{"id":31693,"date":"2023-04-02T09:18:45","date_gmt":"2023-04-02T07:18:45","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=31693"},"modified":"2023-04-02T09:30:08","modified_gmt":"2023-04-02T07:30:08","slug":"leonardo-devito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/leonardo-devito\/","title":{"rendered":"Leonardo Devito"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Firenze 1997<br>Vive e lavora a Torino<br>Studio visit di Francesca Disconzi e Federico Palumbo (Osservatorio Futura)<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:16px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leonardo Devito condivide uno studio (Spazio Buho) con altri artisti toscani. Firenze, dove ha passato gran parte dell\u2019adolescenza e della formazione, continua a esercitare un influsso che \u00e8 ben rintracciabile all\u2019interno dei suoi lavori. Essi sono influenzati, da una parte, dal Rinascimento e dall\u2019attitudine dell\u2019artista rinascimentale e, dall\u2019altra, dalla fascinazione per una nuova citt\u00e0, Torino, che ben bilancia la parte storica con quella pi\u00f9 underground e sperimentale. Mix che si traduce in una corrispondenza segreta tra le cose che ama e che fanno parte della sua sfera intima e autobiografica, e gli elementi storicizzati e arcaici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potremmo cos\u00ec sintetizzare il processo che porta Devito alla realizzazione dell\u2019opera: prima esiste un\u2019immagine mentale con cui egli instaura una relazione, dopodich\u00e9 inizia la pittura. Quest\u2019ultima si sviluppa in modo imprevedibile e presenta quasi sempre delle differenze rispetto all\u2019immagine iniziale; lo sviluppo narrativo, insomma, si concretizza nello sviluppo del lavoro stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Obiettivo del processo \u00e8 sempre quello di bilanciare la narrazione tramite la coesione (e non la collisione) delle parti, mischiando gli elementi in modo che assumano lo stesso peso all\u2019interno dell\u2019opera, in un duplice tentativo di glorificazione dell\u2019immagine e di smorzamento della tensione iconica e monolitica della dimensione storica. Vi \u00e8, da parte dell\u2019artista, la ricerca di una certa leggerezza nel lavoro, sia tematica che formale, che passa attraverso l&#8217;ingenuit\u00e0 e la simpatia, attributi che rifuggono al peso del tempo e del tema. Ed \u00e8 proprio questa ingenuit\u00e0 parte integrante e fondamento della pratica di Devito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le opere che egli stesso ritiene essere le meglio riuscite sono, del resto, quelle che definisce formalmente ingenue, con errori di composizione che, tuttavia, le sublimano. Da questo assioma deriva anche la scelta di rappresentare la fanciullezza, quasi fosse strumento di purificazione delle tematiche trattate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un periodo storico e culturale come quello contemporaneo, caratterizzato da tematiche di genere, ambientali, post-umane, Devito continua imperterrito nella costruzione di un immaginario personale, liberato dal peso dei dogmi di ricerca. La leggerezza e la nostalgia di fondo che aleggiano nella sua opera ci fanno dimenticare i grandi problemi della contemporaneit\u00e0 e ci immergono in una realt\u00e0 altra, trasognata e liberatoria, atemporale e a-spaziale, sintonizzandosi su un canale empatico, spesso tralasciato dal dibattito artistico attuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019elemento della fanciullezza torna nei lavori pi\u00f9 recenti e nelle ultime mostre dell\u2019artista (Torino, Londra, Napoli). In essi troviamo, tuttavia, un elemento inedito: il passaggio da una dimensione bidimensionale a una tridimensionale. Un passaggio naturale, considerato che, nella sua pittura, si evince subito una volont\u00e0 tridimensionale, data da chiaroscuri che rimandano (anche cromaticamente) alle sculture bronzee dei corridoi di Ercolano o a opere dal retrogusto classico (<em>Spaghetto a Porta Palazzo)<\/em>; viceversa, nelle sculture \u00e8 presente un\u2019impostazione bidimensionale, relegata alla visione frontale <em>(Ghost Dance)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019artista sceglie, come punto di mediazione, il bassorilievo, a cui attualmente sta dedicando maggior tempo, come dimostrano le opere <em>Due fratelli<\/em> o, ancora, <em>Mamma sgrida figlio che guarda troppa tv<\/em>. Esso viene quindi inteso come ponte ideale e ben riuscito tra la (falsa) profondit\u00e0 dell\u2019immagine bidimensionale e quella scultorea e installativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Devito sa che non ci si pu\u00f2 mai dire giunti a un livello stabile e definitivo. Ci\u00f2 porta a un\u2019interrogazione costante sul grado di maturit\u00e0 del suo lavoro. In effetti, attingendo a mani larghe da una dimensione cos\u00ec connotata e al contempo giocata sulla sfera personale e quotidiana, il rischio pi\u00f9 grande potrebbe essere quello di cadere nella retorica. Inoltre, l&#8217;ingenuit\u00e0 potrebbe essere letta come una mancanza di profondit\u00e0, che si riflette, in particolare, nei lavori pi\u00f9 piccoli e grezzi, perch\u00e9 figli dell\u2019impulsivit\u00e0 e, indubbiamente, spontanei e liberatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La versatilit\u00e0 che caratterizza i suoi lavori, per\u00f2, dal punto di vista formale e di scelta del medium, nonch\u00e9 la declinazione della sua poetica in cicli molto diversi ma coerenti tra loro, rappresentano i veri punti di forza della ricerca dell\u2019artista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31697\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/b_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>foto Davide D&#8217;Ambra<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31699\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/c_LeonardoDevito_foto-di-Davide-D_Ambra.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>foto Davide D&#8217;Ambra<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze 1997Vive e lavora a TorinoStudio visit di Francesca Disconzi e Federico Palumbo (Osservatorio Futura) Leonardo Devito condivide uno studio (Spazio Buho) con altri artisti toscani. 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