{"id":31397,"date":"2023-03-22T09:00:00","date_gmt":"2023-03-22T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=31397"},"modified":"2023-03-21T20:38:29","modified_gmt":"2023-03-21T19:38:29","slug":"barbara-bonfilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/barbara-bonfilio\/","title":{"rendered":"Barbara Bonfilio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Belvedere Marittimo 1969<br>Vive e lavora a Sant\u2019Agata di Esaro e a Firenze<br>Studi visit di Marcello Francolini<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penetrando nel Pollino, tra boschi meticci di lembi e antichi arroccamenti, si giunge a Sant\u2019Agata di Esaro, in cima a una valle sul cui letto scorre l\u2019omonimo fiume. \u00c8 cos\u00ec dunque che a entrare nello studio di Barbara Bonfilio sembra di lasciare la realt\u00e0 per un attimo sospesa fuori la porta. Uno studio che definirei subito <em>extra moenia<\/em>, nel senso di porsi fuori dall\u2019epicentro dei materiali contemporanei su cui viene improntata una certa ricerca odierna. Tutto, qui, \u00e8 concreato da ci\u00f2 che resta di recondito di una pittura coltivata come un mestiere antico, quasi in analogia con un certo monachesimo basiliano le cui tracce mi restano ancora evidenti lungo il tragitto che mi ha condotto in questo luogo. Figure di donne o personificazioni di concetti, sono tutte riunite quasi in una muta assemblea. \u00c8 un antro di muse, tutte filiformi addensandosi insieme ai loro fondi dentro ogni quadro, che, come realt\u00e0 autonoma, sussiste contemporaneamente ai mei occhi. A posare lo sguardo singolarmente su ognuna di esse, ci\u00f2 che colpisce \u00e8 un segno lampante, una linea di contorno decisa e tirata d\u2019un tratto che si pone come il prerequisito logico affinch\u00e9 affiori tanto la figura quanto lo sfondo. In questo senso \u00e8 pi\u00f9 come un\u2019incisione a pennello, una pittura grafica, scarnificata fino al livello del disegno, eppure per cos\u00ec dire pi\u00f9 immateriale della pittura stessa, quasi iconica, per come intendevano quei bizantini, la presentazione di un corpo direttamente spiritualizzato. Che corpi sono questi di <em>Donna con i fiori blu<\/em> (2022), <em>Donna con i fiori viola<\/em> (2022), <em>Donna con i fiori rossi <\/em>(2022). Ognuno dei visi, come uno specchio, riflette i colori dei petali, come se entrambi stessero denotando dei generali moti dell\u2019animo, le cui relazioni si estendono ulteriormente agli attributi animali del capriolo, del cigno e dell\u2019elefante secondo antiche zoomorfie cosmiche. Se tutto \u00e8 esperito come una complessa mappa di pensieri disseminati sulla bidimensionalit\u00e0 della tela, allora come in ogni linguaggio rabdomantico, criptico o simbolico ogni particolare interviene ad aumentare i significati, mai per\u00f2 del tutto definiti, ma continuamente rivedibili all\u2019occhio che li visita. D\u2019altronde la stessa artista conferma alcuni suoi interessi verso la psicologia archetipa di James Hillman, che portando avanti alcune posizioni avanzate negli anni Trenta da Jung, definisce gli archetipi come immagini assiomatiche a cui ritorniamo continuamente per riformularci le nostre teorie sulla vita e sul mondo. \u00c8 cos\u00ec che, attraverso queste figure-archetipe, la Bonfilio cerca di riconnetterci a quelle \u201combre universali\u201d dell\u2019inconscio collettivo, ospitate all\u2019interno di un giardino, che ridonda in ogni lavoro di quest\u2019ultimo biennio, metafora del luogo proprio della mente in cui rimodulare, rivedere e riformulare la nostra esperienza. Da questa gestazione vengono fuori opere come <em>Il sogno sacro<\/em> (2020) o <em>Alter ego<\/em> (2021), o ancora un <em>Autoritratto in veste di Fida<\/em> (2021) o <em>Il sole rosa<\/em> (2022) in cui tutto sembra filtrare da una sottile azione concettuale del ritrarsi e del protrarsi. Distanziazione e avvicinamento, che serve cos\u00ec alla Bonfilio per raffigurare qualcuno come qualcosa e s\u00e9 stessa come altro o qualcosa. Possiamo cos\u00ec dire che l\u2019attitudine al ritratto di questa singolare ricerca si evidenzia, infine, come occasione di fare della soggettivit\u00e0 uno spazio non-oggettivo. Su questa strada sarebbe doveroso per l\u2019artista scandagliare pi\u00f9 vie e variare maggiormente la sua ricerca, che resistendo entro una \u2018pittura pura\u2019, deve lasciar squillare le policromie espressive che sono tutte potenzialmente covate nei suoi toni. In conclusione, \u00e8 questa di Barbara Bonfilio una ricerca di tipo simbolico che assume le figure nella loro qualit\u00e0 di archetipo. Le pose, gli attributi, i particolari del paesaggio, ogni elemento si dispone alla relazione con l\u2019altro, ma non v\u2019\u00e8 una consequenzialit\u00e0 narrativa, tutto \u00e8 disposto liberamente per essere ogni volta ridefinito.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_BarbaraBonfilioo_Autoritratto-con-occhio-bendato-2021.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"977\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_BarbaraBonfilioo_Autoritratto-con-occhio-bendato-2021-1024x977.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31401\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_BarbaraBonfilioo_Autoritratto-con-occhio-bendato-2021-1024x977.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_BarbaraBonfilioo_Autoritratto-con-occhio-bendato-2021-300x286.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_BarbaraBonfilioo_Autoritratto-con-occhio-bendato-2021-768x733.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_BarbaraBonfilioo_Autoritratto-con-occhio-bendato-2021.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_BarbaraBonfilio_foto-Barbara-Maria-Seti.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"977\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_BarbaraBonfilio_foto-Barbara-Maria-Seti-1024x977.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31403\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_BarbaraBonfilio_foto-Barbara-Maria-Seti-1024x977.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_BarbaraBonfilio_foto-Barbara-Maria-Seti-300x286.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_BarbaraBonfilio_foto-Barbara-Maria-Seti-768x733.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_BarbaraBonfilio_foto-Barbara-Maria-Seti.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Foto Barbara Maria Seti<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Belvedere Marittimo 1969Vive e lavora a Sant\u2019Agata di Esaro e a FirenzeStudi visit di Marcello Francolini Penetrando nel Pollino, tra boschi meticci di lembi e antichi arroccamenti, si giunge a Sant\u2019Agata di Esaro, in cima a una valle sul cui letto scorre l\u2019omonimo fiume. \u00c8 cos\u00ec dunque che a entrare nello studio di Barbara Bonfilio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":31399,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-31397","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31397"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31397\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}