{"id":30821,"date":"2023-02-17T09:00:00","date_gmt":"2023-02-17T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=30821"},"modified":"2023-02-13T13:16:20","modified_gmt":"2023-02-13T12:16:20","slug":"davide-bertocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/davide-bertocchi\/","title":{"rendered":"Davide Bertocchi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Modena 1969<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Parigi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di Marco Scotti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Davide Bertocchi \u00e8 fatto di immagini e frammenti, di immaginari di riferimento \u2013 provenienti dalla musica, ad esempio, cos\u00ec come dalle ricerche scientifiche \u2013 e di distorsioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2016 insegna all\u2019\u00c9cole Media Art di Chalon-sur-Sa\u00f4ne, la citt\u00e0 di Nic\u00e9phore <em>Ni\u00e9pce, spostandosi regolarmente da Parigi alla Borgogna, ma il suo studio rimane nella capitale.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Siamo nella Cit\u00e9 Montmartre-aux-artistes, un edificio degli anni Trenta \u2013 il pi\u00f9 grande in Europa nel suo genere \u2013 progettato da Adolphe Thiers e Henry Tr\u00e9sal, ispirati dal modello utopico del Falansterio, e dedicato interamente agli spazi per la produzione artistica. <\/em>Ci accoglie cos\u00ec Bertocchi, parlando di quegli elementi aleatori, incontrollabili, presenti nel suo lavoro: \u00abIo per\u00f2 faccio pochissimo manualmente. E prediligo progetti che mi permettano di creare una situazione in luogo, per me \u00e8 quello il vero lavoro di studio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire il suo approccio possiamo guardare alla recente mostra <em>Head Space<\/em>, presso l\u2019Espace de l\u2019Art Concret, nel sud della Francia. Qui, a partire da una residenza, \u00e8 stato invitato a lavorare con un\u2019azienda produttrice di profumi: dopo mesi di immersione in questa realt\u00e0 e incontri con i diversi professionisti, la ricerca si \u00e8 concentrata sui cromatogrammi, le rappresentazioni grafiche delle cromatografie, che rappresentano visivamente le composizioni dei profumi. Nelle sale del museo era possibile ritrovarli incisi su tavolette di gesso, dove il tracciato \u2013 senza pi\u00f9 segni e parole ad accompagnarlo \u2013 diventava una forma essenziale, cos\u00ec come le molecole delle sostanze, affiancati a filtri per gli oli essenziali disposti al suolo come una costellazione di forme piramidali (solo uno era in marmo, realizzato per l\u2019occasione grazie a Studio Stagetti di Pietrasanta) e a un video che riproponeva trecento immagini, corrispondenti a ciascuna delle materie prime utilizzate dall\u2019azienda. Completava la mostra un contenitore da una tonnellata, contrassegnato dalla scritta \u201cmille fleurs\u201d, che dentro l\u2019azienda raccoglieva tutti gli errori e gli eccessi di produzione, materia comunque nobile che viene abitualmente riutilizzata. Un insieme di fragranze, differente ogni mese, spostato all\u2019interno dello spazio espositivo e trasformato poi anche in un\u2019edizione. \u00abPer me non era un profumo, era un\u2019idea\u00bb. Tasselli di un universo sterminato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2022 \u00e8 stato un susseguirsi di progetti per Davide Bertocchi: la mostra al Frac Franche-Comt\u00e9, il progetto dedicato alle lampade d\u2019artista con il collettivo MORE projects per la fiera Art-O-Rama di Marsiglia, e il progetto Top100, giunto al volume ottavo e prodotto da Dena Foundation. Un lavoro enorme, che vede Bertocchi chiedere ogni anno a cento persone del sistema dell\u2019arte la canzone preferita in quel momento, giocando con l\u2019ossessione per le classifiche: oggi, dal cd le compilation sono arrivate su <a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/user\/davidebertocchi?si=CiwjZFbsRRGCfxa_6_YWVQ\">Spotify<\/a>, dopo aver collaborato con riviste come \u201cToilet Paper\u201d e \u201cGrasso\u201d, accompagnate da una scultura raffigurante un kayak con le ruote che ha dato origine al progetto e che dalla prima edizione accompagna la serie in copertina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il collettivo di artisti e curatori MORE projects Bertocchi sar\u00e0 in residenza da marzo alla Fondation d\u2019entreprise Pernod Ricard, dove gi\u00e0 nei giorni prima di Natale sono apparsi con una versione pop-up. Per <em>Bien a vous<\/em> sono stati coinvolti settanta artisti a cui \u00e8 stato chiesto di realizzare un\u2019opera da mettere in una busta: una volta chiusa la busta il contenuto sarebbe stato visibile in mostra solo fotografato e attraverso una serie di raccoglitori posti sui tavoli, e in vendita al prezzo di 150 euro e in forma totalmente anonima, con il nome dell\u2019autore rivelato al collezionista solo dopo l\u2019acquisto. Ora nello spazio parigino della fondazione, che sta venendo ultimato, li attende una nuova dimensione: \u00abil nostro collettivo ha un carattere un po\u2019 pirata, qui dovremo confrontarci con uno spazio dal carattere istituzionale. Sar\u00e0 una sfida\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio per\u00f2 ci riporta subito a una pratica che non \u00e8 solo quella collettiva e allargata. Una scultura di Davide Bertocchi, <em>Le regime<\/em>, \u00e8 poggiata su un grande tavolo, una composizione fatta di quattro moduli di altrettanti diversi marmi separati tra di loro, che una volta impilati \u2013 proprio come si fa con le costruzioni per bambini \u2013 svelano il gioco di parole del titolo: con l\u2019aggiunta di una cannuccia di plastica le forme sembrano rimandare alla dieta alimentare, senza questo elemento i materiali tornano a evocare un carattere monumentale, da regime appunto. La leggerezza, spesso ironica, \u00e8 una strategia per offrire a chi guarda prospettive e punti di vista, spesso spiazzanti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_DavideBertocchi.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"816\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_DavideBertocchi-816x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30833\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_DavideBertocchi-816x1024.jpg 816w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_DavideBertocchi-239x300.jpg 239w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_DavideBertocchi-768x964.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_DavideBertocchi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 816px) 100vw, 816px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_DavideBertocchi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"816\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_DavideBertocchi-816x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30835\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_DavideBertocchi-816x1024.jpg 816w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_DavideBertocchi-239x300.jpg 239w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_DavideBertocchi-768x964.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c_DavideBertocchi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 816px) 100vw, 816px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Modena 1969 Vive e lavora a Parigi Studio visit di Marco Scotti Il lavoro di Davide Bertocchi \u00e8 fatto di immagini e frammenti, di immaginari di riferimento \u2013 provenienti dalla musica, ad esempio, cos\u00ec come dalle ricerche scientifiche \u2013 e di distorsioni. 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