{"id":31746,"date":"2023-04-06T09:00:00","date_gmt":"2023-04-06T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=31746"},"modified":"2023-04-04T09:53:04","modified_gmt":"2023-04-04T07:53:04","slug":"luca-petti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/luca-petti\/","title":{"rendered":"Luca Petti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Benevento 1990<br>Vive e lavora a Milano<br>Studio visit di Alessandra Troncone<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:9px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di origini campane ma con base a Milano da ormai tredici anni, Luca Petti occupa uno studio in zona Forlanini rinominato \u201cla cattedrale\u201d per le ampie vetrate che lasciano entrare la luce naturale. Da qui si muove per i suoi impegni didattici tra nord e sud, avendo incarichi di insegnamento sia all\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli sia presso quella di Venezia. La sua formazione \u00e8 legata all\u2019Accademia di Brera, mentre la partecipazione alle prime mostre \u00e8 avvenuta nell\u2019ambito del collettivo Agreements to Zinedine &#8211; ATZ, un\u2019agenzia fondata da artisti e attiva dal 2015 al 2017. Tra le mostre pi\u00f9 recenti si segnalano la collettiva da Contemporary Cluster a Roma e le personali al Museo di Storia naturale a Verona e allo spazio Careof a Milano, tutte del 2022. Nel 2021 ha vinto il Combat Prize per la sezione scultura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua pratica artistica ha come centro la scultura ma acquisisce una dimensione installativa nell\u2019elaborazione di specifici display che concorrono alla creazione di ambienti o paesaggi dall\u2019accento distopico. Centrale nella sua ricerca \u00e8, infatti, la relazione tra essere umano e altre specie, con una particolare attenzione a quelle situazioni in cui il primo assume un atteggiamento prevaricatore sulle seconde, innescando conseguenze problematiche sul lungo periodo. Tale interesse si evidenzia gi\u00e0 nei primi lavori come <em>LPS<\/em> (2014), incentrato sul limulo quale organismo predato per il suo prezioso sangue blu, e ritorna in tempi pi\u00f9 recenti nella serie <em>Materia esotica <\/em>(2022), che parte da alcune specie particolarmente affascinanti per le loro caratteristiche, immaginando mutazioni in grado di liberarle dalla loro sottomissione perch\u00e9 oggetti di un desiderio che pu\u00f2 farsi nocivo. Nello stesso frangente, Petti indaga anche la relazione simbiotica che viene a svilupparsi tra specie diverse quale scelta strategica per la sopravvivenza, in grado di contrastare il predominio dell\u2019essere umano. Nella serie <em>Symbiotic Relationships <\/em>(2019) la relazione tra mondo animale e vegetale si concretizza in forme filiformi dai colori accesi (gli stessi utilizzati in natura quali strumento di attacco e difesa), strutture esili dalle superfici floccate che si confrontano tra loro come in una lotta aperta. Oltre alla scultura, Petti lavora anche su superfici bidimensionali, realizzando quadri in solfato di potassio e rame che subiscono le forze elettrostatiche, assumendo forme astratte dettate dalle caratteristiche del materiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I temi affrontati dall\u2019artista si collocano in una linea di ricerca che ha uno specifico valore nel dibattito contemporaneo, incrociando il concetto di esotismo, le possibilit\u00e0 del <em>cross species<\/em>, le conseguenze del cambiamento climatico e di altre forme di sopraffazione sull\u2019ambiente naturale, senza tuttavia farsi didascalico e mantenendo una nota di astrazione poetica, resa possibile anche dalla approfondita conoscenza di tecniche e materiali della scultura. Al momento di questo studio visit, Petti ha da poco chiuso la produzione per la mostra presso Careof dal titolo <em>Precipitazioni sotto il livello del mare<\/em>, dove presenta alcune sculture che propongono nuove forme ibride di esistenza, immaginando uno scenario evolutivo con organismi potenziati, in grado di sopravvivere al prosciugamento di mari e oceani. \u00c8 in programma, inoltre, la partecipazione a una mostra collettiva al Museo delle navi romane di Nemi e l\u2019esposizione come finalista al Premio ArtiVisive San Fedele a Milano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca di Luca Petti appare ben strutturata e con radici solide: da un punto di vista formale, l\u2019artista sembra in una fase di passaggio da un linguaggio scultoreo pi\u00f9 astratto, che evoca il mondo animale e vegetale senza presentarne i caratteri in maniera immediatamente riconoscibile, ad accenni di figurazione che, pur rendendo pi\u00f9 esplicito il riferimento ai presupposti di partenza, riconducono a un immaginario pi\u00f9 leggero e per certi versi giocoso, possibilmente \u2018distraente\u2019 rispetto alle tematiche trattate. Il rischio di spostare il baricentro sull\u2019aspetto estetico appare ben compensato dalla padronanza degli argomenti affrontati, dal potenziale narrativo delle sue opere \u2013 ancor pi\u00f9 quando presentate in gruppo \u2013 e dalla ricerca sui materiali, sia in termini strutturali sia cromatici, che rappresenta un valore aggiunto per il futuro sviluppo del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LucaPetti_foto-Rafa-Jacinto.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LucaPetti_foto-Rafa-Jacinto-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31758\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LucaPetti_foto-Rafa-Jacinto-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LucaPetti_foto-Rafa-Jacinto-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LucaPetti_foto-Rafa-Jacinto-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LucaPetti_foto-Rafa-Jacinto.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">foto Rafa Jacinto<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LucaPetti.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LucaPetti-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31760\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LucaPetti-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LucaPetti-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LucaPetti-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LucaPetti.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Benevento 1990Vive e lavora a MilanoStudio visit di Alessandra Troncone Di origini campane ma con base a Milano da ormai tredici anni, Luca Petti occupa uno studio in zona Forlanini rinominato \u201cla cattedrale\u201d per le ampie vetrate che lasciano entrare la luce naturale. 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