{"id":28421,"date":"2022-10-12T09:00:00","date_gmt":"2022-10-12T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=28421"},"modified":"2022-10-10T10:51:26","modified_gmt":"2022-10-10T08:51:26","slug":"francesca-pompei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/francesca-pompei\/","title":{"rendered":"Francesca Pompei"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1978<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Roma<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Daniela Trincia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vicinissima a Corso Francia, la casa-studio di Francesca Pompei racconta molto dei suoi interessi, dei suoi maestri putativi, del suo percorso formativo. Nata a Roma, da sempre ha viaggiato per il mondo e le architetture del mondo sono divenute i principali soggetti dei suoi scatti. Mentre conclude gli studi in Filosofia estetica all\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza, con un brevissimo intervallo dedicato anche a quelli di Fisica, inizia ad avvicinarsi alla fotografia, entrando ben presto nell\u2019Associazione italiana fotografi professionisti &#8211; TAU Visual (2009). \u00c8 proprio a Roma che inizia la sua carriera di fotografa, con l\u2019importante commissione, da parte del Vaticano, di tre libri fotografici sulle <em>Cento fontane dei giardini vaticani<\/em>, nonch\u00e9, nel 2013, della collaborazione con PhotoVogue. Tra le numerose menzioni, partecipazioni a concorsi fotografici (uno per tutti Premio Celeste), foto pubblicate (da \u201cAD\u201d a \u201cLiving-Corriere della Sera\u201d), libri fotografici (<em>Le piazze (in)visibili<\/em> curato da Marco Delogu), premi (come la recente medaglia di bronzo al Paris Photography Prize), foto per cataloghi (<em>Viaggio attraverso i giardini d\u2019Europa<\/em>), alcuni dei suoi lavori sono stati esposti in diverse mostre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019amore per la bellezza, trasmesso dal padre, dai suoi studi e, soprattutto, dalla sua ossessione per il tempo che passa, deriva il suo interesse per la fotografia, uno strumento che le consente di esorcizzare questo pensiero. Perci\u00f2, molti dei suoi scatti sono realizzati durante le ore notturne, perch\u00e9 momenti sospesi, in cui lo scorrere della vita sembra rallentare. \u00abLa presa dell\u2019istantanea fotografica \u00e8 l\u2019illusione che attraverso la cristallizzazione dell\u2019immagine io possa fare pace con il mio tempo rispetto a quello che vedo\u00bb. Bench\u00e9 nelle sue foto la presenza umana sia stata del tutto eliminata, essa \u00e8 fortemente evocata e gli edifici non sono meri contenitori, n\u00e9 strutture che delimitano spazi, ma ritratti, con i quali cerca di mostrarne il meglio. Essi racchiudono il tempo che scorre e, come luogo collettivo, mantengono una stratificazione temporale, sedimentata sui muri, di coloro che li hanno attraversati. Preservano, dunque, la memoria, e sono testimoni, non solo dell\u2019individuo, ma anche della collettivit\u00e0, della cultura e della societ\u00e0, rispecchiando quello che \u00e8 l\u2019uomo, ed espressione di quel luogo e della sua identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, quello di Francesca Pompei non \u00e8 un viaggio sulla dimensione urbana, ma uno sguardo su edifici e architetture per coglierne quell\u2019afflato vitale che li rende unici. Non \u00e8 una catalogazione tipologica (come per Bernd e Hilla Becher), n\u00e9 un archivio documentaristico (come Walker Evans e Diane Arbus), n\u00e9, tanto meno, una raccolta collezionistica, bens\u00ec un \u00abviaggio [non in Italia ma] nel mondo\u00bb alla ricerca della singolarit\u00e0 di quegli elementi strutturali che ne tracciano armonia e bellezza, consegnando la memoria di qualcosa che \u00e8 qui e adesso (e infatti, non ritorna mai sul \u201cluogo del delitto\u201d per rifotografare \u2013 o non fotografare \u2013 ci\u00f2 che ha gi\u00e0 fotografato), con una eco basilichiana. Architetture enfatizzate nell\u2019astrazione del manufatto, raramente calato nel contesto e nella propria funzione. Attuando una sorta di processo inverso a quello di Salvador Dal\u00ec col <em>Ritratto di Mae West utilizzabile come appartamento surrealista<\/em> (1934-\u201935), sono gli edifici a essere utilizzabili come ritratti. Attraverso inquadrature mai spinte, n\u00e9 drammatizzazioni, con un uso ponderato della luce, Francesca Pompei restituisce un\u2019aura di tranquilla contemplazione, che non \u00e8 muto silenzio, piuttosto vitalit\u00e0 ed energia. \u00c8 offrire spazi entro cui perdersi e nei quali lo sguardo pu\u00f2 vagare. Inserendosi, cos\u00ec, nella ricerca della potenzialit\u00e0 della fotografia come espressione e racconto di un vedere, di uno stato d\u2019animo e di un sentire intimo e collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella ricerca di un determinato luogo e di come quel luogo si vuole far raccontare (aspettando a lungo, fin quando non si crea quella particolare congiunzione), ha da poco concluso un reportage su Ankara, su Istanbul, su Abu Dhabi e Basel. Anche se da oltre dieci anni porta avanti un progetto aperto titolato <em>Griglie<\/em>, con la stessa inquadratura e con la stessa luce, che testimoniano l\u2019evoluzione del concetto umano dell\u2019abitazione, dalla <em>domus<\/em> fino all\u2019architettura dei nostri giorni, individuando cos\u00ec, gli elementi archetipici diffusi in qualsiasi geografia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esclusiva riproposizione di edifici appare come puro esercizio di stile, come qualcosa di noto e visto, senza elementi di novit\u00e0 n\u00e9 di scarto in avanti, soprattutto a confronto di fotografi sia storicizzati che contemporanei. Ma il suo lavoro guadagna essenza e valore, oltre che per l\u2019equilibrio compositivo (ottenuto da una puntuale inquadratura e bilanciata esposizione), soprattutto per quello spazio contemplativo che le sue foto offrono, pregno di dettagli (una crepa, un determinato fascio di luce, un\u2019ombra, una sagoma, una linea, una pianta, un luccichio) che conducono oltre e ispirano numerose suggestioni e considerazioni, accompagnate dall\u2019attrazione per la scoperta di luoghi, forse sconosciuti o forse non guardati con la giusta attenzione, che potrebbero essere ovunque o anche nel palazzo accanto al nostro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_FrancescaPompei.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_FrancescaPompei-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28444\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_FrancescaPompei-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_FrancescaPompei-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_FrancescaPompei-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_FrancescaPompei.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_FrancescaPompei.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_FrancescaPompei-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28442\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_FrancescaPompei-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_FrancescaPompei-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_FrancescaPompei-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_FrancescaPompei.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma 1978 Vive e lavora a Roma Studio visit di Daniela Trincia Vicinissima a Corso Francia, la casa-studio di Francesca Pompei racconta molto dei suoi interessi, dei suoi maestri putativi, del suo percorso formativo. 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