{"id":31734,"date":"2023-04-04T09:00:00","date_gmt":"2023-04-04T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=31734"},"modified":"2023-04-03T16:27:56","modified_gmt":"2023-04-03T14:27:56","slug":"federico-solmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/federico-solmi\/","title":{"rendered":"Federico Solmi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bologna 1973<br>Vive e lavora a New York<br>Studio visit di Elisa Carollo<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:9px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Federico Solmi \u00e8 stato fra i pionieri di una media art che interroga la dimensione liminale fra realt\u00e0 fisica e virtuale e fra pittura e digitale, generando una critica pungente della societ\u00e0 del nostro tempo e dei relativi sistemi di controllo e potere imposti tramite i media.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solmi ha avviato da autodidatta la propria carriera artistica a New York, diventando uno dei primi a esplorare i mondi del <em>gaming<\/em> e come queste dimensioni virtuali stessero cambiando l\u2019esperienza della realt\u00e0: come ci racconta, quando usc\u00ec un videogioco come GTA per lui fu un\u2019esperienza scioccante potersi muovere nelle stesse strade di Brooklyn dove viveva, ma in una versione distorta da un\u2019estremizzazione della violenza. L\u2019utilizzo di tecniche digitali per realizzare mondi realistici ma distorti \u00e8 diventato, da quel momento, centrale nella sua ricerca, che si \u00e8 sviluppata negli anni perseguendo un\u2019originale integrazione fra analogico e digitale: i video painting con cui Solmi \u00e8 entrato in importanti collezioni internazionali sono infatti il risultato di un laborioso processo di realizzazione, innanzitutto pittorica e manuale delle varie parti, che vanno poi a plasmare i personaggi, una volta scansionate e riportare alla dimensione digitale 3D.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto di essere autodidatta in arte ha permesso a Solmi la libert\u00e0 di esplorare nuove estetiche e media che stavano entrando nella nostra societ\u00e0, ripensando il medium pittorico stesso alla luce dei conseguenti cambiamenti percettivi ed espressivi, privo dell\u2019influenza della tradizione. Stratificati riferimenti culturali e artistici sono comunque presenti nelle sue anarchiche animazioni digitali, dove va in scena un miscuglio eclettico e caotico di personaggi, <em>topoi<\/em> e costumi che intrecciano la nostra contemporaneit\u00e0 con la storia passata e recente, creando provocatori cortocircuiti. Ad animare la sua opera, un\u2019inesauribile voglia di raccontare, riattivare storie e narrazioni, interrogando per\u00f2 come siano mutate e stiano mutando le varie modalit\u00e0 da noi adottate per raccontarle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento del nostro incontro, l\u2019artista stava lavorando a una nuova serie di opere per un\u2019importante mostra sul Metaverso che si terr\u00e0 quest\u2019anno a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fra i video painting gi\u00e0 realizzati, uno presenta Elon Musk alle prese con la realizzazione di un ritratto, su iPad invece che su tela, di Kim Kardashian che posa per lui su un divano, entrambi con costumi provenienti dalla distopia del film <em>Metropolis<\/em> di Fritz Lang: i cortocircuiti storici che l\u2019artista crea rivelano significativi parallelismi e giustapposizioni anacronistiche fra realt\u00e0 passata e contemporanea, proponendo una critica senza filtri dei sistemi di comunicazione e delle relative narrazioni, modelli e valori che vengono trasmessi dalla autocrazia del digitale. Da esploratore attento di tutte le possibilit\u00e0 permesse dalle nuove tecnologie, per la medesima mostra Solmi \u00e8 andato al di l\u00e0 dei confini delle proprie cornici-schermo, per realizzare anche un carnevalesco ambiente VR, esperibile con l\u2019oculus. Parallelamente, l\u2019artista \u00e8 anche tornato, dopo anni, a lavorare con la pittura, riportando gli stessi personaggi di queste animazioni su ampie tele: in un\u2019interessante esplorazione metalinguistica e concettuale, i pixel che costituiscono i modelli nello spazio digitale, vengono minuziosamente riportati e interpretati in linee di disegno manuale che materializzano questi personaggi nella fisicit\u00e0 della tela, circondati poi da misteriosi aloni fosforescenti che accentuano la loro parvenza di \u2018manifestazioni\u2019 provenienti un\u2019altra dimensione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tipo di ricerca proposta da Solmi si rivela sicuramente rilevante in un\u2019epoca in cui il digitale si \u00e8 sempre pi\u00f9 integrato all\u2019esperienza quotidiana del mondo fisico, creando una dimensione esistenziale ibrida che trova il culmine nel concetto di Metaverso. Solmi \u00e8 sicuramente fra i pionieri di questo tipo di critica estetica, ma anche culturale e sociopolitica, che interroga come stia mutando il ruolo dell\u2019arte nelle nostre esistenze, mediate da strumenti digitali e possibilit\u00e0 di vite virtuali parallele. Al contempo, l\u2019autonomia pionieristica dell\u2019estetica dell\u2019artista ne determina un distacco totale da qualsiasi trend attuale, destinandone l\u2019apprezzamento a un pubblico di visionari, che vedono al di l\u00e0 dei cambiamenti estetici in atto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_FedericoSolmi.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_FedericoSolmi-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31738\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_FedericoSolmi-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_FedericoSolmi-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_FedericoSolmi-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_FedericoSolmi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_FedericoSolmi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_FedericoSolmi-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31740\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_FedericoSolmi-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_FedericoSolmi-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_FedericoSolmi-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_FedericoSolmi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bologna 1973Vive e lavora a New YorkStudio visit di Elisa Carollo Federico Solmi \u00e8 stato fra i pionieri di una media art che interroga la dimensione liminale fra realt\u00e0 fisica e virtuale e fra pittura e digitale, generando una critica pungente della societ\u00e0 del nostro tempo e dei relativi sistemi di controllo e potere imposti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":31736,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-31734","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31734","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31734"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31734\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31736"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}