{"id":29212,"date":"2022-11-12T09:00:00","date_gmt":"2022-11-12T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=29212"},"modified":"2022-11-11T15:14:14","modified_gmt":"2022-11-11T14:14:14","slug":"alessandro-vizzini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/alessandro-vizzini\/","title":{"rendered":"Alessandro Vizzini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cagliari 1985<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Roma<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Daniela Bigi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conosco Alessandro Vizzini da una decina di anni. Ho sempre stimato la sensibilit\u00e0 con la quale, a partire da un habitat quotidiano fatto di forme e di funzioni, di architettura e di design, si soffermava a indagare i segreti degli oggetti, i temperamenti dei materiali, gli enigmi dei paesaggi, realizzando opere studiate, dove gli intenti dichiarati, le istanze di costruzione lasciavano spazio a quella componente un po\u2019 sfocata, quella risorsa acuta del non detto che rappresenta ancora oggi, a mio avviso, uno dei punti di forza del suo lavoro. Complici, forse, gli studi che aveva fatto in Accademia, le riflessioni sulle relazioni visibili e invisibili tra microcosmo e macrocosmo. Mi incuriosiva la sua postura schiva di artista autenticamente concentrato nell\u2019indagare discipline che interrogano i modi e il senso della condizione umana, dall\u2019antropologia alla fisica, dall\u2019archeologia alla letteratura esoterica. Recentemente ho rivisto il suo lavoro in una mostra al Pastificio Cerere che mi ha colpito per il vigore concettuale e per una dimensione estetica convincente per impatto e complessit\u00e0, cos\u00ec ho deciso di approfondire e di incontrarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un progetto di tale portata, che riunisce cinque o sei cicli di lavori a partire dal 2017, lo studio non pu\u00f2 che essere quasi vuoto; c\u2019\u00e8 qualche pezzo iniziale di questi cicli (che Vizzini preferisce chiamare <em>Scenari<\/em>, perch\u00e9 effettivamente il suo lavoro si concentra innanzitutto sul paesaggio e sullo sguardo) che \u00e8 rimasto volutamente fuori dalla proposta espositiva e ci sono alcuni piccoli quadri astratti che funzionano come dei meta-lavori, come \u00absguardi all\u2019interno della pratica scultorea\u00bb, mi dice, prima che la scultura stessa prenda una forma. Al&nbsp; momento ci sono delle onde nel suo scenario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sta iniziando un nuovo corso di osservazioni e il problema che probabilmente si trover\u00e0 a dover affrontare, dopo una mostra cos\u00ec articolata e cos\u00ec analiticamente restitutiva della sua poetica, credo sar\u00e0 quello di definire quale senso e quale struttura attribuire al rapporto tra il pezzo singolo e la serie, tra una singola osservazione e il pensiero nella sua complessit\u00e0. Nel dialogo affrontiamo insieme diverse questioni. Per esempio il paesaggio, che \u00e8 appunto il suo <em>focus<\/em> primario, il luogo fisico e concettuale entro il quale verificare la relazione tra s\u00e9 stesso (memoria, intuizioni, reazioni al costruito, idee della Storia) e la realt\u00e0 concreta dei siti urbani e naturali di cui fa esperienza, con le loro peculiarit\u00e0 formali, le loro trasformazioni, il valore simbolico che li pervade. Parliamo a lungo anche di materiali. Li sperimenta nelle loro processualit\u00e0, nelle potenzialit\u00e0 mimetiche, ne indaga l\u2019origine e il valore semantico, ma soprattutto ne testa la flessibilit\u00e0 a ibridarsi, lavorando a connettere elementi naturali con nuove suggestioni che provengono della tecnologia. Concentrandoci su alcuni dei suoi <em>Scenari<\/em> emerge inoltre la centralit\u00e0 del pensiero del tempo, ed era chiaro anche in mostra, in quella costruzione di una atemporalit\u00e0 immersiva che costituiva la somma di temporalit\u00e0 specifiche differenti, personali e collettive. Una somma di temporalit\u00e0 di vario spessore e di varia provenienza che conduce a un\u2019astrazione coesiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua origine sarda, la componente palermitana, i lunghi anni a Cagliari, l\u2019introiezione di una visione mediterranea del mondo (che oggi affiora in modo ineludibile); poi la lunga esperienza a Roma, fin dagli anni dell\u2019Accademia, il confronto meditato con i valori storici e plastici del suo tessuto urbano; successivamente il contatto con alcune grandi realt\u00e0 europee in cui ha risieduto, tutto questo, filtrato dalla frequentazione del mondo virtuale, del web, dei social, trova oggi una sintesi consapevole in sculture-oggetto che si muovono in una fertile terra di mezzo tra scultura e <em>design<\/em>, veicolando, o talvolta stimolando, un immaginario&nbsp; pronto ad alimentare la componente narrativa del lavoro. Astrazione e narrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 giusto ricordare come nel suo lavoro \u2013 e lo si comprendeva anche in mostra \u2013 la dimensione esperienziale portata fino al limite della deriva situazionista, l\u2019osservazione del paesaggio approfondita fino a diventare procedimento psico-geografico, la manipolazione dei materiali dentro un ambiguo regime dialogico tra naturale e artificiale, puntino fondamentalmente alla stimolazione dell\u2019immaginazione. E credo che, di concerto con la sua energia inventiva, questo <em>\u00e9lan<\/em> immaginifico, che poggia sulla sovrapposizione di vaste temporalit\u00e0 e colti bacini di forme, \u00e8 sicuramente il maggior punto di forza del lavoro di Vizzini, impegnato a interrogare, ma anche a contemplare, e talvolta a ribaltare i legami essenziali che uniscono l\u2019essere umano al proprio habitat.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_AlessandroVizzini.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_AlessandroVizzini-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29214\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_AlessandroVizzini-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_AlessandroVizzini-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_AlessandroVizzini-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_AlessandroVizzini.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_AlessandroVizzini.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_AlessandroVizzini-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29216\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_AlessandroVizzini-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_AlessandroVizzini-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_AlessandroVizzini-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_AlessandroVizzini.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari 1985 Vive e lavora a Roma Studio visit di Daniela Bigi Conosco Alessandro Vizzini da una decina di anni. 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