{"id":30923,"date":"2023-02-24T09:00:00","date_gmt":"2023-02-24T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=30923"},"modified":"2023-02-23T10:35:35","modified_gmt":"2023-02-23T09:35:35","slug":"serena-fineschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/serena-fineschi\/","title":{"rendered":"Serena Fineschi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siena 1973<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Siena e a Bruxelles<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di Angel Moya Garcia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Serena Fineschi ha studiato presso l&#8217;Istituto d&#8217;arte Duccio di Boninsegna di Siena, ha proseguito la sua formazione in Grafica a Siena, Firenze e Milano e ha studiato Storia dell&#8217;arte contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 di Siena. \u00c8 tra le fondatrici del progetto nomade Grand Hotel, dell\u2019associazione culturale Fondaco e dell\u2019associazione culturale MODO asbl.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro dell\u2019artista si fonda sullo studio della storia della pittura ed \u00e8 caratterizzato da una costante ricerca sulla materia attraverso il metodo della sottrazione, in cui la ricorrente presenza fisica del suo corpo travalica i tradizionali processi performativi. In particolare, la sua ricerca \u00e8 permeata da quattro ambiti di intervento come campi di azione: corpo, memoria, tempo, paesaggio e l\u2019attenzione nei confronti della societ\u00e0, che definisce decadente, i quali si intrecciano senza soluzione di continuit\u00e0, si accavallano e si sovrappongono nella ideazione, configurazione e formalizzazione di ogni singolo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esiste motivo per voler trovare parallelismi o corrispondenze con correnti di pensiero o strutture formali del contemporaneo, anzi, gran parte del suo sguardo si orienta verso il passato e, in particolare, verso il Trecento senese o verso la pittura fiamminga. In questo senso, desacralizza senza presunzione i maestri del passato attraverso una riflessione sulla pittura che si declina in omaggi ironici, rimandi rovesciati, linguaggi viscerali, fisici e violenti o richiami estremamente delicati e sofisticati. I fondi oro dell\u2019<em>Annunciazione<\/em> di Simone Martini e Lippo Memmi si attualizzano nelle carte luccicanti e dorate dei Ferrero Rocher; la <em>Battaglia di San Romano<\/em> di Paolo Uccello diventa una raffica di proiettili di carta masticata sparata con una cerbottana; La <em>Madonna della Misericordia<\/em> di Piero della Francesca o la <em>Madonna dell\u2019Umilt\u00e0 <\/em>di Masaccio, si riconfigurano unendo tecniche antiche (in questo caso l\u2019acquaforte) con la contemporaneit\u00e0 dell\u2019inchiostro a penna Bic; Duccio di Boninsegna o Taddeo di Bartolo vengono richiamati attraverso la corrispondenza con le dimensioni dei lavori originali e la realizzazione delle cornici \u2500 disegnate dall\u2019artista \u2500 \u00e8 ad opera degli artigiani locali con i metodi trecenteschi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo momento Fineschi sta lavorando a un libro che raccoglie la sua ricerca degli ultimi dieci anni attraverso una narrazione non temporale, bens\u00ec per affinit\u00e0, per collegamenti, per suggestioni tra i vari lavori. Parallelamente sta portando avanti una serie di stampe serigrafiche incentrate sulle parole non dette (della serie <em>Sonata muta<\/em>), sulle frasi che avrebbe voluto rivolgere a qualcuno e che non ha mai trovato il coraggio di esprimere, soffermandosi sulla cadenza e sul ritmo delle pause e ribadendo il silenzio, inteso come suono, di queste frasi. Un\u2019altra serie (<em>Forme di desiderio<\/em>), \u00e8 legata al desiderio intimo e segreto contenuto nel gesto di tirare monetine in una fontana, che diviene, di fatto, depositaria di sogni, aspirazioni, speranze che rasentano l\u2019utopia. Qui, il desiderio si fa tangibile attraverso la pressione del corpo dell\u2019artista, palesando nuove possibilit\u00e0 di compimento. Infine, Fineschi continua a esperimentare sulla serie <em>Ingannare l\u2019attesa<\/em>, in cui il tempo improduttivo diventa tempo produttivo attraverso una serie di scarabocchi realizzati sempre in determinati momenti di attesa, segni circolari insistenti e continuativi che si plasmano sulla carta, ripetizioni sovrapposte che diventano viaggi fisici e mentali nei tempi sospesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente il retaggio culturale del luogo di origine pervade e si impossessa del suo lavoro, creando ombre o fantasmi che potrebbero offuscare un affondamento incisivo dell\u2019artista nel presente. In realt\u00e0, ci troviamo di fronte a un modo di operare estremamente raffinato, colto, sensibile e strutturato. Una ricerca coerente, sistematica e acuta in cui i riferimenti diventano un omaggio lontano, inafferrabile e sottinteso che immediatamente si dissolve per lasciare il campo al presente, mai ignorato d\u2019altra parte. E proprio il lavoro sul corpo, su quel che rimane, consegna tracce, memorie e impronte in cui emerge un rapporto viscerale con la materia e con il presente attraverso il gesto, che diviene assunzione di responsabilit\u00e0, urgenza condivisa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30928\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto-683x1024.jpg 683w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto-768x1152.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><figcaption>foto Elena Foresto<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30930\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto-683x1024.jpg 683w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto-768x1151.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto-1025x1536.jpg 1025w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_SerenaFineschi_foto-Elena-Foresto.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><figcaption>foto Elena Foresto<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siena 1973 Vive e lavora a Siena e a Bruxelles Studio visit di Angel Moya Garcia Serena Fineschi ha studiato presso l&#8217;Istituto d&#8217;arte Duccio di Boninsegna di Siena, ha proseguito la sua formazione in Grafica a Siena, Firenze e Milano e ha studiato Storia dell&#8217;arte contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 di Siena. \u00c8 tra le fondatrici del progetto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":30926,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-30923","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30923","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30923"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30923\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30926"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30923"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30923"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30923"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}