{"id":31524,"date":"2023-03-29T09:00:00","date_gmt":"2023-03-29T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=31524"},"modified":"2023-03-28T10:24:16","modified_gmt":"2023-03-28T08:24:16","slug":"loredana-longo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/loredana-longo\/","title":{"rendered":"Loredana Longo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Catania 1967<br>Vive e lavora a Milano<br>Studio visit di Lorenzo Madaro<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Loredana Longo realizza la maggior parte dei propri lavori negli spazi in cui agisce, sia per le mostre che per il lavoro legato alla performance. Al centro di tutto c\u2019\u00e8 un\u2019estetica della distruzione, che da circa vent\u2019anni contrassegna il suo impegno legato alla scultura, all\u2019installazione e all\u2019azione. Nella casa-studio di Milano, dalle cui grandi vetrate si vede un paesaggio post-industriale, vive a stretto contatto con alcuni suoi lavori iconici: la scultura <em>Victory<\/em>, un tappeto e altri progetti. <em>Estetica della distruzione<\/em> \u00e8 anche il titolo di una delle sue prime mostre personali a Catania nel 2005, una delle fasi d\u2019avvio di una attivit\u00e0 frenetica, plurale, perch\u00e9 Loredana Longo \u00e8 una donna e un\u2019artista piena di energie. Tra le mostre pi\u00f9 significative, <em>My Own War<\/em> alla Gam di Palermo nel 2014; <em>Piedediporco<\/em>,del 2018, nella sede della Galleria Pantaleone (a Francesco Pantaleone \u00e8 legata ormai da un profondo sodalizio); <em>Creative Executions<\/em>, performance prodotta da Officine Saffi nel 2019; <em>Break<\/em>, da Montoro 12 Gallery a Bruxelles, doppia personale con Serena Fineschi a cura di Marina Dacci, tra le pi\u00f9 attente voci critiche italiane, che tra l\u2019altro ha sempre letto con particolare sensibilit\u00e0 (e \u201cverit\u00e0\u201d) il lavoro dell\u2019artista catanese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha investigato la ricerca di Loredana Longo sa che \u00e8 artista dirompente, capace di relazionarsi di volta in volta con discordanti materie e processi creativi mediante una prestanza singolare, che unisce dialetticamente vigore e progetto, forza fisica a materiali insieme soavi ed energici, includendo nel processo creativo il ruolo contemplativo del pubblico partecipante, come rivelano le immagini delle sue performance. In una dicotomica relazione persistente tra opposti, si sono sviluppate anche le performance recenti, dando l\u2019occasione all\u2019artista di concepire interventi processuali e \u2013 di conseguenza \u2500 sculture strettamente connesse con la sua riflessione a maglie larghe dedicata ai paradossi del presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni volta Longo \u00e8 stata in grado di relazionarsi con impegno al contesto in cui ha agito, dialogando dialetticamente e mutando di volta in volta dettagli e messe in scena, perch\u00e9 il suo lavoro \u00e8 anche una macchina scenica, un processo di trasformazione costante dei suoi stessi processi, com\u2019\u00e8 accaduto anche nel prodigioso scenario dei trulli della Valle d\u2019Itria, nell\u2019estate del 2019, in cui l\u2019artista ha proiettato la sua paradigmatica parola <em>Victory<\/em> sull\u2019esaltante groviglio di fumo, un istante dopo l\u2019esplosione di decine di tubi in argilla fresca preparati da un artigiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La costellazione di frammenti ceramici che si compone dopo ogni performance evidenzia il \u201cpost war\u201d di un campo di battaglia: brandelli ripiegati su s\u00e9 stessi, bucati, violentati da un\u2019esplosione con risultati inaspettati e \u2013 soprattutto \u2013 imprevedibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rinunciando alle immagini o all\u2019espressione verbale, che hanno caratterizzato buona parte del suo lavoro, Longo indaga spesso la struttura autosufficiente della forma, le sue abrasioni, le sue parti concave e convesse, le escoriazioni e le penetrazioni della materia nella materia stessa dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal caos primigenio sono nate nuove forme. I suoi sono reperti di un mondo distrutto e che, nonostante tutto, respira, resiste, come alcuni materiali provenienti dalla vita vera, dal contesto domestico, come per esempio i tappeti, che sono tra i lavori pi\u00f9 interessanti degli ultimi anni. \u00c8 un ciclo ancora in corso, <em>Carpets<\/em>. Segnando con il fuoco la superficie morbida dei tappeti, traccia parole, frasi premonitorie, accentuando l\u2019impiego della scrittura \u2013 che \u00e8 parte integrante del suo discorso da moltissimi anni \u2013, trasformando la morfologia plastica e compositiva del supporto per tracciare una categorica asserzione. Indissolubilmente legato a un impegno di natura teorica e politica, il ciclo <em>Carpets<\/em> accoglie frasi come <em>Don\u2019t Ask, Don\u2019t Tell<\/em>, <em>Change Is the Law of Life<\/em> e <em>I Have a Dream<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una intuizione poetica guida tutto il suo lavoro, che \u00e8 rivelatore anche di un\u2019attitudine aperta, quella di un\u2019artista che in questi anni ha intercettato linguaggi dissimili, adottando talvolta anche il disegno e la pittura. La forza intrinseca del suo lavoro appartiene proprio a questa pluralit\u00e0, che rischia a volte di esprimersi come caotica e non sistematica. Invece, quello che potrebbe essere letto come un punto a sfavore \u00e8 proprio l\u2019assiduit\u00e0 di tale attitudine, che vede Loredana Longo accantonare e poi riprendere un discorso, scivolando perennemente su pi\u00f9 fronti del proprio archivio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ideologia dell\u2019aggressivit\u00e0 che appartiene al nostro tempo, alla cronaca in atto, entra prepotentemente nell\u2019immaginario sondato da Longo. Emerge una prossemica della sensualit\u00e0, perch\u00e9 il suo gesto, anche quando volutamente violento, si muove in una polarit\u00e0 estetica-erotica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_LoredanaLongo.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_LoredanaLongo-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31529\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_LoredanaLongo-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_LoredanaLongo-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_LoredanaLongo-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_LoredanaLongo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_LoredanaLongo.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_LoredanaLongo-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31531\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_LoredanaLongo-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_LoredanaLongo-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_LoredanaLongo-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_LoredanaLongo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Catania 1967Vive e lavora a MilanoStudio visit di Lorenzo Madaro Loredana Longo realizza la maggior parte dei propri lavori negli spazi in cui agisce, sia per le mostre che per il lavoro legato alla performance. 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