{"id":29091,"date":"2022-11-03T09:00:00","date_gmt":"2022-11-03T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=29091"},"modified":"2022-11-02T14:58:58","modified_gmt":"2022-11-02T13:58:58","slug":"rebecca-moccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/rebecca-moccia\/","title":{"rendered":"Rebecca Moccia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Napoli 1992<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Milano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Edoardo De Cobelli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho incontrato Rebecca Moccia diverse volte negli ultimi anni, durante la residenza a Casa degli Artisti, a Milano nel 2021, ma anche fuori dallo studio. Questi incontri sono stati ancora pi\u00f9 significativi per capire chi \u00e8 e cosa fa, come le manifestazioni politiche in strada, che sono vicine al suo lavoro quanto lo pu\u00f2 essere lo studio. Rebecca \u00e8 un\u2019artista transdisciplinare che parte proprio dal contesto socio-culturale, rivolgendo la sua attenzione in particolar modo alle declinazioni emotive e degli stati emozionali che si manifestano all\u2019interno di un determinato luogo o contesto, in ragione di ci\u00f2 che le circonda. Dal 2020 ha partecipato attivamente alla fondazione di AWI &#8211; Art Workers Italia, ed \u00e8 proprio durante le prime proteste romane nella Capitale che ci siamo effettivamente conosciuti, dove era ospite presso l\u2019<em>artist-run space <\/em>Castro. Al momento invece si trova a Nagoya, in Giappone, dove sta portando avanti una ricerca sulla solitudine e il suo legame con la politica iniziato a Londra, nel contesto di una prima residenza sostenuta dall\u2019Italian Council.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto, prendendo il nome dal dicastero istituito da Theresa May nel 2018, si intitola <em>Ministry of Loneliness<\/em>. La solitudine \u00e8 considerata, dall\u2019artista, l\u2019altra faccia dell\u2019apparato neoliberale della felicit\u00e0 che contraddistingue la societ\u00e0 in cui viviamo. Di fronte a una societ\u00e0 trasparente e positiva, che reprime tutto ci\u00f2 che \u00e8 negativo e non conforme al principio di produttivit\u00e0 e profitto, emerge sempre pi\u00f9 evidente il costo collaterale in termini umani. La quarantena ha fatto emergere i limiti di una privatizzazione e medicalizzazione della sofferenza come metodo; invece della rivoluzione, sostiene Rebecca, abbiamo sperimentato depressione e solitudine. La sua ricerca si \u00e8 allora rivolta verso l\u2019unica sofferenza non diagnosticabile come malattia e che per questo \u00e8 stata, finora, scarsamente considerata: la solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le opere di Rebecca Moccia sono dei termometri della realt\u00e0: strumenti che cercano di comprendere da punti di vista subalterni le sfaccettature che la definiscono nel suo insieme, attraverso un principio di relazione. I colori, le sfumature, le gradazioni che spesso occludono la vista dei dettagli o di un\u2019immagine ne svelano un\u2019altra, che si legge e interpreta attraverso unit\u00e0 di misura diverse rispetto a quelle abituali. Cos\u00ec avviene in <em>Ministry of Loneliness<\/em>, dove la documentazione delle esperienze che ha vissuto \u00e8 tradotta attraverso una camera termica; o nell\u2019installazione <em>Rest Your Eyes<\/em>, dove le immagini proiettate vengono sfocate da un filtro opacizzante. La scelta di \u2018nascondere\u2019 le immagini riflette una volont\u00e0 politica di limitare l\u2019immediatezza estetica e il senso della vista e di spostare l\u2019attenzione su un altro piano. Cos\u00ec come una volont\u00e0 politica \u00e8 quella che accompagna la sua ricerca comparata in diversi Paesi: Gran Bretagna, Canada, Giappone e Italia intorno al tema della solitudine. In un momento storico in cui \u00e8 poco comune difendere un\u2019ideologia o un\u2019idea al di l\u00e0 delle tematiche di genere, in Rebecca Moccia l\u2019attivismo, seppur mai sbandierato nella sua pratica, \u00e8 parte integrante del senso di essere artista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda fase del progetto che sta attualmente svolgendo in Giappone, consiste in attivit\u00e0 di ricerca sul campo e in una serie di filmati per un\u2019installazione ambientale che verr\u00e0 presentata all\u2019ICA di Milano il prossimo anno. I filmati includono: \u201cil parlamento\u201d, un\u2019intervista a una figura del Dipartimento della Solitudine giapponese, \u201cle scogliere di Fukui (note per i suicidi)\u201d e \u201cgli appartamenti dove avvengono le Kodukoshi (morti solitarie)\u201d, che sono molto diffuse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi anni la ricerca di Moccia si \u00e8 ampliata e il supporto dell\u2019Italian Council le ha permesso di estendere i confini del suo approccio metodologico. Tuttavia, la ricerca sociologica si unisce alla riflessione artistica in un risultato che rende difficilmente distinguibile la prima e la seconda, in particolare dove la sociologia \u00e8 suggestione e non metodo e la ricerca frutto di un approccio documentativo ancor prima che opera. Ma il progetto \u00e8 ai primi passi e il tema scelto \u00e8 coraggioso e di assoluto rilievo. Affrontare un argomento cos\u00ec complesso \u00e8 una sfida tutt\u2019altro che facile e va reso merito all\u2019artista di averlo messo in evidenza e affrontato, in attesa della restituzione finale nella forma di mostra e pubblicazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_RebeccaMoccia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_RebeccaMoccia-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29099\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_RebeccaMoccia-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_RebeccaMoccia-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_RebeccaMoccia-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/b_RebeccaMoccia.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_RebeccaMoccia.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_RebeccaMoccia-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29101\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_RebeccaMoccia-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_RebeccaMoccia-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_RebeccaMoccia-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/c_RebeccaMoccia.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli 1992 Vive e lavora a Milano Studio visit di Edoardo De Cobelli Ho incontrato Rebecca Moccia diverse volte negli ultimi anni, durante la residenza a Casa degli Artisti, a Milano nel 2021, ma anche fuori dallo studio. Questi incontri sono stati ancora pi\u00f9 significativi per capire chi \u00e8 e cosa fa, come le manifestazioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":29097,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-29091","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29091","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29091"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29091\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29097"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29091"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29091"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29091"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}