{"id":30714,"date":"2023-02-09T09:00:00","date_gmt":"2023-02-09T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=30714"},"modified":"2023-02-07T10:44:45","modified_gmt":"2023-02-07T09:44:45","slug":"matteo-vettorello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/matteo-vettorello\/","title":{"rendered":"Matteo Vettorello"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Venezia 1986<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Milano e a Venezia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di Edoardo De Cobelli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio di Matteo Vettorello, dopo qualche tempo in condivisione con gli artisti dello studio Armenia, \u00e8 ora elegantemente sistemato in un locale nel denso quartiere artistico tra Citt\u00e0 Studi e Porta Venezia, a Milano. Le opere di Vettorello sono spesso dei paradossi: a volte nascono gi\u00e0 obsolete, non curandosi del proprio senso; sono sculture che in realt\u00e0 sono strumenti e viceversa, e infine misurano cose immisurabili, come i sentimenti, attraverso sistemi assolutamente misurabili e biometrici. Lo stesso Matteo Vettorello, d\u2019altronde, \u00e8 paradossale, artista riservato, in privato e in societ\u00e0 ma che, attraverso il suo lavoro, mette in contatto le persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muovendosi tra Milano e Venezia, negli ultimi anni ha realizzato una serie di opere che dialogano con il pubblico, spesso collocate in contesti pubblici, come Edicola Radetzky e il parco di Citylife a Milano. Le sculture si fondano su un approccio relazionale e comportamentale a partire dalle interazioni con e tra gli spettatori coinvolti. A determinare la natura del coinvolgimento \u00e8 naturalmente il dispositivo, che d\u00e0 forma alla scultura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Pressione simpatica<\/em>, l\u2019installazione che mi ha fatto incontrare il suo lavoro nel 2019, calibrava i battiti cardiaci di due persone disposte frontalmente, fino al raggiungimento della stessa frequenza. Accesa e funzionante, l\u2019opera mostra il suo ingegno meccanico attraverso una struttura trasparente di vetro e ferro, come molti dei suoi lavori, che esibiscono il corpo tecnico. La sinergia \u00e8 messa in campo anche nel pi\u00f9 recente <em>R.B.V.O.T.L.<\/em><em> (Rilevatore di benessere del vicinato per ottimizzare la tranquillit\u00e0 di un luogo)<\/em>, scultura capace di creare un vortice acquatico attraverso la voce congiunta di tre partecipanti. Lo spettatore diventa fruitore e l\u2019opera un dispositivo di comunione quasi rituale, che non di rado richiede tempo, ritmo e concentrazione a sconosciuti in dialogo tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro ogni opera di Vettorello, i meccanismi fisici e elettromagnetici che costituiscono la scultura servono per visualizzare qualcosa di raramente afferrabile, come gli stati d\u2019animo o il loro riflesso fisiologico. La misurabilit\u00e0 non \u00e8 tuttavia un\u2019oggettivazione \u2013 e qui superiamo il principio di sintesi e utilitariet\u00e0 della meccanicistica \u2013 ma \u00e8 un principio di consapevolezza e condivisione sensibile. Come lo stetoscopio medico trasforma un dato vitale in un dato sensibile, le opere di Vettorello restituiscono e dipingono aspetti altrimenti inosservabili se non attraverso uno strumento tecnico, manifestandoli, per\u00f2, attraverso l\u2019interazione. La macchina cura e avvicina, perch\u00e9 l\u2019artista la trasforma in un dispositivo per \u2018stare e sentire\u2019, nel qui e ora del momento performativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel nuovo studio, Matteo sta lavorando su un principio di serialit\u00e0 mai affrontato dalla sua ricerca. Attraverso il supporto della stampante 3d, la riproducibilit\u00e0 degli elementi che compongono le sue opere, finora uniche e frutto di un\u2019elaborata artigianalit\u00e0, le trasformerebbe in oggetti maggiormente condivisibili, quasi domestici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe argomentare che le macchine di Vettorello misurano alcuni tra i pochi dati che ancora riusciamo a tenere per noi, dunque strettamente personali. Il nostro timbro, il nostro battito. E per cosa? I titoli rimangono a questo proposito criptici e, allo stesso tempo, esplicativi. Cosa pu\u00f2 fare il <em>Sintonizzatore di decongestione ambientale<\/em>, o il <em>Rilevatore di benessere del vicinato<\/em>? Dietro alle loro peculiari declinazioni, i dispositivi sono creatori di momenti di connessioni e relazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un orizzonte sempre pi\u00f9 digitale, i software sono usati dall\u2019artista per avvicinare, piuttosto che allontanare, le persone. Guidati da un\u2019azione all\u2019apparenza banale, come l\u2019emissione di un suono, le sculture abbracciano il principio di partecipazione dell\u2019opera d\u2019arte, cogliendo il senso pi\u00f9 profondo di un termine troppo spesso abusato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_MatteoVettorello.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_MatteoVettorello-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30726\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_MatteoVettorello-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_MatteoVettorello-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_MatteoVettorello-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/b_MatteoVettorello.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__MatteoVettorello.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__MatteoVettorello-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30728\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__MatteoVettorello-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__MatteoVettorello-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__MatteoVettorello-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/c__MatteoVettorello.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia 1986 Vive e lavora a Milano e a Venezia Studio visit di Edoardo De Cobelli Lo studio di Matteo Vettorello, dopo qualche tempo in condivisione con gli artisti dello studio Armenia, \u00e8 ora elegantemente sistemato in un locale nel denso quartiere artistico tra Citt\u00e0 Studi e Porta Venezia, a Milano. 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