{"id":29655,"date":"2022-11-29T09:00:00","date_gmt":"2022-11-29T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=29655"},"modified":"2022-11-30T09:36:18","modified_gmt":"2022-11-30T08:36:18","slug":"agnes-questionmark","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/agnes-questionmark\/","title":{"rendered":"Agnes Questionmark"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1995<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a New York<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Elisa Carollo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agnes Questionmark si definisce un\u2019artista transmediale, e <em>transpecies<\/em>. Si \u00e8 formata, sia a livello personale che artistico soprattutto all\u2019estero, prima a Londra e ora a New York. La sua ricerca si articola attorno al concetto di meta-corpo e alle sue possibili trasformazioni a partire da un elemento ancestrale, ed essenziale alla vita, come quello dell\u2019acqua, dove \u00e8 cresciuta, passando l&#8217;infanzia sulla barca del padre. Nello specifico, la sua opera parte da una fascinazione per il concetto di <em>Homo Aquaticus<\/em> \u2013 cos\u00ec per la prima volta definito da Max Westenh\u00f6fer in un visionario convegno del 1942, in cui profetizzava che l\u2019uomo tecnologico avrebbe sviluppato <em>device<\/em> tali da sopravvivere nell\u2019acqua, ritornando alla dimensione originaria della sua evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, muovendosi su una linea liminale tra fantasia, fantascienza e scienza, Agnes visualizza quelli che potrebbero essere i risultati estremi, ma oggi fattibili, per nuovi possibili equilibri sia ecologici che sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agnes ha fatto del proprio corpo il <em>medium<\/em> di questa ricerca: mettendo alla prova la resistenza e la resilienza del corpo umano, esplora gi\u00e0 uno stato ibrido fra inumano e pi\u00f9 che umano, immaginando una possibile linea evolutiva alternativa che possa adattarsi a un mondo in costante cambiamento, o declino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla base, domande rilevanti come le possibili evoluzioni del corpo in relazione ai cambiamenti ambientali, e l\u2019idea di un post-umanesimo organico come unico futuro praticabile non solo per l&#8217;evoluzione, ma anche per la sopravvivenza della specie. Per esempio, nelle sue \u201c<em>performance underwater<\/em>\u201d, immergendosi all&#8217;interno di vasche d\u2019acquario, Agnes ritorna a quello <em>status<\/em> fetale nel liquido amniotico da cui tutto \u00e8 partito, ma dove anche tutto pu\u00f2 ancora evolversi: un ritorno all\u2019acqua come luogo di genesi e trasformazione di tutte le cose, \u00abdimora della queerness, e della fluidit\u00e0 per eccellenza\u00bb. Agnes ha del resto vissuto sulla propria pelle queste possibili mutazioni, sottoponendosi a una terapia ormonale. Il suo <em>opus magnum<\/em>, a oggi, <em>TRANSGENESIS<\/em>, \u00e8 di fatto una messa in scena spettacolare di questa metamorfosi, in una installazione e performance di lunga durata (84 ore nel corso di 23 giorni consecutivi \/ 8 ore al giorno), all&#8217;interno di un centro sportivo abbandonato a Londra: un tunnel in resina di oltre 9 metri conduceva i visitatori a ripercorrere il processo evolutivo dallo stato embrionale allo sviluppo fetale, fino alla trasformazione epica finale in cui Agnes performava come creatura ibrida, monumentale, dalle sembianze di octopus, all\u2019interno di una vasca abbandonata. Una performance, diventata battesimo della sua trasformazione personale, a rafforzare uno stretto legame fra arte ed esistenza. Andando ben oltre le rivendicazioni di genere, quello che \u00e8 interessante nella ricerca di Agnes \u00e8 questo concetto di <em>Transpecies<\/em>, che investiga le possibilit\u00e0 della scienza di esplorare e realizzare modalit\u00e0 alternative e ibride di convivenza e coesistenza non solo fra generi, ma anche fra specie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento della mia visita, nel suo nuovo studio in uno degli edifici del Pratt Institute a Brooklyn, attorno a noi c\u2019era una serie di <em>mood board<\/em> contenenti figure marine ibride: fra mito, fantascienza e scienza, sirene e mostri marini si mescolano con immagini di feti in provetta, esperimenti genetici di varia natura che rivelano narrazioni, un tempo folkloristiche e adesso realt\u00e0 possibili della nostra contemporaneit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento, Agnes sta ideando un progetto in cui metter\u00e0 in scena una sorta di ritrovamento di sirena, da lei stessa personificata, poi sottoposta a un tavolo di analisi scientifiche come specie \u201caliena\u201d. Parallelamente, tanti stimoli le stanno arrivando anche da questo nuovo percorso di studi e da un contesto come quello americano, dove sta prendendo contatti con ricercatori che, partendo da studi soprattutto di genetica e biologia, stanno trattando i medesimi temi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pratica di Agnes si presenta gi\u00e0 a un livello di maturit\u00e0, sia in termini di contenuti che di effettiva realizzazione, probabilmente priva di eguali nel contesto nazionale, soprattutto nell\u2019ambito di queste tematiche che risultano qui ancora poco trattate in maniera cos\u00ec informata, e universale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio per questo, l\u2019unico punto di debolezza \u00e8 forse di non poter trovare, a oggi, un contesto e un pubblico adatto, pronto a riflettere, al di l\u00e0 di narrazioni ed estetiche stereotipate, su temi rilevanti come quelli da lei trattati. L\u2019aspetto che rende il lavoro di Agnes un <em>unicum<\/em> prezioso nel panorama degli artisti italiani, \u00e8 il suo portarci direttamente ed esperienzialmente a confrontarci con il fatto che l&#8217;evoluzione umana \u00e8 anche evoluzione scientifica e tecnologica, che sta modificando i corpi e la nostra relazione e percezione di questi, con la possibilit\u00e0 di trascendere i limiti non solo della nostra fisionomia, ma della nostra stessa struttura esistenziale, concepita, fino a oggi, all\u2019interno di una visione antropocentrica del mondo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_uestionmark_Photo-Jose-Cuevas.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_uestionmark_Photo-Jose-Cuevas-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29659\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_uestionmark_Photo-Jose-Cuevas-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_uestionmark_Photo-Jose-Cuevas-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_uestionmark_Photo-Jose-Cuevas-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_uestionmark_Photo-Jose-Cuevas.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><figcaption> Foto Jose Cuevas<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_uestionmark_Photo-Eleonora-Cerri-Pecorella.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_uestionmark_Photo-Eleonora-Cerri-Pecorella-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29661\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_uestionmark_Photo-Eleonora-Cerri-Pecorella-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_uestionmark_Photo-Eleonora-Cerri-Pecorella-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_uestionmark_Photo-Eleonora-Cerri-Pecorella-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_uestionmark_Photo-Eleonora-Cerri-Pecorella.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Foto Eleonora Cerri Pecorella<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma 1995 Vive e lavora a New York Studio visit di Elisa Carollo Agnes Questionmark si definisce un\u2019artista transmediale, e transpecies. 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