{"id":31352,"date":"2023-03-18T09:00:00","date_gmt":"2023-03-18T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=31352"},"modified":"2023-03-17T15:27:03","modified_gmt":"2023-03-17T14:27:03","slug":"matteo-sanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/matteo-sanna\/","title":{"rendered":"Matteo Sanna"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">San Gavino Monreale 1984<br>Vive e lavora a Guspini<br>Studio visit di Nicolas Martino<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Matteo Sanna, artista autodidatta, \u00e8 nato in Sardegna ma ha lasciato l&#8217;isola piuttosto presto. Ha lavorato e vissuto a Napoli, Roma e Milano, prima di tornare in un piccolo paese nei pressi delle miniere di Montevecchio. Ha iniziato il suo percorso facendo l\u2019assistente di galleria, entrando cos\u00ec da subito in contatto con il sistema dell\u2019arte, e oggi lavora con diverse gallerie in Italia e all\u2019estero facendo la spola tra la sua isola e l&#8217;Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando con Matteo delle ragioni del suo lavoro, e guardando con attenzione le opere nel suo studio, viene quasi subito da pensare a Sergio Atzeni, uno degli scrittori che con Giulio Angioni e Salvatore Mannuzzu ha dato vita alla<em> nouvelle vague<\/em> della letteratura sarda, scoperto nei primi anni Novanta dalla Sellerio e oggi tradotto in diverse lingue. In particolare, viene in mente il suo ultimo romanzo, <em>Il quinto passo \u00e8 l&#8217;addio<\/em>, dove lo scrittore racconta il rapporto conflittuale con la sua terra d\u2019origine e la difficolt\u00e0 di lasciarla per inseguire il desiderio di scrivere. Sanna sembra essere attraversato dallo stesso spirito, che lo ha portato a \u2018scappare\u2019 dal suo luogo d\u2019origine per poi tornare indietro, una volta cresciuto, ma con la valigia sempre pronta. In Matteo questa relazione conflittuale con la madre (ovvero quell\u2019isola che sembra quasi un continente) a cui si \u00e8 legati da un amore tanto viscerale che rischia di soffocare, diventa, pi\u00f9 in generale, un lavoro analitico sulle origini, la casa, la memoria e l\u2019identit\u00e0 di ciascuno di noi. Forse non \u00e8 un caso che nel suo percorso artistico le occasioni espositive in Sardegna siano state davvero molto poche, a fronte di un lavoro svolto prevalentemente in giro per il mondo. Come se \u2013 al di l\u00e0 delle oggettive difficolt\u00e0 \u2013 Sanna intuisse il pericolo di una relazione con ci\u00f2 che ama e odia allo stesso tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo ormai quasi ventennale percorso, Matteo ha utilizzato diversi mezzi espressivi, dall\u2019installazione alla scultura, dalla fotografia alla ceramica, per arrivare pi\u00f9 recentemente a una pittura lirica che si risolve soprattutto in lavori di dimensioni contenute, ma cariche di una forte tensione poetica ed espressiva. Per capire meglio il senso del suo lavoro conviene fare riferimento a una sua opera del 2010 dal titolo <em>Comfortably Numb (Death to the People of Lot)<\/em>: si tratta di una casa ricostruita come una tipica villetta americana, un luogo che \u00e8 allo stesso rifugio sicuro e luogo di oppressione ed emarginazione. La discriminazione di ci\u00f2 che non \u00e8 omologato inizia nella vita privata di ognuno di noi, per poi moltiplicarsi a livello sociale e politico. La paura di ci\u00f2 che \u00e8 \u2018differente\u2019 \u00e8 strettamente legata a un rimosso che rimanda ai nostri affetti, spesso alla nostra infanzia e quindi a una ferita domestica o, potremmo anche dire, biopolitica. Di qui l\u2019indagine a tutto campo sulla memoria, individuale e collettiva, che per Matteo diventa anche cicatrizzazione della ferita attraverso un\u2019elaborazione poetica che fa della ruggine, della polvere, del frammento, il segno di un\u2019elaborazione analitica restituita sulla materialit\u00e0 dell\u2019opera. Materia che frequentemente rimanda al rapporto con l\u2019origine, come nelle ceramiche, che recuperano una tradizione artigianale del suo paese natale, ma che Sanna restituisce volutamente imperfette (e fragili, come un fraintendimento), o come nelle pitture acquatiche e sabbiose, realizzate con gli elementi naturali di un territorio geologicamente unico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello studio \u00e8 possibile vedere i lavori in preparazione per la prossima personale che si terr\u00e0 da NM Contemporary, intitolata <em>Ladro di fiori<\/em> e tutta giocata su un\u2019ultima produzione pittorica. Sanna, soprattutto in questi lavori, riesce ad arrivare a una sintesi di grande efficacia nella quale la memoria personale e collettiva si fa espressione poetica che guarisce, senza che per\u00f2, le tracce della malattia che ci ha colpito spariscano del tutto. Anzi, sono proprio queste tracce il segno di una consapevolezza profonda: non si guarisce mai e non si esce mai dalla lingua nella quale siamo compresi. Anche per questo sarebbe importante che Matteo Sanna riuscisse a trovare altre occasioni espositive importanti proprio in Sardegna.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_MatteoSanna.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_MatteoSanna-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31357\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_MatteoSanna-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_MatteoSanna-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_MatteoSanna-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/b_MatteoSanna.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_MatteoSanna_foto-Lorenzo-Cabib.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_MatteoSanna_foto-Lorenzo-Cabib-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31361\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_MatteoSanna_foto-Lorenzo-Cabib-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_MatteoSanna_foto-Lorenzo-Cabib-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_MatteoSanna_foto-Lorenzo-Cabib-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/c_MatteoSanna_foto-Lorenzo-Cabib.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption>Foto Lorenzo Cabib<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Gavino Monreale 1984Vive e lavora a GuspiniStudio visit di Nicolas Martino Matteo Sanna, artista autodidatta, \u00e8 nato in Sardegna ma ha lasciato l&#8217;isola piuttosto presto. 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