{"id":30803,"date":"2023-02-15T09:00:00","date_gmt":"2023-02-15T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=30803"},"modified":"2023-02-13T13:08:46","modified_gmt":"2023-02-13T12:08:46","slug":"verdiana-bove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/verdiana-bove\/","title":{"rendered":"Verdiana Bove"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1996<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Roma<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di Nicolas Martino<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Verdiana Bove, pittrice, ha studiato all&#8217;Accademia di Belle Arti, prima alla Rufa e poi a via Ripetta. \u00c8 una delle fondatrici e animatrici di Condotto48 \u2012 uno degli spazi indipendenti che negli ultimi anni hanno ravvivato la scena romana \u2012 dove cinque artisti e un curatore condividono gli studi e un progetto creativo che comprende una serie di momenti espositivi dedicati a giovani \u2018esterni\u2019 allo spazio stesso. Recentemente ha partecipato a una interessante mostra collettiva da 1\/9 unosunove, <em>Figure Out<\/em>, che presentava il lavoro di cinque giovani pittori, tutti nati negli anni Novanta, e a primavera terr\u00e0 una personale a Le Nuove Stanze di Arezzo, a cura di Simone Zacchini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pittrice, abbiamo detto, e non a caso, perch\u00e9 per Verdiana Bove la pittura \u00e8 una scelta precisa, una vocazione potremmo dire, che caratterizza fino in fondo la sua pratica artistica. In questo senso Verdiana condivide una linea comune che ormai sembra emergere con sempre maggiore forza nella generazione dei venti\/trentenni, quella di una militanza pittorica che fa di questo linguaggio non \u201cun\u201d mezzo, ma \u201cil\u201d mezzo attraverso il quale entrare in relazione con il mondo. E come per altri suoi coetanei, a differenza di quanto successo per una generazione di trenta\/quarantenni che ha fatto dell&#8217;installazione e della performance il dispositivo di un impegno artistico-politico, la pittura \u00e8 intesa come linguaggio intimista, volto a raccontare poeticamente un proprio mondo privato, fatto di quotidianit\u00e0 e piccole cose, domestico e familiare, autobiografico e affettivo. Ecco allora che in tele di grandi dimensioni, o pi\u00f9 contenute, realizzate attraverso una stratificazione successiva di colori, compaiono figure quasi fantasmatiche legate al vissuto dell&#8217;artista, in composizioni quasi sempre divise in due, tra una zona superiore dalle atmosfere \u2018rarefatte\u2019 e \u2018celesti\u2019, e una inferiore pi\u00f9 \u2018materiale\u2019 e a volte \u2018infera\u2019. Un lavoro sulla memoria risolto sempre con colori tenui, mai squillanti, che si fa analisi esistenziale e che probabilmente si potrebbe collocare, anche qui come in altri casi, dentro una sorta di \u201cnuovo realismo esistenziale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella di Verdiana Bove \u00e8 una pittura che ha guadagnato in qualit\u00e0 e originalit\u00e0 nel corso del tempo, e sembra ora maturare sempre pi\u00f9 velocemente insieme con la sua autrice, arrivando a una riconoscibilit\u00e0 che raggiunge esiti sempre pi\u00f9 interessanti. Certo, la vivacit\u00e0 di questa esperienza si deve anche alla giovane et\u00e0, ovvero a quella caratteristica generazionale a cui facevamo riferimento poco fa. \u00c8 vero che possiamo parlare di un nuovo ritorno alla pittura \u2013 come gi\u00e0 accaduto alla fine degli anni Settanta e negli anni Novanta del XX secolo \u2012, ma questa nuova \u2018onda\u2019 si distingue per quello che potrebbe definirsi un bisogno di concretezza tutt&#8217;affatto particolare. Ovvero, \u00e8 proprio quando la realt\u00e0 si fa sempre pi\u00f9 astratta e le relazioni sociali diventano virtuali, \u00e8 quando tutto ci\u00f2 che \u00e8 solido svanisce nell&#8217;aria, che nasce il bisogno di un linguaggio concreto come quello della pittura. E, certo, \u00e8 interessante anche il <em>cot\u00e9 <\/em>particolarmente intimista che sembra risolvere il mondo nel privato delle singolarit\u00e0, ma che a ben vedere potrebbe essere il sintomo di un malessere politico che fa di quello domestico l&#8217;unico spazio veramente praticabile, senza per\u00f2 cancellare il bisogno di socialit\u00e0. \u00c8 qualcosa che si pu\u00f2 riscontrare anche nella pratica degli spazi collettivi cos\u00ec caratteristici delle giovani generazioni, dove spesso non si condivide un manifesto artistico-politico, ma si esprime un bisogno di stare insieme per creare occasioni e uscire dalla solitudine. Insomma, quasi un bisogno di fare banda pi\u00f9 che trib\u00f9, con un carattere difensivo pi\u00f9 che offensivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se quello che abbiamo davanti \u00e8 un lavoro che senz&#8217;altro sta guadagnando in qualit\u00e0 e originalit\u00e0, bisogna per\u00f2 ricordarsi che il mondo dell&#8217;arte \u00e8 mobile e l&#8217;attenzione per questa nuova pittura potrebbe scemare. In questo caso agli artisti che hanno scelto questa strada impervia, saranno richieste doti non comuni di resistenza e capacit\u00e0 di reinventare dall&#8217;interno il proprio linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_VerdianaBove_Foto-Francesca-Pascarelli.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_VerdianaBove_Foto-Francesca-Pascarelli-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30815\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_VerdianaBove_Foto-Francesca-Pascarelli-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_VerdianaBove_Foto-Francesca-Pascarelli-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_VerdianaBove_Foto-Francesca-Pascarelli-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_VerdianaBove_Foto-Francesca-Pascarelli.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Foto Francesca Pascarelli<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__VerdianaBove_Verdiana-Bove_Studio-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__VerdianaBove_Verdiana-Bove_Studio-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30817\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__VerdianaBove_Verdiana-Bove_Studio-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__VerdianaBove_Verdiana-Bove_Studio-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__VerdianaBove_Verdiana-Bove_Studio-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__VerdianaBove_Verdiana-Bove_Studio-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma 1996 Vive e lavora a Roma Studio visit di Nicolas Martino Verdiana Bove, pittrice, ha studiato all&#8217;Accademia di Belle Arti, prima alla Rufa e poi a via Ripetta. \u00c8 una delle fondatrici e animatrici di Condotto48 \u2012 uno degli spazi indipendenti che negli ultimi anni hanno ravvivato la scena romana \u2012 dove cinque artisti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":30813,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-30803","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30803","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30803"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30803\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30813"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30803"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30803"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30803"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}