{"id":28423,"date":"2022-10-13T09:00:00","date_gmt":"2022-10-13T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=28423"},"modified":"2022-10-10T11:06:29","modified_gmt":"2022-10-10T09:06:29","slug":"anna-raimondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/anna-raimondo\/","title":{"rendered":"Anna Raimondo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maddaloni 1981<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Bruxelles<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Alessandra Troncone<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un caldissimo pomeriggio di inizio estate, incontro Anna Raimondo a Napoli nella sua casa di famiglia, dove \u00e8 rientrata per qualche settimana. Raimondo vive ormai da otto anni a Bruxelles ed \u00e8 nella capitale belga che si trova il suo studio, tuttavia da subito sottolinea che il suo vero luogo di lavoro \u00e8 lo spazio pubblico. Nonostante la lunga permanenza all\u2019estero, il legame con le sue origini campane torna in molti lavori e collaborazioni recenti, tra cui la mostra personale alla Shazar Gallery. Ci muoviamo quindi in un terreno d\u2019azione ben noto all\u2019artista, e per certi versi cruciale rispetto ad alcune nuove produzioni in corso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anna Raimondo ha una formazione eclettica e internazionale, il cui <em>trait d\u2019union<\/em> \u00e8 rappresentato dallo studio di linguaggi e fenomeni legati alla comunicazione. Da Bologna a Londra, passando per Madrid e Marsiglia, fino all\u2019approdo a Bruxelles, dove attualmente porta avanti un dottorato di ricerca tra sociologia e pratiche performative, studi ed esperienze lavorative in campi diversi l\u2019hanno portata ad appassionarsi al mezzo e al linguaggio radiofonico, al \u00abpiacere della registrazione\u00bb e alle possibili interferenze della radio con pratiche di attivismo politico, questioni di genere e risvolti terapeutici. Il tentativo di dare una \u2018fisicit\u00e0\u2019 alla pratica radiofonica, dunque di trasporla nello spazio pubblico, ha portato Raimondo a esplorare il linguaggio performativo, inizialmente in prima persona (<em>Untitled &#8211; A Stranger, the Water and What I Am<\/em>, 2012-\u201914) e poi coinvolgendo persone terze. Il suo lavoro si muove, quindi, tra differenti codici linguistici e media espressivi, sebbene sia possibile riconoscere una centralit\u00e0 all\u2019elemento sonoro e alle pratiche relazionali, cui l\u2019artista ricorre per un\u2019indagine sulla percezione del proprio corpo e di come questo reagisce alla realt\u00e0 circostante, restituita attraverso un racconto polifonico, in larga parte centrato su voci femminili. Ne \u00e8 un esempio il progetto iniziato nel 2017 dal titolo <em>Nuove frontiere del benessere dell\u2019ecosistema vaginale<\/em>,che consiste nella mappatura di citt\u00e0 diverse attraverso l\u2019esperienza raccontata da donne. Il primo capitolo, dedicato a Roma, \u00e8 stato presentato in una mostra personale alla galleria Ex Elettrofonica, a cura di Lucrezia Cippitelli; ogni volta che il progetto approda in una citt\u00e0, cambiano le protagoniste e il contenuto delle interviste, dunque anche la restituzione finale, che non \u00e8 mai limitata a un oggetto ma intesse diverse situazioni, sfociando in varie forme tra cui l\u2019installazione sonora, la fotografia, la camminata sonora, la parata, il documentario radiofonico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Anna Raimondo si inserisce a pieno titolo nelle ricerche internazionali che adottano una prospettiva trans-femminista, aggiornata rispetto alle istanze del femminismo storico e per questo suscettibile di aprire nuovi campi di indagine che tengano insieme trans-disciplinariet\u00e0 e trans-medialit\u00e0, con uno sguardo a quanto viene prodotto in campi limitrofi all\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento l\u2019artista sta lavorando a un progetto che prevede un periodo di residenza a Ponticelli, alla periferia orientale di Napoli, e che intende rileggere la dimensione del presepe \u2013 con la sua connotazione sacra e popolare \u2013 per riattualizzarne il racconto in una prospettiva contemporanea, identificando nella figura cruciale della Vergine Maria un baluardo dell\u2019<em>empowerment <\/em>femminile. Altri progetti in corso, o in fase di definizione, prevedono un affondo nel mondo della canzone neomelodica napoletana e il proseguimento di <em>Nuove frontiere del benessere dell\u2019ecosistema vaginale <\/em>verso altre destinazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Punti di debolezza e di forza del suo lavoro possono essere identificati quali rovescio della stessa medaglia; da una parte il pluralismo di voci, contesti, pratiche, approcci, messo in campo rischia di non trovare mai una finalizzazione conclusa da un punto di vista estetico-formale, rendendo sfuggenti i contorni dei vari progetti che si diramano in tante forme possibili. D\u2019altra parte, proprio questo pluralismo, combinato a una forte radice teorica che si avvale della multidisciplinariet\u00e0 nel senso pi\u00f9 consapevole, rende la sua ricerca un bacino fertile di intuizioni caricate della giusta dose di ironia e autocritica, e per questo un ottimo punto di partenza per una riflessione su modalit\u00e0 e campi d\u2019azione del pensiero transfemminista contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"776\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone-776x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28453\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone-776x1024.jpg 776w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone-227x300.jpg 227w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone-768x1013.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone-1164x1536.jpg 1164w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 776px) 100vw, 776px\" \/><\/a><figcaption>Silvano Magnone<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28451\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_AnnaRaimondo_\u00a9-Silvano-Magnone.jpg 1244w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>foto Silvano Magnone<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maddaloni 1981 Vive e lavora a Bruxelles Studio visit di Alessandra Troncone In un caldissimo pomeriggio di inizio estate, incontro Anna Raimondo a Napoli nella sua casa di famiglia, dove \u00e8 rientrata per qualche settimana. 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