{"id":30613,"date":"2023-02-03T09:00:00","date_gmt":"2023-02-03T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=30613"},"modified":"2023-01-31T11:15:37","modified_gmt":"2023-01-31T10:15:37","slug":"camilla-alberti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/camilla-alberti\/","title":{"rendered":"Camilla Alberti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Milano 1994<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Milano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di Elisa Carollo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Camilla Alberti lavora sulla creazione di scenari alternativi di convivenza e collaborazione fra specie, mettendo in crisi il paradigma antropocentrico di esperienza e relazione con il mondo. Partita da un iniziale interesse per l\u2019architettura e l\u2019atto umano del costruire, espresso con modalit\u00e0 pi\u00f9 minimali e geometriche, il suo lavoro si \u00e8 evoluto negli anni verso forme sempre pi\u00f9 elaborate, che indagano relazioni e commistioni diverse fra abitato e abitante. Le sue sculture sono, per questo, creazioni ibride composte da elementi organici e inorganici, frutto di un processo di archeologia urbana che combina oggetti di scarto con elementi naturali. Tracce di organismi e rovine dell\u2019Antropocene contemporaneo vengono cos\u00ec assemblate in forme vive, in quanto soggette alle dinamiche organiche e alle conseguenti trasformazioni degli elementi che le compongono. La pratica di Alberti muove cos\u00ec nell&#8217;ambito di una mediazione costante tra l\u2019intento dell\u2019artista e un processo per lo pi\u00f9 indipendente di trasformazione della materia. Il fare artistico \u00e8 approcciato come un rituale, che combina controllo e intuizione: il suo assemblare parte sempre da un contatto intimo con le potenzialit\u00e0 espressive dei materiali, che vengono cos\u00ec risemantizzati in nuove storie. L\u2019intento \u00e8 quello di suggerire una tensione dialettica, ma anche una possibile collaborazione fra intervento antropico e natura, per visualizzare poi un\u2019ibridazione dei corpi gi\u00e0 in atto, tramite una serie di modificazioni ed estensioni rese possibili oggi da scienza e tecnologia. L\u2019interesse di Alberti non \u00e8 per\u00f2 quello di visualizzare una realt\u00e0<em> post human<\/em> o apocalittica, quanto piuttosto evidenziare trasformazioni ed evoluzioni possibili nel nostro rapporto attuale con il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento della nostra visita, Alberti aveva appena concluso la realizzazione di un\u2019ampia mostra fra Museo del Novecento e Sala D\u2019armi a Firenze, che ben esemplifica il suo approccio artistico\/installativo e che lo porta a \u2018coreografare\u2019 narrazioni nello spazio, con una specifica attenzione a scale e proporzioni dei rapporti fra corpi e alla conseguente percezione e psicofisica dello spettatore: come figuranti di una sorta di cerimonia di investitura, questi organismi mostruosi si pongono, allo stesso tempo, come minaccioso presagio e allucinatoria epifania di un presente alternativo, ma gi\u00e0 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parallelamente, negli ultimi anni, Alberti ha anche lavorato sul ricamo industriale, esplorando le possibili giustapposizioni o parallelismi fra reti di connessioni naturali di interdipendenza fra specie gi\u00e0 esistenti, come la rete micelica, e le infrastrutture create dall&#8217;uomo con le reti di connessioni digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 di recente l\u2019artista ha iniziato anche a esplorare il medium pittorico, dove, parimenti alla scultura, tende a partire da forme riconoscibili per plasmare nuove tridimensionalit\u00e0 attraverso una ibridazione progressiva dei corpi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella pratica di Alberti c\u2019\u00e8 sicuramente un\u2019intesa forza immaginativa che si unisce a un interesse ecologico\/antropologico nel visualizzare paradigmi alternativi, ma forse necessari, di interazione e collaborazione fra specie. In questo modo, con la sua pratica, l\u2019artista costringe a una riflessione rilevante sui corpi, le relazioni tra essi, con il non-umano e con tutti gli esseri che non solo ci circondano, ma che fanno parte spesso della nostra stessa esistenza. D\u2019altra parte, l\u2019aspetto mostruoso di queste creature rifiuta qualsiasi compiacimento estetico, rendendo l\u2019arte di Alberti volutamente perturbante e talvolta disturbante.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_CamillaAlberti_THE-OVERSTORY.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"830\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_CamillaAlberti_THE-OVERSTORY-1024x830.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30631\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_CamillaAlberti_THE-OVERSTORY-1024x830.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_CamillaAlberti_THE-OVERSTORY-300x243.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_CamillaAlberti_THE-OVERSTORY-768x623.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_CamillaAlberti_THE-OVERSTORY.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><strong>THE OVERSTORY. Nella terra sottovoce<\/strong>_2021_in lavorazione_156,5x125hx5 cm_ ricamo industriale su tessuto di feltro bianco_ Opera selezionata dall\u2019avviso pubblico <em>Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere | Sezione Under 35<\/em> (MAECI-DGSP\/MiC-DGCC).<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_CamillaAlberti_Foto-A.-Rovell.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"830\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_CamillaAlberti_Foto-A.-Rovell-1024x830.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30633\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_CamillaAlberti_Foto-A.-Rovell-1024x830.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_CamillaAlberti_Foto-A.-Rovell-300x243.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_CamillaAlberti_Foto-A.-Rovell-768x623.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_CamillaAlberti_Foto-A.-Rovell.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Foto A. 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