{"id":28921,"date":"2022-10-27T09:00:00","date_gmt":"2022-10-27T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=28921"},"modified":"2023-03-28T10:45:40","modified_gmt":"2023-03-28T08:45:40","slug":"sonia-andresano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/sonia-andresano\/","title":{"rendered":"Sonia Andresano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salerno 1983<br>Vive e lavora a Roma<br>Studio visit di Angel Moya Garcia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio asettico, calibrato e ordinato di Sonia Andresano ci offre una prima chiave di lettura per addentrarci nel suo mondo. La sua formazione come scultrice la porta ad affrontare il lavoro sotto due diversi punti di vista: un approccio additivo e uno sottrattivo. Il primo le permette di poter sperimentare, provare, aggiungere, mentre il secondo d\u00e0 misura a ogni gesto, evidenziando in questo modo come la disciplina scultorea e la relazione con la materia siano un modo per capire meccanismi presenti in tutte le declinazioni della sua ricerca. Un altro elemento fondamentale della sua pratica artistica \u00e8 il movimento, che parte da una condizione personale di continui spostamenti per poi trovare applicazioni concrete nel lavoro, nell\u2019identificazione di un metodo efficace, di sintesi, organizzato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua urgenza \u00e8 quella di calibrare lo spazio e descrivere il movimento interno di un\u2019azione attraverso sculture, fotografie, video e <em>sound art<\/em>. Nei suoi lavori, tematiche come il limite, il confine, l\u2019irrequietezza, l\u2019attesa, il viaggio, il nomadismo, il ribaltamento delle prospettive e il cambiamento, raccontano aspetti personali in continuo divenire. Scavando nella propria storia, documenta gesti e movimenti, isolando frammenti riconducibili al prima o al dopo di un tragitto. Non c\u2019\u00e8 una narrazione lineare, non c\u2019\u00e8 un inizio o una fine, il lavoro si concentra sul percorso, sul processo, sul mutamento. Identit\u00e0 e nomadismo delineano il binomio di una poetica emotiva, una logistica movimentata tradotta attraverso oggetti, gesti e azioni che conducono inevitabilmente a una nuova partenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I suoi tentativi di creare delle istantanee di un divenire cristallizzato in un attimo, la sua capacit\u00e0 di stare in ascolto rispetto a una realt\u00e0 imprevedibile, l\u2019approccio alla verit\u00e0 degli accadimenti spontanei, senza una drammaturgia prestabilita o senza dover attenersi a un controllo delle situazioni inaspettate, inseriscono il suo lavoro in quell\u2019atteggiamento condiviso di fermare un\u2019istante che sfugge al controllo e che ci conduce verso un altro luogo, un\u2019altra prospettiva, un altro contesto, e fanno pensare alle ricerche di Barbara Probst, di Rachel Whiteread, di Doris Salcedo o di Gordon Matta &#8211; Clark.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo momento tutti i progetti in fase di sviluppo partono dal concetto di sottrazione. Per questo motivo l\u2019artista si sta concentrando solo ed esclusivamente su quelli in cui ha un rapporto diretto, una relazione, un\u2019empatia, una vicinanza o una possibilit\u00e0 di scambio con i curatori e le curatrici che la invitano. Un rapporto umano, prima che professionale, che diventa categorico, come primo elemento per poter passare alla fase successiva del lavoro. Il progetto per il <em>sound corner<\/em> all\u2019Auditorium di Roma organizzato insieme a Claudio Libero Pisano ne \u00e8 un esempio; o, ancora, il progetto con cui parteciper\u00e0 alla prossima edizione dell\u2019Italian Council, studiato insieme a Francesca Ceccherini, in cui realizza un concerto attraverso la vibrazione percepita dal corpo, o il lavoro sulla lettura femminile della citt\u00e0 di Roma, a cura di Michela Becchis. Contestualmente sta preparando una pubblicazione in forma di racconto, con il sostegno di Diego Bergamaschi, che raccoglie tutto il suo percorso attraverso letture laterali del processo di formalizzazione dei suoi lavori. Un momento di riflessione che la porta a scegliere pochi progetti, a scremare le proposte, in modo da seguire solo quelli che possano dare una spinta forte alla propria ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo tentativo di dare un\u2019altra possibilit\u00e0 alla realt\u00e0, senza interpretarla, senza modificarla, senza intervenire, invitando il pubblico a entrare in quelle potenzialit\u00e0 che lei suggerisce, potrebbe essere letto in modo fuorviante, come una non assunzione di responsabilit\u00e0 o, all\u2019opposto, come una sorta di presunzione romantica da parte dell\u2019artista, ovvero di colui che legge la realt\u00e0 porgendola, condividendola con il pubblico. Tuttavia, Andresano si smarca da questa presunzione offrendo, non imponendo, direzioni, decisioni, possibilit\u00e0 e condizioni in cui il pubblico deve assumere la responsabilit\u00e0 di scegliere le coordinate pi\u00f9 efficaci, convenienti o suggestive. Un approccio politico che parte da una condizione di precariet\u00e0 autobiografica, per suggerire un atteggiamento attraverso la semplicit\u00e0 di un gesto, un\u2019istante sospeso o un invito a camminare su qualunque limite.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_Foto-Ilaria-Lagioia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"820\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_Foto-Ilaria-Lagioia-820x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28923\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_Foto-Ilaria-Lagioia-820x1024.jpg 820w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_Foto-Ilaria-Lagioia-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_Foto-Ilaria-Lagioia-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_Foto-Ilaria-Lagioia-1229x1536.jpg 1229w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_Foto-Ilaria-Lagioia-1639x2048.jpg 1639w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_Foto-Ilaria-Lagioia.jpg 1772w\" sizes=\"(max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><\/a><figcaption>foto Ilaria Lagioia<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_Foto-Ilaria-Lagioia-2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"819\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_Foto-Ilaria-Lagioia-2-1024x819.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28925\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_Foto-Ilaria-Lagioia-2-1024x819.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_Foto-Ilaria-Lagioia-2-300x240.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_Foto-Ilaria-Lagioia-2-768x614.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_Foto-Ilaria-Lagioia-2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>foto Ilaria Lagioia<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salerno 1983Vive e lavora a RomaStudio visit di Angel Moya Garcia Lo studio asettico, calibrato e ordinato di Sonia Andresano ci offre una prima chiave di lettura per addentrarci nel suo mondo. 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