{"id":29168,"date":"2022-11-10T09:00:00","date_gmt":"2022-11-10T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=29168"},"modified":"2022-11-10T12:01:08","modified_gmt":"2022-11-10T11:01:08","slug":"giovanni-gaggia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/giovanni-gaggia\/","title":{"rendered":"Giovanni Gaggia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pergola 1977<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Pergola<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Marco Trulli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni Gaggia \u00e8 un artista che si muove agilmente tra media diversi: disegno, scultura, fotografia e performance. Formatosi presso la Scuola del Libro di Urbino, l&#8217;artista sin dal 2007 ha fondato a Pergola Casa Sponge, residenza per artisti e progetto di promozione dell&#8217;arte contemporanea ai margini del sistema dei grandi centri. La sua pratica lo conduce spesso a lavorare a progetti stratificati e itineranti che mettono in dialogo performance, libro d&#8217;artista, disegno e cucito, in composizioni che problematizzano, talvolta, questioni sociali, politiche o storiche. Ne \u00e8 un esempio <em>Quello che doveva accadere<\/em>, opera permanente per il Museo tattile Omero di Ancona, successivamente esposta anche al Museo Riso di Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le sue performance sono state presentate in teatri, gallerie e festival e, nel 2019, ha aperto con una sua performance il padiglione Beverly Pepper, nell&#8217;ambito della Biennale di Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca di Gaggia si sviluppa secondo diversi assi linguistici, destinati a intrecciarsi e a convergere, a seconda dei lavori, talvolta in performance o in insiemi strutturati su diversi livelli. Il nodo tra poetica e politica \u00e8 densamente al centro della sua ricerca, che spesso si concentra su questioni legate alla Storia e alla memoria (come in <em>Quello che doveva accadere<\/em>, lavoro dedicato a Ustica), al mito, alla religione o alla tradizione popolare. Ogni opera \u00e8 una ritualit\u00e0 che l&#8217;artista mette in atto e che prevede il coinvolgimento del corpo come agente fondamentale, a testimoniare un\u2019immersione totale nella pratica che, talvolta, assume connotazioni di carattere sciamanico, e della grande fascinazione dell&#8217;artista per Beuys. Performance e ricamo sono, nelle ultime opere, sempre pi\u00f9 in dialogo serrato, dando vita ad arazzi, scritte ricamate e cuori suturati. Questi ultimi assumono nel lavoro dell&#8217;artista un forte ruolo simbolico, in cui il ricamo diventa cura, manutenzione degli affetti, riparazione. Nei disegni di <em>Inventarium, <\/em>in cui vengono ritratti gli oggetti appartenenti ai passeggeri della strage di Ustica, si comprende come il disegno sia una pratica fondativa, in cui l&#8217;artista rimette in vita la pregnanza di quegli oggetti per la memoria pubblica di un Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pratica di Gaggia \u00e8 un processo aperto, in grado di innescare ogni volta collaborazioni di diverso tipo e giunge a costruire anche processi pedagogici ed educativi senza ordini gerarchici. Questa attitudine collaborativa, che si focalizza su temi nodali per il dibattito pubblico, come le questioni della memoria e della Storia, o del rapporto tra arte e societ\u00e0, restituiscono il valore della pratica dell&#8217;artista nello scenario attuale. Uno degli ultimi capitoli della ricerca di Gaggia \u00e8 appunto, <em>Quello che doveva accadere.<\/em> <em>Pratica, poetica, politica<\/em>, mostra al Museo Riso di Palermo, termine di un progetto lungo e stratificato in cui l&#8217;artista ha esposto degli arazzi e realizzato un laboratorio su memoria e responsabilit\u00e0 civile con una classe di un liceo di Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Visitando gli spazi esterni di Casa Sponge, Gaggia mi mostra dei teli stesi ad asciugare dopo essere stati immersi nel fango, reperti delle recenti frane e smottamenti che hanno devastato le Marche, soprattutto in questa area. Questo lavoro, per ora alle fasi iniziali, \u00e8 stato pensato dall&#8217;artista insieme a Rocco Dubbini, come dispositivo sensibile per registrare i traumi del paesaggio. Gaggia e Dubbini di recente hanno fondato un nuovo sodalizio artistico nell&#8217;installazione <em>Golpe<\/em>, esposta nell&#8217;ambito di una mostra a Rimini, incentrata sulla figura di Pasolini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;artista si misura col piano del tragico e del simbolico, spesso usando dei cuori che mummifica, ricuce o che fa sanguinare sui disegni. In questo, sembra pi\u00f9 convincente la sublimazione del tragico che l&#8217;artista realizza nei ricami, in cui traspone su un piano nuovo il dolore e la sua memoria. I processi innescati lungo il suo percorso non sono ricerche isolate ma sedimentate nel tempo, che si rinforzano ed evolvono, come nella relazione tra il disegno e il ricamo che si evince nelle ultime opere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_archivio-dei-tessuti-di-Giovanni-Gaggia-nel-suo-studio.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_archivio-dei-tessuti-di-Giovanni-Gaggia-nel-suo-studio-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29169\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_archivio-dei-tessuti-di-Giovanni-Gaggia-nel-suo-studio-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_archivio-dei-tessuti-di-Giovanni-Gaggia-nel-suo-studio-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_archivio-dei-tessuti-di-Giovanni-Gaggia-nel-suo-studio-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_archivio-dei-tessuti-di-Giovanni-Gaggia-nel-suo-studio.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_Lo-studio-di-Giovani-Gaggia-a-Casa-Sponge.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_Lo-studio-di-Giovani-Gaggia-a-Casa-Sponge-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29171\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_Lo-studio-di-Giovani-Gaggia-a-Casa-Sponge-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_Lo-studio-di-Giovani-Gaggia-a-Casa-Sponge-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_Lo-studio-di-Giovani-Gaggia-a-Casa-Sponge-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_Lo-studio-di-Giovani-Gaggia-a-Casa-Sponge.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pergola 1977 Vive e lavora a Pergola Studio visit di Marco Trulli Giovanni Gaggia \u00e8 un artista che si muove agilmente tra media diversi: disegno, scultura, fotografia e performance. Formatosi presso la Scuola del Libro di Urbino, l&#8217;artista sin dal 2007 ha fondato a Pergola Casa Sponge, residenza per artisti e progetto di promozione dell&#8217;arte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":29173,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-29168","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29168"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29168\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}