{"id":28427,"date":"2022-10-15T09:00:00","date_gmt":"2022-10-15T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=28427"},"modified":"2022-10-10T11:12:28","modified_gmt":"2022-10-10T09:12:28","slug":"mariangela-levita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/mariangela-levita\/","title":{"rendered":"Mariangela Levita"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aversa 1972<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora ad Aversa<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Chiara Pirozzi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mariangela Levita, dopo diversi anni di ricerca e di lavoro a Londra che l\u2019hanno vista lontana dalla scena artistica campana, negli ultimi tempi ha trasferito il suo studio ad Aversa, cittadina della provincia di Caserta. Le esperienze acquisite durante la residenza all\u2019estero non hanno affievolito l\u2019interesse e i rapporti con il territorio d\u2019origine, come dimostra una serie di produzioni realizzate per la citt\u00e0 di Napoli. Esemplari di tale relazione fra l\u2019artista e il territorio, sono alcuni progetti pubblici permanenti; come <em>Uno sguardo sospeso<\/em> (2007), un lavoro <em>site specific<\/em> per le scalinate interne del \u201cPadiglione Palermo\u201d dell\u2019ospedale Cardarelli di Napoli, e <em>Self-Definition<\/em>, realizzato per la linea 6 della stazione metropolitana di Mergellina (2008).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La poetica di Mariangela Levita agisce nella relazione fra uomo, contesto e architettura, attraverso l\u2019intromissione di tracce e segni minimi in grado di scalfire o ridefinire sistemi codificati. L\u2019artista utilizza un lessico elementare, che procede dalla geometria al monocromo, dalla parola ai segni d\u2019interpunzione che, nella loro essenzialit\u00e0 e universalit\u00e0, sono in grado di riprogettare lo spazio attraversato e la sua funzione. Tale ricerca si risolve, nella maggior parte dei casi, in progetti ambientali di ampio respiro in cui lo spazio architettonico, definito nei suoi elementi essenziali \u2013 pareti, soffitto e travi \u2013 diventa oggetto d\u2019interventi di pittura murale, oppure si trasforma in ottiche e filtri, come nel caso delle finestre, in grado di alterare le percezioni fra il dentro e il fuori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lavori di Mariangela Levita, in virt\u00f9 della loro natura spesso commisurata allo spazio architettonico, aprono alla riflessione e al dibattito sul ruolo della committenza, sia essa pubblica o privata, nel sistema dell\u2019arte contemporanea. Assodato il sostanziale sostengo agli artisti, in termini sia materiali sia espositivi, la committenza offre anche l\u2019opportunit\u00e0 di attivare uno scambio formale e contenutistico fra artista e richiedente. La natura dei lavori di Levita agisce sovente in questi contesti e pu\u00f2 risultare esemplare in tale dibattito, rispetto alle potenzialit\u00e0 e agli eventuali vincoli della committenza nella pratica artistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mariangela Levita ha recentemente inaugurato la sua mostra personale presso il Museo d\u2019arte Contemporanea di Bogot\u00e0, dal titolo <em>FULL<\/em>. L\u2019esposizione si compone di interventi installativi e pittorici <em>site-specific<\/em> fra l\u2019interno e l\u2019esterno del museo. La mostra \u00e8 stata concepita dall\u2019artista con una serie di lavori disseminati sia nelle sale espositive sia in spazi interstiziali e di passaggio, canonicamente non destinati alla fruizione delle opere. <em>Wall drawings<\/em> dalle forme minime in bianco e nero accolgono il visitatore sin dalla parete esterna del museo, fino all\u2019ingresso della <em>toilette<\/em>, nei colori che definiscono lo spettro solare, proponendo un\u2019alterazione puntuale della temperatura cromatica e percettiva dello spazio. Una cifra stilistica, quella delle sue opere, molto precisa che si risolve nell\u2019utilizzo di pattern dalle forme minime e geometriche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tali moduli rappresentano il punto d\u2019arrivo di una ricerca compiuta e matura ma, in linea generale, potrebbero risultare limitazioni di ulteriori sperimentazioni formali, trasformandosi in griglie estremamente rigide da cui risulta difficile separarsi. La ricerca di Levita tuttavia convince per la sua attenta e costante analisi e interpretazione dello spazio, in particolare quello architettonico e funzionale. Pur agendo sul piano pittorico della bidimensionalit\u00e0, dimostra un\u2019attitudine ambientale e un rispetto per i luoghi nei quali interviene che, seppur \u2018invasi\u2019 dalla presenza dell\u2019opera, non risultano subire mai un processo di <em>camouflage<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MariangelaLevita_portrait.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MariangelaLevita_portrait-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28463\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MariangelaLevita_portrait-683x1024.jpg 683w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MariangelaLevita_portrait-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MariangelaLevita_portrait-768x1152.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MariangelaLevita_portrait-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_MariangelaLevita_portrait.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MariangelaLevita.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"957\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MariangelaLevita-1024x957.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28465\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MariangelaLevita-1024x957.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MariangelaLevita-300x281.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MariangelaLevita-768x718.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_MariangelaLevita.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aversa 1972 Vive e lavora ad Aversa Studio visit di Chiara Pirozzi Mariangela Levita, dopo diversi anni di ricerca e di lavoro a Londra che l\u2019hanno vista lontana dalla scena artistica campana, negli ultimi tempi ha trasferito il suo studio ad Aversa, cittadina della provincia di Caserta. 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