{"id":30983,"date":"2023-02-28T09:00:00","date_gmt":"2023-02-28T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=30983"},"modified":"2023-02-27T15:55:48","modified_gmt":"2023-02-27T14:55:48","slug":"lamberto-teotino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/lamberto-teotino\/","title":{"rendered":"Lamberto Teotino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Napoli 1974<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Roma<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di Daniela Trincia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in una delle vie principali del rione Monti che Lamberto Teotino ha scelto di sistemare il suo organizzato e molto curato studio (fino a non molto tempo fa, anche abitazione). Nonostante i natali napoletani e alcune inflessioni venete, \u00e8 \u2018romanissimo\u2019, cresciuto da una nonna stampo \u2018sora Lella\u2019. Inserito nel volume <em>The New Collectible Art Photography<\/em> di Susan Zadeh (2013), tra gli artisti che nel decennio hanno indagato l\u2019immagine fotografica in modo nuovo e originale; vincitore del Premio Combat con l\u2019opera <em>Mary Shelley<\/em> (2013), nel 2018 ha presentato, alla Galleria Nazionale di Roma, il video <em>Surrendering<\/em>, con le musiche di Ennio Morricone e, nel 2021, ha partecipato alla mostra <em>The Families of Man<\/em> al Museo Archeologico di Aosta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Brevissimo elenco della sua pi\u00f9 recente attivit\u00e0 che attesta come sia un artista \u2018a met\u00e0\u2019. Sebbene nasca come pittore (con una formazione prima al liceo artistico, poi all\u2019accademia di belle arti), tuttavia \u00e8 fotografo &#8211; ma non fotografo; videoartista &#8211; ma non videoartista; performer &#8211; ma non performer, essenzialmente impegnato in una ricerca sull\u2019immagine. Non astratto, radicalmente figurativo (agli esordi ha molto risentito dell\u2019influenza di Bacon), e profondamente concettuale, ben presto ha focalizzato che le tematiche da lui affrontate riguardavano una \u00abdimensione aliena \/ fantascientifica\u00bb. Visione che meglio si esprime con la tecnica fotografica e il video, perch\u00e9 il digitale si presta alla ricerca che intende affrontare per la sua prospettiva futuristica. Dopo essere passato da un\u2019analisi sull\u2019identit\u00e0, e quindi sulla body art, ha percepito che a interessarlo \u00e8 una dimensione altra, non terrena, dapprima ottenuta attraverso fermo-immagini dei video da lui girati, poi attingendo direttamente dal web. Quindi, utilizzando le diverse tecniche artistiche, lungamente studiate e indagate, le ha attraversate e fuse mediante l\u2019uso della fotografia, della quale, per\u00f2, ha superato la griglia che condiziona lo stesso strumento fotografico (tempi di esposizione, messa a fuoco, diaframma), utilizzandolo alla stessa stregua di un pennello con i tre colori primari, potendone sfruttare le infinite combinazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito, proprio dalla visione di migliaia di immagini di archivio, passando dal colore al bianco e nero, ha individuato quello scarto magico, l\u2019enigma, dentro il quale si apre un intero mondo. Da una errata piegatura della carta, deriva un\u2019immagine altra (<em>Sistema di riferimento monodimensionale<\/em>)che, nello spostamento di contorni e spazi di una fotografia, e muovendosi in quella porzione di immagine nascosta, crea un fastidio visivo che obbliga a una visione pi\u00f9 attenta, alla formulazione di diversi interrogativi e, al tempo stesso, torna alla monodimensione, all\u20191D che, per sua definizione, \u00e8 completamente differente dal 3D.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente la sua indagine \u00e8 costantemente rivolta sull\u2019immagine che non c\u2019\u00e8, sull\u2019assenza, ma anche sulla presenza di un\u2019apertura, dopo i lavori raccolti sotto il titolo <em>1816<\/em>. Un anno singolare e quanto mai emblematico: un anno senza estate, con distruzione di raccolti, morte di bestiame, diffusione di epidemie, alti livelli di cenere nell\u2019atmosfera che costrinsero le persone a rimanere chiuse in casa; dal web, ha individuato ritratti a olio realizzati durante quell\u2019anno e, in essi, ha distinto dettagli di parti rovinate; ingrandendoli, li ha presentati sotto forma di stampa artistica, fondendo e sovrapponendo due tecniche che, a una pi\u00f9 attenta visione, dichiarano la loro diversit\u00e0. Ora si sta dedicando a una ricerca sul video di archivio, con <em>First Experiment on Failure of Quantum Gravity<\/em>, filmati che riproducono all\u2019infinito degli esercizi fisici, e con <em>Surrendering<\/em>, video ripresi dal dark web dove l\u2019uomo sfoga la sua cattiveria sugli animali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019utilizzo di immagini dal web di epoche passate, in bianco e nero, oltre a suscitare un immediato senso di nostalgia, appare come una prassi consumata, finanche smagliata, dall\u2019ampio uso che gi\u00e0 negli anni Novanta del secolo scorso ne fu fatto. Inoltre, l\u2019impiego di determinate fotografie, fa apparire i suoi lavori politicamente impegnati. In realt\u00e0 sono le trappole artistiche che Lamberto Teotino dissemina. Innanzi tutto, perch\u00e9 ci\u00f2 che maggiormente lo interessa \u00e8 che le sue opere possano suscitare uno spostamento percettivo, far cogliere la magia, provocare una reazione, offrire aperture, un tempo sospeso. Quindi, una ricerca sull\u2019archivio che ha dato sostanza a un <em>corpus<\/em> di lavori, realizzato in un arco di dieci anni, perfettamente racchiuso in quella che lo stesso Teotino ha definito <em>The Trilogy of Archive<\/em>: tre distinti gruppi di opere che partono dall\u2019indagine di fotografie in bianco e nero, nel quale ha inserito anche l\u2019aspetto installativo e performativo, all\u2019esame di immagini di dipinti d\u2019epoca per concludersi con una ricerca del video.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_LambertoTeotino_ritratto.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_LambertoTeotino_ritratto-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30988\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_LambertoTeotino_ritratto-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_LambertoTeotino_ritratto-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_LambertoTeotino_ritratto-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_LambertoTeotino_ritratto.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_LambertoTeotino_studio.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_LambertoTeotino_studio-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30990\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_LambertoTeotino_studio-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_LambertoTeotino_studio-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_LambertoTeotino_studio-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_LambertoTeotino_studio.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli 1974 Vive e lavora a Roma Studio visit di Daniela Trincia \u00c8 in una delle vie principali del rione Monti che Lamberto Teotino ha scelto di sistemare il suo organizzato e molto curato studio (fino a non molto tempo fa, anche abitazione). 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