{"id":28997,"date":"2022-10-28T09:00:00","date_gmt":"2022-10-28T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=28997"},"modified":"2023-04-07T11:01:39","modified_gmt":"2023-04-07T09:01:39","slug":"emanuele-caprioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/emanuele-caprioli\/","title":{"rendered":"Emanuele Caprioli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Milano 1993<br>Vive e lavora a Milano<br>Studio visit di Elisa Carollo<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:9px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca di Emanuele Caprioli si sviluppa attorno al concetto di trasparenza, esplorando diversi ambiti legati alla scienza dell\u2019ottica, spaziando dalla proto-fotografia e dal proto-cinema fino all\u2019olografia contemporanea. La sua pratica muove da una fascinazione per la proiezione luminosa, intesa come possibile materia pittorica, seppur intangibile, presente in uno spazio fisico. Per questo Caprioli crea, manipola, ibrida strumenti ottici e tecniche di proiezione: manipolare la luce, infatti, \u00e8 un modo per manipolare le immagini ed espandere le possibilit\u00e0 di visione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019interesse \u00e8 quello di creare un nuovo immaginario senza l\u2019uso del colore, ed esplorare una nuova permeabilit\u00e0 dell\u2019immagine, affrontando cos\u00ec anche l\u2019impossibilit\u00e0 di una sua staticit\u00e0 e di lettura univoca, come poi di un suo isolamento assoluto dal contesto di percezione\/fruizione. Per questo i suoi dipinti acromatici, realizzati su vetri e lenti ottiche, si mimetizzano fino a integrarsi in qualsiasi contesto-immagine, diventando diaframmi che manipolano la luce ma, al contempo, rimangono neutri e permeabili rispetto all\u2019ambiente circostante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 evidente nelle sue pi\u00f9 recenti proiezioni analogiche come <em>La fiera di San Donato<\/em> a Cascina creativa, Milano, o <em>Reminiscenze<\/em>, al festival LIBERITUTTI, Milano, dove fantasmagorie di animali simbolici animano lo spazio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo tipo di lavoro fa seguito alle prime sfere in vetro soffiato dipinte a mano che, legate pi\u00f9 a un mondo magico tra immaginazione e reminiscenze dell\u2019infanzia e ispirate ai cineorami e alle lanterne magiche, creavano immersive narrazioni chimeriche di luce e colori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di recente, anche questo tipo di lavori \u00e8 diventato pi\u00f9 <em>site-specific<\/em>, relazionandosi in modo profondo a una ricerca sulla fauna e sulla vegetazione dei luoghi dove opera e con le narrazioni ad essi legate, come nel caso di <em>Stormi<\/em> (2022) a Fucine Vulcano, Milano, o dell\u2019opera <em>Toc<\/em>, per <em>Dolomiti contemporanee<\/em>, dove la pittura incolore diventa permeabile, accogliendo le <em>textures<\/em> del paesaggio circostante e creando un rapporto diretto e reciproco tra artificio e natura, interno ed esterno, particolare e generale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento del nostro incontro, Caprioli stava lavorando a una serie di opere per la sua personale all\u2019Orto botanico di Palermo: risultato della residenza svolta al suo interno, l\u2019artista ha creato una diateca vegetale tramite una serie di microfotografie su vetro e pellicole, che rivelano le qualit\u00e0 estetiche delle epidermidi di piante qui presenti, rivelando trame e pattern altrimenti invisibili al nostro occhio. Caprioli ne ha documentato lo strato sottile trasparente\/traslucido, che ne permette la fotosintesi fungendo da filtro naturale tra il mondo esterno e quello interno. L\u2019idea \u00e8 quella di esplorare nuovi possibili legami artistico-scientifici per trasmettere una tradizione botanica che \u00e8 sempre in divenire, e sviluppare cos\u00ec anche una diversa coscienza biologica\/ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla stessa linea anche il progetto <em>Flora marina siciliana<\/em>, sviluppato in parallelo, sempre a Palermo, per la Fondazione Pietro Barbaro: un erbario trasparente e una serie di bassorilievi e fregi su vetro celebrano l\u2019alga Posidonia, fra le specie che produce pi\u00f9 ossigeno al mondo. Caprioli sta inoltre lavorando anche a una serie di progetti che intersecano zootica, laboratori sensoriali ed estetica relazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019atteggiamento di Caprioli \u00e8 quello di un inesauribile ricercatore, che mette alla prova i fenomeni per svelarne le inedite potenzialit\u00e0 estetiche. Cos\u00ec, la sua pratica pittorica e fotografica si integra indissolubilmente con l\u2019ottica, portando all\u2019attenzione i fenomeni che sono alla base di qualunque esperienza estetica, ma anche rilevandone la relativit\u00e0 e l\u2019impossibile universalit\u00e0 nell\u2019esperienza di visione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La capacit\u00e0 approfondita di studio di tali fenomeni, da un lato, condanna spesso la sua pratica a uno <em>status<\/em> di \u2018esperimento\u2019 che fatica a trovare una forma estetica conclusa. Dall\u2019altro, per\u00f2, tale atteggiamento consente all\u2019artista di intersecare un\u2019ampia sfera di saperi, rivelando le potenzialit\u00e0 non solo estetiche ma anche relazionali, filosofiche e socio-politiche di una pratica artistica che collabora con la scienza, per portarci a una maggiore consapevolezza dei fenomeni che ci circondano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_EmanueleCaprioli.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_EmanueleCaprioli-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29001\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_EmanueleCaprioli-683x1024.jpg 683w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_EmanueleCaprioli-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_EmanueleCaprioli-768x1152.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_EmanueleCaprioli-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_EmanueleCaprioli.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto Filippo M. Nicoletti<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_EmanueleCaprioli.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_EmanueleCaprioli-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29003\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_EmanueleCaprioli-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_EmanueleCaprioli-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_EmanueleCaprioli-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_EmanueleCaprioli.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano 1993Vive e lavora a MilanoStudio visit di Elisa Carollo La ricerca di Emanuele Caprioli si sviluppa attorno al concetto di trasparenza, esplorando diversi ambiti legati alla scienza dell\u2019ottica, spaziando dalla proto-fotografia e dal proto-cinema fino all\u2019olografia contemporanea. La sua pratica muove da una fascinazione per la proiezione luminosa, intesa come possibile materia pittorica, seppur [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":28999,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-28997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28997\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}