{"id":28695,"date":"2022-10-19T09:00:00","date_gmt":"2022-10-19T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=28695"},"modified":"2022-10-17T10:00:59","modified_gmt":"2022-10-17T08:00:59","slug":"mariana-ferratto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/mariana-ferratto\/","title":{"rendered":"Mariana Ferratto"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1979<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Firenze<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Angel Moya Garcia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mariana Ferratto \u00e8 un&#8217;artista italo-argentina con base a Firenze, laureata all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma e con una formazione sul teatro danza. L&#8217;elemento essenziale della sua ricerca \u00e8 il corpo come mezzo attraverso il quale indagare l&#8217;identit\u00e0: il rapporto con l&#8217;altro, i rapporti uomo-donna e gli stereotipi ad essi associati. Il mondo intimo indagato dall&#8217;artista aspira a essere il paradigma di valori, sentimenti e gerarchie che dettano le regole della vita sociale sottolineandone gli aspetti contraddittori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo lavoro si declina prevalentemente attraverso la performativit\u00e0, presentata per lo pi\u00f9 in formato video, linguaggio in cui l\u2019artista trova una maggiore incisivit\u00e0. Tuttavia, sia per pura sperimentazione, per esigenze temporali o per necessit\u00e0 di tornare alla manualit\u00e0, si affida anche al disegno, al collage, al ricamo, alla scultura, senza mai perdere il filo tematico delle sue ricerche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel contesto attuale, in cui la globalizzazione, i conflitti, i nomadismi o le questioni personali determinano un continuo flusso di persone che vogliono o devono rinunciare al luogo di origine, il lavoro di Mariana Ferratto si inserisce in quelle linee di ricerca che indagano la tradizione e l\u2019emigrazione, lo spostamento dello sguardo che si verifica quando si compie il passaggio verso un\u2019altra cultura o un altro Paese di appartenenza. Il tentativo di non abbandonare le caratteristiche della cultura di origine e la consapevolezza che l\u2019assimilazione della cultura di arrivo non \u00e8, e non potr\u00e0 mai essere completa, crea uno spostamento il cui risultato \u00e8 un nuovo sguardo, un inedito modo di guardare e di confrontarsi con la realt\u00e0. Dalla nostalgia alla riscoperta dell&#8217;io, dalla crescita all&#8217;apertura, fino alla difficolt\u00e0, nuovi campi di analisi entrano a forza nel tessuto mentale e nell&#8217;operazione artistica di ogni sensibilit\u00e0 che sia tale, stimolando la capacit\u00e0 di inventare storie e prospettive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vincitrice dell\u2019undicesima edizione dell\u2019Italian Council per la sezione dedicata al \u2018sostegno della ricerca di artisti, curatori e critici\u2019, con il progetto <em>Memoria de la materia, <\/em>Mariana Ferratto ha vinto anche la <em>call<\/em> per residenze alle Murate di Firenze. In questi due contesti sta lavorando, in un atto di riconciliazione con il passato della propria famiglia, sulle comunit\u00e0 argentine di ex-prigionieri politici, esiliati dopo il colpo di stato militare del 1976. Attraverso interviste, in cui \u00e8 emerso come, nella prima fase di prigionia e in determinate tipologie di carceri, uno dei meccanismi di annientamento fisico e psicologico fosse l\u2019isolamento, il divieto di qualunque comunicazione e di attivit\u00e0, Mariana Ferratto sta ricostruendo una narrazione incentrata sui manufatti realizzati dai detenuti. Gli ex-prigionieri rivelano, a distanza di anni, come per alleviare la noia, per astrarsi dalla situazione contingente e soprattutto per mantenere viva la creativit\u00e0 presente in ogni essere umano, iniziarono a realizzare oggetti artistici e di artigianato con strumenti proibiti come ossibuchi presi dalle zuppe, chiodi, fili ottenuti sfilando asciugamani o pezzi di lenzuola e mattonelle prese dal pavimento. Manufatti lavorati in assoluta segretezza e che venivano scambiati in modo nascosto. Un tentativo di riscrivere una storia attraverso le tracce rimaste, di ricongiungere le vicende personali a quelle collettive,&nbsp; dando voce alle testimonianze dei sopravvissuti, i quali hanno dovuto convivere con un passato che ha cambiato per sempre le loro vite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per le Murate, invece, lo stesso punto di partenza si decliner\u00e0 attraverso la parte pi\u00f9 creativa messa in atto dalle donne che erano state rinchiuse in una stessa prigione, come, ad esempio, la costruzione di una radio, per raccontare romanzi o la modalit\u00e0 di parlare tra di loro attraversi i tubi che si snodavano per il carcere all\u2019interno delle pareti. Questi aspetti saranno formalizzati in sculture di creta da cui emerge un audio appositamente estratto dalle interviste a queste donne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente la necessit\u00e0 di sperimentare nuovi linguaggi, provando a uscire dalla propria <em>comfort zone<\/em>, fa s\u00ec che la formalizzazione, quando non preveda l\u2019utilizzo del video, non sia sempre altrettanto incisiva, rischiando volutamente di aumentare il margine di errore. Contemporaneamente, l\u2019urgenza di lavorare su aspetti estremamente personali per renderli universali, potrebbe essere limitante per l\u2019esiguit\u00e0 di argomentazioni o per la ridotta possibilit\u00e0 di aprire nuovi orizzonti oltre il proprio corpo, oltre la propria storia. Tuttavia, grazie alla capacit\u00e0 di non confondere autoreferenzialismo con autobiografia e puntando su quest\u2019ultima come elemento di partenza, Ferratto riesce a costruire opere in cui il corpo e l\u2019identit\u00e0 trovano territorio di analisi nelle relazioni, definendo come la soggettivit\u00e0 possa definirsi, costituirsi e svilupparsi solo attraverso il rapporto con l\u2019alterit\u00e0. Allo stesso tempo, la caparbiet\u00e0, la costanza, la lentezza e la tenacia con cui lavora, la portano a prediligere i tempi lunghi, senza necessit\u00e0 di aumentare la produzione, senza paura di sbagliare o deludere aspettative che non siano le proprie, e questa modalit\u00e0 ha come esito una maturit\u00e0 che continua a stratificarsi costantemente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MarianaFerratto.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MarianaFerratto-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28699\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MarianaFerratto-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MarianaFerratto-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MarianaFerratto-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MarianaFerratto.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MarianaFerratto.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MarianaFerratto-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28701\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MarianaFerratto-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MarianaFerratto-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MarianaFerratto-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MarianaFerratto.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma 1979 Vive e lavora a Firenze Studio visit di Angel Moya Garcia Mariana Ferratto \u00e8 un&#8217;artista italo-argentina con base a Firenze, laureata all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma e con una formazione sul teatro danza. 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