{"id":32316,"date":"2023-04-22T08:16:05","date_gmt":"2023-04-22T06:16:05","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=32316"},"modified":"2023-04-22T08:17:27","modified_gmt":"2023-04-22T06:17:27","slug":"gaia-altucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/gaia-altucci\/","title":{"rendered":"Gaia Altucci"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Firenze 1992<br>Vive e lavora a Firenze<br>Studio visit di Angel Moya Garcia<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una formazione in recitazione e grafica, numerose presenze come attrice di cinema e l\u2019approfondimento delle arti performative grazie a laboratori, masterclass e seminari caratterizzano la ricerca di Gaia Altucci, focalizzata sullo studio del corpo, la costruzione dell\u2019identit\u00e0 tramite il rapporto con l\u2019altro e il fallimento. Nel 2020 fonda, subito fuori dal centro di Firenze, Artiglieria, un\u2019associazione culturale che si dirama in uno spazio di co-working e in un luogo di sperimentazione e condivisione, oltre a portare avanti una direzione artistica con la produzione di mostre ed eventi nell\u2019ambito delle arti contemporanee. Attualmente all\u2019interno di questo progetto sta nascendo Germe, uno spazio dedicato alla ricerca di pratiche artistiche nel campo delle arti performative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo lavoro si declina in performance, grafica e video in cui troviamo elementi ricorrenti come membrane, involucri, abiti, soglie o schermi. Corpo, spazio e interazione confluiscono in opere che indagano sul doppio e sul simulacro di un\u2019identit\u00e0 che si proiettata verso l\u2019esterno. La comunicazione tra corpo e digitale e il confronto con altri sguardi, prospettive e ambiti di riferimento diversi si intrecciano con una riflessione sulle pressioni sociali, sulle aspettative e sulla necessit\u00e0 di uscire dalle proprie urgenze per indagare il collasso collettivo che leggiamo quotidianamente nelle notizie di qualunque giornale. Ad esempio, la performance <em>Habitus<\/em> nasceva dall\u2019idea di esprimere la difficile interazione tra individuo e ambiente circostante tramite un processo di esplorazione, costruzione e presa di coscienza dell\u2019identit\u00e0\u0300 personale, mentre il video <em>1F7D86<\/em>, il codice di un colore, originava una fusione di incontri, in un momento dove questi erano interdetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La diversificazione e l\u2019inclinazione a intrecciare diversi linguaggi, ma soprattutto la necessit\u00e0 di mettere in secondo piano lo studio privato per aumentare l\u2019incontro, il dialogo, la discussione e le possibilit\u00e0 di relazionarsi con l\u2019altro grazie alla creazione di uno studio e di uno spazio condiviso, inseriscono la sua pratica in quelle necessit\u00e0, sempre pi\u00f9 attuali e diffuse, di creare e attivare comunit\u00e0 a discapito di una produzione mirata prevalentemente all\u2019opera finita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente il lavoro in Artiglieria e l\u2019avvio di Germe si intrecciano con alcuni lavori personali come <em>Radio Pirite<\/em>, nato in un momento di particolare crisi personale durante l\u2019estate del 2021. La scrittura di un testo come punto di partenza diventa una riflessione sull\u2019alchimia attraverso un personaggio che, attanagliato dalla pressione sociale, tenta di trasformarsi. Il progetto si propone di creare un parallelo tra il tentativo fallimentare dell\u2019alchimia di trasformare i metalli in oro e quello fallimentare dell\u2019uomo di rendersi perfetto. I contenuti, tra assurdit\u00e0\u0300 assoluta e realt\u00e0\u0300 paradossale, scandiscono il tempo e le temperature, trascinando la performer in un viaggio tra sogno e rassegnazione totale, amplificato dal distacco tra la dimensione reale e quella virtuale dato dal chroma key e da altri effetti di distorsione del video e del suono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente la sua ricerca appare ancora in una fase sperimentale, di tentativi che devono ancora esplodere, diventare pi\u00f9 maturi e strutturati. Rimane la sensazione, confermata anche dall\u2019artista, che gli incipit abbiano bisogno di un\u2019elaborazione pi\u00f9 approfondita, di riflessioni, studi e prove in modo che gli argomenti che ancora galleggiano possano emergere in modo pi\u00f9 incisivo. Allo stesso modo, la necessit\u00e0 di operare attraverso collaborazioni e condivisioni di autorialit\u00e0, potrebbe creare un indebolimento di un personale processo di ricerca. Tuttavia, ci troviamo di fronte a un caso specifico in cui la firma singola, l\u2019ermetismo processuale, l\u2019isolamento della sperimentazione e, addirittura, la necessit\u00e0 di portare avanti una ricerca personale cedono spazio, interesse e indirizzo a costanti partecipazioni, inserimenti, inviti e ascolti dell\u2019altro, delineando un comportamento e un modo di essere in cui le diverse individualit\u00e0\u0300 possono attivare un processo di messa in discussione, confronto e affermazione di pratiche collettive.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_GaiaAltucci.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_GaiaAltucci-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32320\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_GaiaAltucci-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_GaiaAltucci-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_GaiaAltucci-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_GaiaAltucci.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_GaiaAltucci.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_GaiaAltucci-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32322\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_GaiaAltucci-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_GaiaAltucci-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_GaiaAltucci-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_GaiaAltucci.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze 1992Vive e lavora a FirenzeStudio visit di Angel Moya Garcia Una formazione in recitazione e grafica, numerose presenze come attrice di cinema e l\u2019approfondimento delle arti performative grazie a laboratori, masterclass e seminari caratterizzano la ricerca di Gaia Altucci, focalizzata sullo studio del corpo, la costruzione dell\u2019identit\u00e0 tramite il rapporto con l\u2019altro e il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":32318,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-32316","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32316"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32316\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32318"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}