creando una complessa stratigrafia di livelli sui quadri. Sappiamo che l\u2019allumina \u00e8 abbastanza stabile durante i tempi di essiccazione dell\u2019olio, mentre l\u2019amido di mais \u00e8 estremamente instabile, creando cristallizzazioni, fioriture e ingiallimenti a seconda dell\u2019umidit\u00e0 o della temperatura, condizionando il risultato formale dei lavori. Nella maggior parte della sua produzione questa saturazione e la stratigrafia di livelli agiscono sull\u2019atmosfera generale, sull\u2019ambientazione, scaldando e modificando l\u2019aria intorno ai soggetti rappresentati, generando un progressivo incupimento. Una sensazione amplificata dallo strato di bitume che la pittrice usa spesso per trasmettere in modo pi\u00f9 incisivo la percezione di inquietudine, di aggressivit\u00e0 del tempo nei confronti della realt\u00e0, di polvere che si deposita e che denota l\u2019inesorabile invecchiamento di ci\u00f2 che viene rappresentato. I soggetti sono generalmente persone che dimostrano apatia, indifferenti rispetto a una quotidianit\u00e0 vissuta con insofferenza, che non fanno nulla, che giocano con niente, perdono tempo senza rendersene conto. Spesso vediamo solo le loro mani impegnate in gesti specifici ma privati dei riferimenti all\u2019azione che stanno compiendo. Gli elementi che compongono il quadro sono uniti da un\u2019unica pennellata continua e nelle ripetizioni di linee che si intersecano si riconosce un\u2019angoscia, una tensione delineata, tuttavia, con una forte dose di ironia. In questo senso, la visione della realt\u00e0 di Silvia Capuzzo mette in luce la sostanziale solitudine dell\u2019uomo di fronte alla Storia e alla natura e il conflitto che ne scaturisce. Anche se apparentemente isolato, il suo lavoro rientra a pieno tra quelle ricerche che trovano nella trasformazione un momento fondante di una riflessione esistenziale condotta attraverso forme e processi aperti che evitano ogni forma di staticit\u00e0, ristagno o immobilismo. Uno sguardo sul mondo esterno che si contrae verso una sfera intima diventando una lente di ingrandimento per percepire o descrivere un presente e un futuro incerti, dai contorni sbiaditi e precari. Libera da ogni riferimento teorico che possa condizionare o decodificare a priori la lettura dei suoi lavori, il tentativo di Silvia Capuzzo \u00e8 quello di originare uno stato emotivo preciso in chi guarda, indipendentemente da condizionamenti intellettuali. Una chiamata ad aprirsi emotivamente davanti al lavoro che possa, successivamente, influenzare il modo di osservare il mondo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente ha in corso una mostra nella Galleria Vin Vin di Napoli, dal titolo <em>Underwords,<\/em> in cui si relaziona con la citt\u00e0 sotterranea attraverso lavori che si sviluppano come un continuo di linee, pennellate che assomigliano a tunnel scavati, soggetti che sembrano vermi che strisciano o intestini. Ha appena partecipato a una collettiva intitolata <em>Sottopalco<\/em>, in un teatro di Lambrate, con un dipinto che riproduce il movimento di mosche che sembrano guidate nella loro traiettoria dall&#8217;equazione di Bernoulli, metafora della ripetizione ossessiva di un gesto che diventa rituale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019incertezza del risultato finale, l\u2019imprevedibilit\u00e0 cui sottopone la propria pratica pittorica, soprattutto a causa delle tecniche di saturazione introdotte, potrebbero causare una certa perdita di controllo e di intenzionalit\u00e0. Di certo, la consapevolezza tecnica pu\u00f2 solo aumentare con l\u2019esperienza, portando in futuro a risultati sempre pi\u00f9 solidi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_SilviaCapuzzo_fotostudio.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"731\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_SilviaCapuzzo_fotostudio-1024x731.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32424\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_SilviaCapuzzo_fotostudio-1024x731.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_SilviaCapuzzo_fotostudio-300x214.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_SilviaCapuzzo_fotostudio-768x548.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_SilviaCapuzzo_fotostudio.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_SilviaCapuzzo_fotostudio.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"731\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_SilviaCapuzzo_fotostudio-1024x731.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32426\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_SilviaCapuzzo_fotostudio-1024x731.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_SilviaCapuzzo_fotostudio-300x214.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_SilviaCapuzzo_fotostudio-768x548.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_SilviaCapuzzo_fotostudio.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Merano 1996Vive e lavora a MilanoStudio visit di Angel Moya Garcia Laureata in Pittura e arti visive contemporanee all\u2019Accademia di Belle Arti di Urbino e con un\u2019esperienza di Erasmus all\u2019Akademie der Bildenden K\u00fcnste di Norimberga, Silvia Capuzzo ha vinto il premio Surprize al Centro Arti visive Pescheria di Pesaro nel 2020 e il premio Lissone [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":32422,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-32420","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32420"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32420\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32422"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}