{"id":30272,"date":"2023-01-10T09:00:00","date_gmt":"2023-01-10T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=30272"},"modified":"2023-01-04T16:59:48","modified_gmt":"2023-01-04T15:59:48","slug":"dario-picariello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/dario-picariello\/","title":{"rendered":"Dario Picariello"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avellino 1991<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Milano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Angel Moya Garcia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dario Picariello ha conseguito la laurea in Arti visive presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Urbino e il master in Photography and Visual Design presso la Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano &#8211; NABA. Attraverso la fotografia, la scrittura o il ricamo, le sue opere restituiscono una narrazione in bilico tra passato e presente. Uno studio antropologico che tende a fare rivivere la storia di un luogo e a riscrivere i racconti tramandati per arrivare a una pi\u00f9 ampia narrazione della tragicit\u00e0 dell\u2019esistenza umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua indagine parte da un dato territoriale; cresciuto in un contesto come quello del sud Italia, che vive nel culto della tradizione, Picariello convoglia nei suoi lavori racconti popolari di un mondo che solo apparentemente non esiste pi\u00f9. Concentrandosi sugli aspetti folkloristici e su tutte le contraddizioni che questi racchiudono, le sue opere si sviluppano attraverso la costruzione meticolosa di immagini tratte da quel contesto contadino per comporre una mitologia del proprio territorio. L\u2019ossessione per il tema dell\u2019identit\u00e0, l\u2019appartenenza e <em>l\u2019utilizzo degli archivi personali e digitali come materia prima, collegano la sua ricerca a tutta una serie di artisti che rinunciano a una mera ricostruzione archeologica del passato per affrontare la propria autobiografia come strumento di proiezione verso il presente e verso la collettivit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza dei primi lavori, quelli pi\u00f9 recenti rivelano una volont\u00e0 di sottrazione e di distruzione dell\u2019immagine fotografica. La serie <em>Cicli<\/em>, avviata nel 2020, prende spunto dalle tradizioni dei canti popolari ed \u00e8 composta da sette raccolte, ognuna dedicata a un argomento specifico della tradizione orale: l\u2019infanzia, l\u2019amore non corrisposto, l\u2019amore violento, l\u2019amore ideale, il lavoro, i riti nuziali e, infine, i riti funebri. In questa serie Picariello si avvale di fotografie prelevate da diversi archivi digitali che vengono successivamente incise con strisce di carta provenienti dalla decostruzione di alcuni romanzi destinati al macero. Una stratificazione tra immagine e parola che si intreccia e in cui emerge un\u2019estetica seducente, utilizzata come una \u2018trappola\u2019 per l\u2019osservatore, che soltanto in un secondo momento scopre il significato dei testi celati a un primo sguardo superficiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio perch\u00e9 nutrito di folklore e di cultura meridionale, il suo lavoro pu\u00f2 correre il rischio di rimanere intrappolato in un ambito circoscritto e autoreferenziale. Allo stesso tempo, l\u2019accostamento tra le fotografie di archivio e le storie veicolate nelle strisce di carta, in cui l\u2019immagine sembrerebbe didascalia della storia, potrebbe ridurre l\u2019effetto di immaginazione desiderato, potrebbe incorniciare una serie di letture possibili in un ambito ristretto di opzioni e, in certe occasioni, potrebbe diventare fuorviante rispetto alla narrazione tragica che \u00e8 alla base della sua ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, il canto popolare, tramandato per via orale, implica che tutta una collettivit\u00e0 possa condividere e riscrivere una determinata tradizione, mentre le problematiche, le condizioni mentali di appartenenza a un sud e soprattutto gli argomenti che vengono narrati, rappresentati o evidenziati, possono essere facilmente condivisibili, seppur con applicazioni, derivazioni o soluzioni diverse nella maggior parte dei contesti. La relazione tra fotografia e narrazione diventa nella maggior parte delle volte equilibrata e accurata, mentre incuriosisce come, qualora riesca a svincolarsi dalla sicurezza dell\u2019immagine fotografica come supporto ai contenuti, il ricamo, le incisioni e il testo possano incrementare l\u2019incisivit\u00e0 di un lavoro maturo, strutturato e ancora con un ampio margine di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_DarioPicariello.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_DarioPicariello-720x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30276\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_DarioPicariello-720x1024.jpg 720w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_DarioPicariello-211x300.jpg 211w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_DarioPicariello-768x1092.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_DarioPicariello-1080x1536.jpg 1080w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/b_DarioPicariello.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_DarioPicariello.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_DarioPicariello-720x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30278\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_DarioPicariello-720x1024.jpg 720w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_DarioPicariello-211x300.jpg 211w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_DarioPicariello-768x1092.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_DarioPicariello-1080x1536.jpg 1080w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/c_DarioPicariello.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avellino 1991 Vive e lavora a Milano Studio visit di Angel Moya Garcia Dario Picariello ha conseguito la laurea in Arti visive presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Urbino e il master in Photography and Visual Design presso la Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano &#8211; NABA. Attraverso la fotografia, la scrittura o il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":30274,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-30272","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30272","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30272"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30272\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30274"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30272"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30272"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30272"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}