{"id":31442,"date":"2023-03-26T09:00:00","date_gmt":"2023-03-26T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=31442"},"modified":"2023-03-24T17:47:12","modified_gmt":"2023-03-24T16:47:12","slug":"francesco-surdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/francesco-surdi\/","title":{"rendered":"Francesco Surdi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partinico 1986<br>Vive e lavora ad Alcamo<br>Studio visit di Daniela Bigi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una recente personale nel grande capannone di Haus der Kunst, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, mi d\u00e0 l\u2019occasione per incontrare un artista che lavora da anni nel tessuto palermitano, ma che per un\u2019indole riservata non si pu\u00f2 dire che vada a caccia di continue occasioni espositive. Piuttosto, si concentra nel lavoro in studio, adottando una metodologia che fa del caso un valido co-autore, in una accezionalit\u00e0 ampia, che pu\u00f2 andare dagli effetti dei fenomeni atmosferici agli esiti prodotti dalla manomissione degli strumenti operativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua formazione \u00e8 legata alla pittura (Accademia Abadir di San Martino alle Scale e Accademia di Belle Arti di Palermo) e tra le frequentazioni pi\u00f9 assidue c\u2019\u00e8 la cerchia di artisti che nel corso del tempo si \u00e8 riunita intorno a Zelle e poi a Van Holden Studio, spazi-progetto fondati da Federico Lupo. Da qualche anno \u00e8 componente attivo della piattaforma curatoriale Landscape, impegnata in una valorizzazione territoriale che punta a integrare arte contemporanea, tradizioni locali e nuove forme di insegnamento. Di recente con Landscape ha anche co-diretto il Museo d\u2019arte contemporanea di Alcamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se lo studio di Francesco Surdi racconta del suo incessante disegnare, stampare, plasmare, calcare, la personale rarefatta da Haus der Kunst rivela le componenti pi\u00f9 concettuali del suo lavoro, nonch\u00e9 l\u2019esigenza di sedimentare, isolare e allo stesso tempo comporre e agglomerare a partire dall\u2019energia evocativa di una matrice. La mostra permette inoltre di comprendere uno dei cardini della sua poetica, ossia la questione, e fors\u2019anche l\u2019emozione, legata all\u2019origine dei segni e al configurarsi delle forme, nella materia cos\u00ec come nell\u2019immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I suoi frottage o i calchi di quelle porzioni di oggetti che colpiscono la sua sensibilit\u00e0, la sua memoria o semplicemente inducono un\u2019idea di paesaggio, hanno a che fare con l\u2019indugiare \u2018meravigliato\u2019 in quel terreno di inganno immaginifico in cui natura e artificio \u2013 per semplificare \u2013 convivono senza soluzione di continuit\u00e0 in un indisgiungibile divenire. Penso in particolare a una scultura che \u00e8 presente in mostra e che ha una sua omologa in studio. Un conglomerato di argilla e poliuretano che a partire dal calco di un ingranaggio di un motore \u00e8 stato poi colorato con cromie pastello ed esposto all\u2019azione delle intemperie. A guardarlo da vicino, dopo le trasformazioni subite e con quelle ancora in essere, potrebbe rimandare a una porzione corporea, o a un elemento di un paesaggio marino, o a un relitto, un tronco spiaggiato, ma in realt\u00e0 non \u00e8 nulla di tutto questo, oppure magari ne \u00e8 la somma. Non c\u2019\u00e8 mimesi, non c\u2019\u00e8 narrazione, non c\u2019\u00e8 retorica ecologista seppure tutto prenda avvio da oggetti o immagini residuali. Semmai, c\u2019\u00e8 il tentativo di comprendere pi\u00f9 a fondo i comportamenti delle specie e l\u2019interrogarsi sul\u2018formarsi delle forme\u2019 nel cuore del nostro tempo. Ma non ci sono didascalie, non troviamo quegli indizi che ci permetterebbero di comprendere da quale regno (animale, vegetale, minerale, industriale, elettronico) provengano quei grumi plastici o segnici che spesso prendono il ritmo della serie. C\u2019\u00e8 un\u2019indefinitezza che \u00e8 un risultato, ma che ancor prima vuole essere un assunto. Si avverte lo sgomento della perdita ma anche, oggi pi\u00f9 che in passato, l\u2019entusiasmo della trasformazione. Nel suo \u00abritorno all\u2019organico\u00bb non c\u2019\u00e8 nostalgia, non c\u2019\u00e8 na\u00efvete e non ci sono gli stereotipi del pensiero diffuso; c\u2019\u00e8 concentrazione sulle questioni dell\u2019oggi, del domani, sul paesaggio; studio, tensione, proiezione. Avverto il dilemma del voler vivere il proprio tempo in modo totalizzante ma anche la consapevolezza del non poterlo, anzi, del non volerlo sintetizzare in forme definitorie, e tantomeno rappresentative. La sua indipendenza riesce a creare un\u2019attesa, e questo \u00e8 un valore; il suo \u2018formare\u2019 \u00e8 il riflesso di un inquieto interrogare, non vi \u00e8 nulla di prometeico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forza del lavoro di Surdi, che qualcuno potrebbe anche leggere come debolezza, risiede nell\u2019indeterminatezza e in quel suo accogliere l\u2019opera come forma vivente tra i viventi. E se la dialettica tra la levigatezza mimetica e il non finito di alcune sculture del passato rischiava di condurre a una contemplazione statica della morte, i processi operativi di oggi testimoniano di uno slancio conoscitivo pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 acuto, che meglio restituisce la sua tensione etica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_FrancescoSurdi_foto-Leonardo-Ruvolo.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_FrancescoSurdi_foto-Leonardo-Ruvolo-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31454\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_FrancescoSurdi_foto-Leonardo-Ruvolo-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_FrancescoSurdi_foto-Leonardo-Ruvolo-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_FrancescoSurdi_foto-Leonardo-Ruvolo-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_FrancescoSurdi_foto-Leonardo-Ruvolo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption>Foto Leonardo Ruvolo<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_FrancescoSurdi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_FrancescoSurdi-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31456\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_FrancescoSurdi-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_FrancescoSurdi-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_FrancescoSurdi-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_FrancescoSurdi-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_FrancescoSurdi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partinico 1986Vive e lavora ad AlcamoStudio visit di Daniela Bigi Una recente personale nel grande capannone di Haus der Kunst, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, mi d\u00e0 l\u2019occasione per incontrare un artista che lavora da anni nel tessuto palermitano, ma che per un\u2019indole riservata non si pu\u00f2 dire che vada a caccia di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":31452,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-31442","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31442"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31442\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}